E prosa fu! Nonostante i timori legati al rischio di una mancata programmazione della stagione di prosa 2026/2027 del Teatro Comunale “Giuseppe Verdi” di San Severo, a seguito della caduta della Giunta Colangelo, le luci del palcoscenico torneranno ad accendersi. Questa mattina, alle ore 11, nel foyer del Teatro Comunale, sarà presentata ufficialmente la stagione teatrale di San Severo 2026/2027, organizzata dal Comune in collaborazione con Puglia Culture. Alla conferenza stampa interverranno Francesco Cappetta, Commissario straordinario del Comune di San Severo; Giuseppe Longo, Segretario generale e dirigente ad interim dell’Area II del Comune; e Sante Levante, direttore di Puglia Culture. A moderare l’incontro sarà Michele Princigallo, responsabile dell’ufficio stampa del Comune di San Severo. Naturalmente, la stagione di prosa sarà molto più ridotta rispetto a quella dello scorso anno, ma ciò che conta è che il Teatro Comunale “Giuseppe Verdi”, riconosciuto come il terzo teatro all’italiana della Puglia per rilevanza e dimensioni, dopo il Petruzzelli di Bari e il Politeama Greco di Lecce, tornerà ad aprire le proprie porte al pubblico. Ci sono, tuttavia, alcuni aspetti da considerare. Ma procediamo con ordine. Il cartellone degli spettacoli in abbonamento prevede cinque appuntamenti: Paolo Calabresi con “Tutti gli uomini che non sono”, in programma il 18 novembre 2026; Veronica Pivetti con “Brevi interviste”, il 5 dicembre 2026; Gabriele Muccino e Anna Galiena con “A casa tutti bene”, il 12 gennaio 2027; Massimo Venturiello con “La mandragola”, il 27 febbraio 2027; e il Gruppo Abeliano con “Pirandello Abstraction”, il 12 marzo 2027. Due, invece, gli appuntamenti fuori abbonamento: Pierpaolo Spollon con “DILF – La paternità spiegata malissimo”, in programma l’11 dicembre 2026, e “Il Concerto di Natale” diretto dal Maestro Antonello Ciccone, previsto per il 21 dicembre 2026. Sul fronte economico, il preventivo predisposto da Puglia Culture per la stagione di prosa 2026/2027 stima una spesa a carico del Comune di San Severo pari a 31.175,24 euro, al netto degli incassi previsti, quantificati in 40.391,13 euro, che saranno di esclusiva pertinenza del Consorzio. A questa cifra vanno aggiunti 12.882 euro per le ulteriori spese necessarie alla gestione e al regolare funzionamento del Teatro Comunale, per un costo complessivo indicato in 44.057,24 euro.

La nuova stagione del Teatro Comunale Lucio Dalla è stata anticipata nell’aula consiliare di Palazzo San Domenico da un incontro moderato e condotto da Felice Sblendorio, che ha introdotto i temi e il senso di un programma destinato ad accompagnare la città fino alla prossima primavera. Quasi quaranta titoli complessivi tra prosa, appuntamenti per famiglie, attività formative e progetti dedicati alle scuole. Un’offerta ampia che ruota attorno a una parola scelta come bussola dell’intera stagione: “Sconfina”. L’assessora alla Cultura Maria Teresa Valente ha evidenziato come la costruzione del cartellone sia il risultato di un lavoro condiviso, ma ha anche ammesso che ogni anno resta una sorpresa. Il concetto di sconfinamento richiama la necessità di allargare il pubblico del teatro. “L’auspicio – ha detto Valente - è che anche con questa stagione teatrale si possa attrarre ancora più persone, anche un pubblico eterogeneo”. Da qui, l’invito a superare barriere culturali e abitudini consolidate, recuperando “quel senso che avevano anche gli antichi Greci di teatro catartico, una rappresentazione che ti fa andare oltre i confini fisici, oltre i confini dell’anima, per poi ritornare dentro se stessi”. Un viaggio, ha concluso, “per sconfinare e ritrovarsi”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Sindaco Domenico la Marca, che ha rivendicato la scelta dell’Amministrazione di incrementare progressivamente il sostegno economico al teatro perché “le risorse che mettiamo nell’ambito del teatro sono un investimento”, ha affermato. Per il Sindaco, “Sconfina” rappresenta la volontà di “andare oltre quelli che sono i confini dettati spesso da un modo di vivere, da uno stile di vita”. Un concetto che lega direttamente all’azione amministrativa: “Sconfinare è credere che le cose possono cambiare”. Ma il passaggio più intenso del suo intervento è stato il ricordo di Annibale D’Elia, scomparso nelle ore precedenti alla presentazione. la Marca gli ha dedicato simbolicamente l’apertura della stagione, ricordando la sua visione di una politica capace di uscire dalle istituzioni per contaminare la società. “La politica non è questi banchi, ma è generativa quando esce da questi banchi. Quando riesce a contaminare, riesce a seminare e quindi sconfina”.

Ieri sera, nella suggestiva cornice della Palazzina Liberty-Cap. Willy Bocola s’è tenuta la presentazione del libro di Lucrezia Cilenti: “Blu il granchio”, nell’ambito della rassegna “OttobreLibri”, con il patrocinio del Comune di San Severo, delle associazioni Pro Loco, Custodi del Passato, Gentilezza è Cultura, Consulta delle associazioni di volontariato.

La Masseria Garzia è finalmente pubblica. È il passaggio che mancava perché l’anfiteatro romano di Sipontum venga riportato interamente alla luce. Il Ministero della Cultura - attraverso la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Foggia e BAT - ha acquisito al patrimonio dello Stato gli immobili in località Siponto costruiti sopra una porzione dell’antico anfiteatro. La comunicazione diffusa nella serata di giovedì scorso chiude - sul piano della proprietà - una vicenda che l’Attacco segue da anni. La svolta è arrivata con il diritto di prelazione previsto dal Codice dei beni culturali. La denuncia del trasferimento è pervenuta alla Soprintendenza il 23 dicembre 2025, mentre poi il Ministero ha formalizzato l’acquisizione con il decreto dell’11 febbraio 2026. Il passaggio al Demanio pubblico dello Stato è stato trascritto nei registri immobiliari a maggio scorso e gli immobili sono stati assegnati in uso al Ministero e alla Soprintendenza. È questo l’esito di un procedimento concluso nei mesi scorsi e reso noto soltanto ora. Il decreto aggiunge un particolare decisivo per ricostruire la sequenza: la compravendita su cui è stata esercitata la prelazione era stata stipulata il 17 dicembre 2025, nell’ambito della procedura fallimentare relativa alla ditta individuale Damiano Salcuni, per 31.530 euro, in favore di Salvatore Gallifuoco. Questo passaggio aggiunge un ulteriore elemento all’aggiudicazione raccontata su queste colonne il 20 settembre 2023: allora il lotto era stato assegnato a un privato per 52.900 euro, dopo 36 rilanci. La nuova compravendita ha aperto un’altra occasione d’intervento e, questa volta, lo Stato l’ha utilizzata. La costruzione ha inglobato e riutilizzato come fondazione una parte del muro perimetrale dell’anfiteatro romano di Siponto. La muratura in opera reticolata - diversa da quella della masseria - è una delle tracce più eloquenti del monumento e ne lascia intuire il profilo curvo. Il muro visibile si conserva per circa 3,2 metri; in alcuni settori l’anello esterno raggiunge un’altezza di circa 4 metri. Le indagini condotte dalle Università di Bari e Foggia hanno delineato un anfiteatro di circa 75 per 67 metri, con una capienza stimata di 6-7 mila spettatori. La costruzione è riconducibile all’età augustea, tra la fine del I secolo avanti Cristo e l’inizio di quello successivo. L’anfiteatro cessò di essere utilizzato nel V secolo e fu poi progressivamente smantellato e riutilizzato. Sopra le sue strutture si svilupparono altre fasi della città: gli scavi hanno documentato un (sempre più) lungo tratto di mura urbiche, abitazioni medievali, sepolture e una piccola chiesa dentro un’altra. È un palinsesto che racconta secoli di trasformazioni.

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