Il turismo nella Peschici post-incendio: estate in linea con il 2025, c'è ottimismo per agosto

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

La stagione regge. Non esplode, non crolla... regge. E già questo, in un’estate segnata da incendi, dall’incertezza economica e da un turismo sempre più imprevedibile, è una notizia. 
Tuttavia, sarebbe un errore fermarsi ai numeri. 
Girovagando tra gli alberghi, i lidi e i ristoranti di Peschici, gli operatori parlano di prenotazioni in linea con il 2025, di agosto praticamente pieno, di un incendio che ha provocato soprattutto un danno mediatico (telefonate timorose e qualche disdetta evitata). C’è però un altro aspetto, molto più interessante, che esula dalla stagione corrente in senso stretto, ma sempre il turismo riguarda: Peschici ha davvero deciso quale turismo vuole costruire? Se la risposta è no, si finisce per rincorrere tutto senza scegliere niente. Turismo familiare, giovani, weekend, turismo di qualità, campeggiatori, stranieri, eventi, movida: tutto insieme. Ma un’identità turistica non nasce per somma di offerte, bensì da una visione. Sul Gargano - non solo a Peschici - i problemi sono sempre gli stessi: collegamenti difficili, parcheggi insufficienti, trasporti pubblici poco competitivi, una destagionalizzazione evocata ogni anno ma ancora lontana dal diventare realtà. Ciò nonostante il Promontorio continua ad avere numeri importanti, grazie a un patrimonio naturale straordinario, con una costa che non ha bisogno di slogan per essere raccontata e centri storici tra i più suggestivi della Puglia. Quello che manca, forse, è il coraggio di ragionare come un sistema. “Fare rete” non si esplica nell’organizzare qualche evento insieme, ma lavorando a un’idea condivisa di territorio, capendo quale mercato si vuole intercettare e in cui si vuole investire, tutti nella stessa direzione.

L’estate non si è fermata. Le immagini delle fiamme che domenica 26 luglio hanno lambito la litoranea e alimentato la paura di un nuovo 2007 hanno fatto il giro dei social e dei giornali, ma la stagione turistica di Peschici, almeno per ora, continua il suo cammino.
Il bilancio raccolto da l’Attacco tra albergatori, ristoratori e gestori di stabilimenti balneari racconta una località che, superato lo choc dei primi giorni, è tornata rapidamente alla normalità. Le presenze restano sostanzialmente in linea con lo scorso anno, agosto si conferma il mese delle grandi affluenze e le prospettive per settembre restano incoraggianti grazie al ritorno della clientela straniera.
“La stagione è partita un po’ lentamente, poi si è ripresa e adesso siamo più o meno sugli stessi livelli dello scorso anno”, racconta Nicola Carbonelli, titolare del Ristorante Bar Lido Carbonelli, nella baia di Manaccora. Anche le prenotazioni degli ombrelloni seguono lo stesso andamento del 2025. L’incendio ha naturalmente generato apprensione, ma senza compromettere il mese più importante dell’anno: “Nei due giorni dell’emergenza abbiamo avuto paura, ma per agosto non abbiamo registrato disdette”.

Una situazione simile affiora anche dall’Hotel Timiama: “Siamo messi più o meno come gli altri anni”, sintetizza il titolare Giovanni Tavaglione. Giugno e luglio hanno confermato un andamento regolare, mentre agosto resta il periodo nel quale si concentrano i numeri più consistenti. Dopo l’incendio qualche cliente ha preferito rinunciare alla vacanza, “qualcuno ha perso anche la caparra”, ma il fenomeno si è esaurito nel giro di pochi giorni. Più articolata la lettura di Daniele Camasso, della Trattoria Antichi Sapori - ubicata in pieno centro - e del B&B Casa Camasso. Maggio, racconta, ha fatto registrare un buon incremento di stranieri, soprattutto francesi, olandesi e tedeschi, mentre giugno e luglio sono rimasti sostanzialmente stabili. Il vero contraccolpo è arrivato con l’incendio: “Per due o tre giorni abbiamo ricevuto molte telefonate e qualche disdetta. Abbiamo rassicurato i clienti spiegando che la situazione era sotto controllo e il problema si è risolto rapidamente”. Secondo Camasso, però, il cambiamento più evidente riguarda un altro aspetto: “Non esiste quasi più il turista che resta una settimana... oggi prevalgono soggiorni di due o tre giorni, soprattutto nei weekend”. 

Un fenomeno che molti operatori attribuiscono a nuove abitudini di consumo e a una maggiore attenzione ai costi. Le famiglie spendono con più prudenza, scelgono con attenzione ristoranti e servizi, mentre cresce il ricorso ai supermercati e alle formule più economiche.
Lo storico Hotel Elisa, aperto dalla famiglia Fasanella nel 1971, osserva la stagione da una prospettiva ancora diversa. Arcangela Fasanella conferma un giugno migliore rispetto allo scorso anno e ricorda che il vero punto debole continua a essere maggio, penalizzato soprattutto dai collegamenti: “Abbiamo gli aeroporti, ma non abbiamo connessioni efficienti con il Gargano. Le coincidenze con treni e autobus spesso non funzionano e questo scoraggia molti turisti”. Anche sul fronte incendi, l’albergatrice distingue nettamente tra realtà e percezione. Nel suo hotel non ci sono state disdette, ma le telefonate di clienti preoccupati sono state diverse: “La velocità con cui viaggiano notizie e immagini sui social amplifica tutto, per questo è importante raccontare anche quando l’emergenza è finita”. Un episodio raccontato dagli operatori della baia di Manaccora descrive bene questa dinamica. Una turista settantacinquenne, presente durante l’incendio, avrebbe confidato di non essersi spaventata osservando le fiamme dalla spiaggia, ma soltanto la sera, una volta rientrata e dopo aver aperto i social network. Una testimonianza che racconta quanto oggi la percezione possa incidere anche più dell’evento stesso.

Se sulla stagione il giudizio resta complessivamente positivo, è quando lo sguardo si sposta oltre agosto che emergono le criticità più profonde. Gli operatori parlano quasi all’unisono di parcheggi insufficienti, trasporti da migliorare, collegamenti con aeroporto e ferrovia ancora poco competitivi. C’è poi il tema della destagionalizzazione. Tutti la indicano come obiettivo, ma quasi tutti spiegano che non bastano gli slogan. Chiedono eventi distribuiti durante l’anno, servizi aperti anche in autunno e una rete capace di trattenere il visitatore oltre i due mesi centrali dell’estate. “Settembre è un mese importante perché torna il turismo straniero”, osserva Camasso. Carbonelli propone di concentrare proprio in quel periodo una parte maggiore del calendario degli eventi. Arcangela Fasanella insiste invece sulla necessità di investire soprattutto nei collegamenti, ricordando che il Gargano continua a pagare la distanza dai principali hub regionali.
Ciò che ne deriva, tirando le somme, è una destinazione che continua ad attrarre migliaia di visitatori grazie alla forza del proprio paesaggio e alla qualità dell’accoglienza, ma che avverte sempre più l’esigenza di fare un salto di qualità organizzativo.
L’estate 2026, almeno finora, non sembra aver tradito le aspettative, però il messaggio che gli operatori lanciano, quasi senza mettersi d’accordo, guarda molto più lontano: trasformare Peschici da località che vive soprattutto di agosto a destinazione in grado di contare su una stagione più lunga, mediante servizi più efficienti e un’identità turistica più definita.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet