“Il 7 settembre del 2017 Faragola, uno straordinario contesto archeologico nelle campagne di Ascoli Satriano, bruciava tra le fiamme - ha ricordato ieri la professoressa dell'Università di Foggia Mariuccia Turchiano -. Dopo 15 anni di scavi, di studi, di ricerche e un innovativo progetto di conservazione e di valorizzazione per la fruizione del sito”.
“In quel rogo assurdo e incomprensibile non sono bruciati in una notte solo mosaici, marmi e strutture ma anche energie, speranze, promesse di futuro di tutti noi, di generazioni di archeologi e di quanti avevano tanto lavorato a Faragola e avrebbero potuto e voluto continuare a lavorare”.
“Sono passati 7 anni da quel maledetto rogo”.
“Non c’è stato un giorno in cui non abbiamo pensato a Faragola. Abbiamo continuato a studiarla, a raccontarla, a cercare fondi e a mettere in campo azioni concrete. A non perdere la speranza”, scrive Turchiano, che in queste settimane sta dirigendo anche gli scavi a Siponto con i professori Roberto Goffredo e Giuliano Volpe, quest'ultimo dell'Università di Bari.
“Finalmente ora si iniziano a vedere i primi segni di una rinascita, grazie all’impegno del Comune di Ascoli Satriano, della Soprintendenza Archeologia Belle Arti Paesaggi Foggia e BAT, delle Università di Bari e di Foggia. E grazie al lavoro di imprese serie e qualificate. Si stanno chiudendo i primi interventi di restauro e di copertura di alcuni settori”.
“Ma c’è ancora molto da fare. E ci auguriamo che siano presto avviati i nuovi lavori di sistemazione e soprattutto che si stabilisca un sistema di gestione del sito. Solo allora Faragola, con tutte le ferite, tornerà a vivere. Ma dobbiamo crederci tutti. Perché Faragola è di tutti.
Viva Faragola!”.
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