È partita da Garlasco, e da una domanda che attraversa tutto il suo romanzo: cosa accade quando la giustizia sbaglia. La magistrata Lisa Imparato, volto noto dei programmi di approfondimento di Rai e Mediaset, ha presentato ieri, venerdì 16 ottobre, alla libreria Ubik di Foggia “Tra 24 ore morirai. La ragazza della villetta”, con moderatore Luigi de Seneen, esperto di marketing aziendale e saggista. 

S’è tenuta nella solenne cornice della sala "Caduti di Nassirya" a Palazzo Madama, la conferenza stampa di presentazione, in prima mondiale dell'incisione discografica: "Il '700 di Respighi", del violinista, professor Alessandro Perpich e della pianista, professoressa Gabriella Orlando, anche presidente degli Amici della Musica di San Severo. L'evento ha visto come “madrina”, la senatrice Gisella Naturale, che ha accolto gli ospiti e aperto i lavori; ha portato i saluti, in collegamento video il senatore Luca Pirondini. Al tavolo dei relatori, con lei, l’insigne musicologo, Paolo Bucchi, il presidente nazionale dell’ANCRI (Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana), Aurelio Vietri – promotore, a Foggia, del primo concerto d'esordio dei due musicisti su questo repertorio - i protagonisti del cd, Gabriella Orlando e Alessandro Perpich. Significativo anche l’intervento del M° Francesco Pollice, direttore del Conservatorio di Vibo Valenzia e presidente dell’Associazione italiana attività musicali (Aiam). Hanno presenziato alla conferenza stampa, i presidenti di diversi sodalizi di San Severo, autorità civili e militari.

“Il potere vi vuole stupidi”. Una provocazione che richiama il valore della conoscenza e la necessità di coltivare uno sguardo autonomo sulla realtà. È il filo conduttore dell’incontro con Antonio Pascale, protagonista nella sede del Consiglio regionale della Puglia del terzo appuntamento della rassegna “Fuori Festival della Letteratura Mediterranea”. A dialogare con lo scrittore, saggista e autore teatrale e televisivo, gli studenti dell’ITET “Vittorio Emanuele III” di Lucera.

Sarà pubblicato l’anno venturo, fruendo di un progetto regionale, ma le donne facenti parte del gruppo di lavoro del Centro linguistico comunale sono attive già da diverso tempo, recuperando parole, espressioni e modi di dire, incontrando gli anziani e anche gli autoctoni non residenti. Il pregevole lavoro di recupero e di studio glottologico e semantico confluirà poi nella pubblicazione del nuovo Dizionario Francoprovenzale Cellese. Il Comune di Celle San Vito, giova ricordarlo,  è il comune meno popoloso della Puglia ed è una delle uniche due isole linguistiche francoprovenzali del Sud Italia, insieme al vicino comune di Faeto. La comunità è nata nella seconda metà del XIII secolo, quando il re d'Angiò concesse ad alcuni soldati francesi (dopo la liberazione di Lucera dai Saraceni) di richiamare le famiglie e stabilirsi nelle cellette dei monaci alle pendici di Monte San Vito. L'isola linguistica è riconosciuta e tutelata dallo Stato italiano come minoranza etnico-storico-linguistica e il cui comune promuove la salvaguardia del proprio patrimonio attraverso sportelli linguistici, laboratori e progetti di documentazione per evitare l'estinzione della lingua. 
Il dizionario che vedrà la luce nel 2027, ha già avuto una prima edizione, risalente al 2002, quando uscì la seconda edizione ampliata del Dizionario francoprovenzale di Celle di San Vito e Faeto di Vincenzo Minichelli, pubblicato da Edizioni dell'Orso con presentazione di Tullio Telmon. Dieci anni dopo, nel 2022, ci fu la prima edizione curata dallo Sportello Linguistico.Oggi, la revisione in corso, mira ad ampliare quel nucleo con termini assenti dalla stesura iniziale e interviene sulla rappresentazione del suono, un aspetto richiamato già nell'agosto 2026 da chi segue materialmente la revisione. Il volume atteso nel 2027 è dunque la seconda edizione del percorso comunitario promosso nel borgo. Il metodo utilizzato dalle cinque studiose, prevede anche il cosiddetto “porta a porta” linguistico, per recuperare lemmi, proverbi, modi di dire e ninne nanna, accanto alle antiche filastrocche. 

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