Foggia vuole l’aeroporto ma non lo usa. E’ la considerazione a Bari qualcuno fa rispetto agli ultimi dati sul traffico. Pochi giorni fa Assaeroporti ha reso note le statistiche relative al mese di giugno: male il Gino Lisa, con 177 movimenti (pari al -40% rispetto al 2025) e 5.516 passeggeri (-28,3%). A luglio, nonostante il mare del Gargano, i passeggeri hanno registrato un calo del -30%. Ma lo scalo non ha nessun volo estero e solo quattro collegamenti nazionali (Milano Malpensa, Milano Linate, Bergamo Orio al Serio e Torino). Inoltre i comitati cittadini locali parlano invece di una crescita costante che va sostenuta il più possibile. C’è molto, dunque, su cui interrogarsi e l’Attacco ha provato a farlo insieme a chi quotidianamente se ne occupa. Per la prima volta la redazione di un giornale ha ospitato un confronto tra il presidente di Aeroporti di Puglia spa, Antonio Vasile, e i referenti dei comitati Vola Gino Lisa e Mondo Gino Lisa, in un forum che ha sviscerato le questioni fondamentali per il futuro dell’aeroporto di Foggia. Il dibattito è stato moderato dal direttore Piero Paciello e ha visto la partecipazione, oltre che di Vasile accompagnato dall’addetto stampa AdP Michele Fortunato, dei due comitati: Marcello Sciagura, Achille Corso (videocollegato) ed Enzo Dota per Vola Gino Lisa; i presidenti Giuseppe Scilittani ed Enzo Papa per Mondo Gino Lisa e la rispettiva community. Entrambi i comitati hanno inviato lettere al presidente della Regione, sebbene di contenuto differente.
Paciello: Ha fatto incavolare i comitati locali la previsione di un massimo di 200mila passeggeri per il Gino Lisa nel 2035. Come risponde loro?
Vasile: Il tetto dei 200mila passeggeri per Foggia è assolutamente teorico, serve a fissare un aiuto europeo che riconosce a Foggia per costruire le opere. Se il Gino Lisa superasse i 200mila passeggeri tale norma verrebbe meno, in automatico. Il problema, quindi, non si pone. E’ una soglia psicologica, perché l’Europa dice che se movimenti più di 200mila passeggeri non hai alcun bisogno di aiuto.
Paciello: Quindi siamo certi che fino al 2035 saremo sotto questo ombrello di risorse?
Vasile: Non solo. Questo ombrello protegge l’infrastruttura ma fino al 2030 noi dovremo essere bravi a fare il nostro: l’aerostazione, il piazzale, la caserma dei vigili del fuoco. Finchè hai l’ombrello del SIEG quelle opere sono garantite in termini di costi. La vera battaglia non è stata trovare le risorse per l’aerostazione e il piazzale, ma è stata quella di reperirle per i vigili del fuoco. La Regione Puglia ha assunto un impegno gigantesco e vorrei sgombrare il campo da ogni questione partitica, perché sono stati bravi tutti. La caserma dei vigili del fuoco, coi relativi mezzi, non si può finanziare, per lo Stato rientrano nel bilancio nazionale. Se oggi la vogliamo fare a Foggia deve essere autorizzata e approvata dallo Stato. E’ la prima volta nella storia che la Regione finanzia una caserma dei vigili del fuoco coi mezzi. I tre progetti finanziati dalla Regione sono stati messi a gara, quelli per l’aerostazione e il piazzale sono stati già aggiudicati. Ho già firmato i due contratti e ora si comincia a capire come gestire il cantiere. All’interno di AdP spa abbiamo uno dei più bravi amministrativisti italiani, che è di Foggia. L’aerostazione è in attesa della VIA, ma non cambia nulla.
Sciagura: Noi come cittadini chiediamo uno sviluppo in tempi moderati, non preistorici. Vorremmo discutere di come, da qui a 10 anni, si possa arrivare a un milione di passeggeri.
Vasile: Secondo voi, noi di AdP abbiamo l’obiettivo di far andare male le cose per il Gino Lisa? Non stiamo vendendo il posto più bello del mondo. Su cosa si basa l’economia di Bari? Non è una questione indifferente, è importante. Per 40 anni si è basata su tre imprese tedesche, oggi a Bari c’è un’industria importante che ha plasmato la città: la ricchezza è nella zona industriale, non in via Sparano. Nel 2000 a Bari avevamo tre soli voli. Ammesso che arriviamo a Foggia ad avere quel milione di passeggeri non sapremo dove metterlo. Non dobbiamo più immaginare l’aeroporto come un’entità estranea, non siamo riusciti nemmeno a cambiargli il nome. Come si chiama a fare un’operazione di marketing territoriale se non si riesce nemmeno a far comprendere alle persone che Gino Lisa non era di Foggia? Per anni questo territorio ci ha accusato, come AdP, di aver rubato la statua, che aveva un problema statico e poteva cadere.
Sciagura: Venimmo a parlare col suo predecessore in AdP.
Vasile: Perché non volete essere Firenze ma volete essere Monaco? Voi parlate di lunghezza della pista, a Firenze hanno progettato una pista in pendenza al 3% per problemi di spazio. L’aereo ha bisogno di una corsa minore, la pista avrà la stessa lunghezza.
Sciagura: Bari era programmata per fare il passaggio ai voli intercontinentali, avete effettuato l’allungamento della pista da 2.500 metri a 3.000 metri. Sono contento che ci sia il Bari-New York. Brindisi ha 2.600 metri.
Vasile: Ne facciamo una questione di territorio?
Sciagura: Quando si programma qualcosa è per il futuro. Io non posso avere un masterplan che prevede 200.000 ipotetici passeggeri nel 2035, perché se saranno un milione in quella data l’aeroporto avrà difficoltà serie operative. Non ci saranno problemi di dove far dormire i passeggeri.
Vasile: A Bari hanno aperto dieci alberghi. Il problema è l’aeroporto? Lei è medico, vero? Sapete perché si perde pazienza? Perché voi volete sostituirvi ai tecnici. Abbiamo riaperto l’aeroporto, trovato i soldi per fare le opere, faremo le opere. La domanda è: davvero non riuscite a rasserenarvi in termini di fiducia?
Paciello: E’ vero che questo territorio complessivamente non si fida? Vendola arrivò a coniare persino l’espressione “foggianesimo militante”.
Scillitani: Non è che Foggia non abbia fiducia. La gente comune è molto suscettibile, molti hanno un’opinione negativa senza conoscere i fatti, per sentito dire. Bisogna lavorare di concerto.
Papa: Sono stato eletto mesi fa presidente della community di Mondo Gino Lisa. C’è una cattiva percezione del dato reale. La città soffre di una problematica legata al fatto che a Bari, centro di potere economico e politico, le cose vengono affrontate e risolte in maniera diversa. C’è una disparità di trattamento. Emiliano diceva che non dovevamo piangerci addosso, ma chi opera a livello regionale dovrebbe fare una analisi approfondita del territorio. Se le percezioni sono molto diffuse significa che c’è un dato di fondo alla loro base. Ci sono anomalie in termini di proporzionalità nella distribuzione dei vari capitoli di spesa tra i territori.
Vasile: Sciagura ha tirato fuori un argomento giusto, lei sta parlando di un tema psicologico. Foggia ha avuto 27 milioni di euro per le opere, Bari zero. Quindi?
Sciagura: Non è vero, Bari col finanziamento CIPE ebbe 60 milioni di euro per fare la pista.
Vasile: Stiamo parlando di tre governi fa, nel 2013 neanche c’ero. Voi fate l’esempio sbagliato dell’aeroporto di Grottaglie, che ha la pista più grande d’Europa perché c’è uno stabilimento industriale che occupa 3mila persone. Non possiamo avere una nuova compagnia Federico II, ovvero quello che hanno fatto in questa città. Qual è il nostro piano b, in caso di fallimento? Abbiamo un piano ritenuto da tutti fortissimo: quello della Protezione civile. Il bacino di utenza complessivo di Bari, della BAT e di Matera – ovvero le aree che insistono sull’aeroporto di Bari - è di gran lunga superiore, come somma, a quello di Foggia, Brindisi e Lecce. La sola area di Matera fa 1,2 milioni di passeggeri l’anno. Sono usciti i dati dei passeggeri di Foggia fino a luglio e sono negativi, a parità di rotte e con in più Bergamo che collega Foggia a tutti gli aeroporti europei. Avete capito che non è un problema di aeroporto, bensì di territorio? L’aeroporto è il mezzo, non è il fine. Fatto l’aeroporto, consideravo geniale avere l’assessore regionale al turismo espressione di Foggia. Potevamo ripartire dal ragionamento delle varie capitali della cultura, il prodotto ce l’abbiamo. Non abbiamo la narrazione. I territori sono in fortissima competizione. Dobbiamo riempire gli aerei, non puoi mettere prima l’aereo e poi capire come riempirlo. Non si può ragionare al contrario.
Sciagura: Lei dice che Bari aveva nel 2000 tre soli collegamenti. Beh, io aggiungo che movimentava la bellezza di 17.781 voli l’anno. Sui voli internazionali c’erano 12 passeggeri per volo. Nel 2004 iniziò il boom. Il turista che ha due voli e mezzo al giorno, a Foggia, non sempre ha voglia di volare a queste condizioni.
Paciello: Bari divenne città turistica prima degli investimenti sull’aeroporto?
Vasile: I voli con la Germania innestarono il processo turistico, poi ci fu un sindaco che inventò la spiaggia in città. La trasformazione in città turistica arrivò dopo. Lasciamo le questioni tecniche ai tecnici, noi dobbiamo guardare alle questioni di territorio. Mi spiegate perché non siamo riusciti a trovare a Foggia un noleggiatore auto e il gestore del bar dell’aeroporto? Li abbiamo dovuti portare da Bari.
Sciagura: Perché l’aeroporto sta aperto per due ore. Chi investe soldi e assume personale per due ore? Lei è un imprenditore turistico, dovrebbe capirlo.
Vasile: Avrei chiesto una formula compensativa ad Aeroporti di Puglia.
Sciagura: E l’avrebbe concessa?
Vasile: Perché non avrebbe dovuto farlo?
Sciagura: Posso spiegare perché non mi fido più tanto di AdP?
Vasile: Dopo il Covid perdevamo 100 milioni di euro l’anno, sarebbe stato molto più facile rinunciare a qualcosa e invece siamo ripartiti con Foggia. Un mese fa, a giugno, arriva il nuovo piano nazionale degli aeroporti. Andiamo a Roma per la presentazione e AdP viene definito il modello del futuro. Perché? A Bari non abbiamo alcun progetto finanziato di ampliamento, può arrivare a 7,5-8 milioni di passeggeri dopo di che il bicchiere sarà pieno. Brindisi potrà arrivare fino a 5 milioni. A quel punto la rete redistribuirà agli altri aeroporti. In Sicilia stanno facendo l’esatto opposto, aeroporti che non si parlano tra loro.
Paciello: Torniamo alla questione SIEG e alla continuità territoriale.
Vasile: Il primo problema di aprire un aeroporto in regime SIEG o di continuità territoriale è quello di garantire la mobilità. Delle due l’una. Il volo per Roma non si potrà mai avere perché è troppo vicina, è vietato dalla legge. L’unico volo che resiste in Italia, nonostante la legge e gli altri collegamenti, è il Roma-Napoli. Se chiediamo domani la continuità territoriale andrà in riduzione rispetto a ciò che abbiamo oggi a Foggia, perché quello strumento, inventato per le isole, connette in un Paese la sede periferica alla sua sede centrale.
Sciagura: Non solo: c’è ad esempio il Cagliari-Milano, da Pescara voleranno in continuità territoriale.
Vasile: Con un aereo da 33 posti.
Sciagura: Non importa, ha prezzi contenuti.
Corso: Vasile dice che il territorio non dà il proprio contributo. Gli porto un esempio legato al peso delle nostre imprese agroalimentari, la Capitanata è quella che produce e fattura di più eppure deve trasportare a 250 km di distanza, fino a Taranto. La scelta politica della Regione è stata quella di fare il cargo per il fresco a Taranto.
Vasile: Non si può fare a Foggia e non sono 250 km. Oggi l’industria agroalimentare di Capitanata spedisce nel mondo da Milano Malpensa. Perché Grottaglie in Puglia fa traffico cargo? Perché ogni giorno da 25 anni ha un cargo autonomo verso gli Stati Uniti, che non è di Boeing. AdP non ha investito nulla sul cargo, è un investimento totalmente privato, fatto da un’impresa che ha vinto una gara. La Regione ora ha deciso di investire in incentivi alle imprese agroalimentari sul modello Ryanair a costi zero per le imprese.
Corso: Il trasporto chi lo pagherà?
Vasile: Le imprese di Foggia, così come stanno facendo ora quando trasportano i propri prodotti fino a Malpensa. State dicendo una marea di cose inesatte. L’altro giorno sono state spedite da Foggia quattro pedane di angurie nelle Filippine, il trasporto a 5,5 euro al kg è costato più delle angurie. Era una prova generale. Oggi l’industria agroalimentare vende franco deposito, nel suo stabilimento, e il trasporto è a carico dell’acquirente. E’ un danno per l’impresa pugliese, che col trasporto potrebbe guadagnare di più. Da qui l’idea di questa amministrazione regionale. La piattaforma cargo nasce per risolvere un problema legato al pesce, non alla frutta. Poi arriva la crisi mediorientale e si immagina un sistema nel quale si possa riconoscere al vettore aereo, in questo caso Turkish Airlines che ha vinto la gara insieme a Poste, un contributo come si fa con Ryanair. Nasce un nuovo meccanismo, simil Ryanair, di finanziamento delle merci. Il produttore avrà una convenienza ad organizzarsi il trasporto. A Grottaglie c’è l’esperienza. Perché io mi arrabbio così tanto? Avete una serie di informazioni che vi deviano.
Corso: La scelta di Grottaglie è contraria alle leggi della logistica.
Vasile: A Foggia avremmo dovuto cambiare l’aeroporto.
Sciagura: Serve la volontà politica, le risposte politiche condizionano AdP.
Paciello: Quello di Foggia pare un territorio, per AdP, ancora non all’altezza. Si coglie qualche segnale dalle operazioni di Monte Sant’Angelo e Lucera capitali regionali della cultura? Lo chef simbolo di Monte, Gegè Mangano, lascia il proprio paese e va ad aprire il ristorante Sapori di Puglia a Milano.
Dota: Ero a Monaco lo scorso anno per l’iniziativa di internazionalizzazione: i tedeschi mi dissero che era assurdo che vi fosse il volo Foggia-Monaco senza una lunga e previa opera di promozione. Ci chiesero, insomma, perché quel collegamento non fosse stato pubblicizzato almeno sei mesi prima, se non un anno prima. Poi fu eliminato. Ricordato questo episodio, per me non si può affermare che dopo che Bari e Brindisi saranno arrivati a saturazione ci sarà una redistribuzione sugli altri aeroporti pugliesi.
Vasile: La strategia di medio periodo è fare in modo che la compagnia esistente non se ne scappi. Nel frattempo dobbiamo realizzare l’infrastruttura adeguata, che apre il mercato. Perché quando si vola all’estero si accetta di atterrare a 180 km di distanza dal luogo che si deve raggiungere? Perché c’è un sistema di collegamenti di ogni tipo. E non ritenete che vadano rilasciate licenze di taxi? A Foggia c’è un problema pure di taxi, così come a Bari del resto.
Corso: Non si può arrivare sempre a dire che il problema è il territorio.
Vasile: L’aeroporto di Foggia ha avuto tutto quello di cui ha bisogno per diventare straordinario. Me lo dirà tra qualche anno. A Foggia da anni c’è qualcuno che dice che bisogna allungare la pista: peccato che da un lato ci sia la tangenziale e dall’altro lato ci siano i privati. Se ci viene detto che la pista esistente va bene, perché ci vogliamo sostituire e volere un’opera pubblica inutile? C’è uno strumento tecnologico, un pilota automatico, che aiuterebbe altri aerei a decollare da Foggia.
Scillitani: Ci manca, al di là della fiducia, una comunicazione efficace rispetto alle azioni fatte e una operazione di marketing.
Paciello: Vasile, lei sostiene che i sindaci abbiano un ruolo fondamentale.
Vasile: Sono il motore.
Paciello: Lei che interlocuzione ha con l’amministrazione comunale di Foggia?
Vasile: Eravamo partiti col fallimento della compagnia Lumiwings, cui a Foggia si erano affezionati. Qualche imprenditore pensò pure di rilevarla ma si rischiava di non conoscere la vera entità della debitoria. Tutti i comuni vorrebbero fare promozione in aeroporto. Il tema non è il nostro rapporto col sindaco. A Manfredonia sono molto attivi, tanti aerei privati arrivano a Foggia per andare nel porto turistico. Lì servirebbe una elisuperficie nel porto. Ci sono posti per il turismo di lusso nel Gargano? Il posto ideale sarebbe quello tra Manfredonia e Margherita di Savoia, lungo la Riviera Sud. Io voglio lo sviluppo dell’aeroporto, ma il successo di un territorio non è l’aeroporto. Vi sbagliate se pensiate che sia quello.
Sciagura: Deve essere tutto complementare. Non possiamo chiedere agli imprenditori di investire se poi servono ore per arrivarci. Firenze vola in deroga.
Vasile: Perché per Foggia non si può fare eccezione? Foggia è stata penalizzata dall’apertura dell’aeroporto di Salerno, il delitto è stata Salerno.
Sciagura: L’aeroporto di Salerno è stato aperto per depotenziare Napoli.
Vasile: No, per depotenziare la Puglia.
Sciagura: La Puglia si è depotenziata da sola, nel momento in cui ha fatto le scelte di accentrare l’attività su due aeroporti. Bisogna fare in modo che anche gli altri possano funzionare. Noi non saremo mai competitivi con Salerno.
Vasile: La Puglia ha quasi raggiunto Napoli. Salerno ha avuto la caserma dei vigili del fuoco, la deroga. A quel punto siamo usciti da Assoaeroporti, perché per noi non devono valere le deroghe? Abbiamo scelto una nostra associazione, con Aeroporti di Roma e Venezia.
Corso: Si fanno prima le strade e poi le case, gli alberghi, etc. Se non hai infrastrutture tutto è inutile. Gli interventi che come AdP avete previsto sono calibrati per un certo numero di passeggeri: 12 milioni di euro dei fondi FSC per l’aerostazione, di cui circa 3 per un esoscheletro che permetta all’attuale struttura di restare in piedi. Non sarebbe stato meglio demolire e ricostruire?
Vasile: Il progetto ha vinto una gara. Ovviamente i progetti non li governa solo la Regione, i piani pluriennali degli obiettivi di un aeroporto vengono fissati da una Authority. Possiamo presentare il progetto di un aeroporto gigantesco a cinque piani, Enac ci direbbe che non possiamo permettercelo. Non siamo proprietari ma gestori degli aeroporti. C’è una bella differenza.
Corso: Ma il restyling nasce da un vostro masterplan. Ciò che la politica vuole si traduce in opere.
Vasile: E’ vero. E devo dire che a me piace molto il restyling dell’aerostazione.
Papa: A Vasile dico che non ne facciamo una questione di campanile, non serve al territorio né al Gino Lisa. Dobbiamo cercare un’intesa. Chiedo pubblicamente un dialogo più frequente, una sinergia. All’interno di Mondo Gino Lisa ci sono competenze. Per me l’aeroporto fa parte di una rete che deve essere competitiva, ma dobbiamo trovare strategie per superare ostacoli. La ricetta è unica: operare uniti, con disponibilità della Regione a rivolgersi alle parti sociali. Altrimenti continueranno ad esserci incomprensioni. Aggiungo che il nostro bacino di utenza non è la Capitanata, è ben altro. C’è il Molise che ci sta sollecitando da parecchio tempo e chiede collegamenti diretti col Gino Lisa. Serve inoltre completare la settimana con altri voli.
Vasile: Ma vogliono che sia a carico della Puglia.
Scillitani: A settembre si cantierizzano le opere di aerostazione e piazzale, oppure no? La gente continua a chiedersi perché abbiamo una sola compagnia. Dobbiamo sfruttare il network di Aeroitalia, che Lumiwings non aveva. C’è poi un discorso di prezzi, la gente si lamenta dei prezzi alti. Si dovrebbero rivedere, è una componente importante su cui si dovrebbe agire almeno con agevolazioni.
Dota: Rispetto ai prezzi ho volato tante volte da Napoli a Monaco, evitando Bari, perché mi costava 100 euro di meno. E’ realmente un fattore determinante.
Sciagura: Come comitato chiediamo che la politica prenda decisioni in grado di incidere in maniera decisiva sulle infrastrutture, a cominciare da aeroporto e porti. Purtroppo abbiamo una politica territoriale che ha fatto pochissimo, probabilmente la fanno meglio a Bari che a Foggia. Riusciamo ad ottenere molte meno cose di quelle che avremmo bisogno. Continuare a operare con l’attuale pista vuol dire mantenere dei limiti, come aeroporto satellite di qualche altro, anziché averlo pienamente la pista coi 2mila metri che sarebbero fondamentali per qualunque aereo. Pantelleria e Lampedusa hanno piste come quella di Foggia.
Paciello: Per concludere, Vasile, c’è la disponibilità a ragionare sull’ulteriore allungamento della pista, rivisitando il masterplan?
Vasile: Non c’è alcun dubbio che qualunque problema di carattere infrastrutturale possa essere risolto, che sia tramite la via tecnologica o l’allungamento della pista se segnalato dai tecnici. Ma quello che deve prevalere è la consapevolezza che una non corretta lettura del Gino Lisa può determinarne una fine prematura, gli aeroporti pugliesi sono in concorrenza tra loro. Ogni cavolata detta fa scattare reazioni e controlli. Sulla cantierizzazione delle due opere stiamo decidendo quale far partire prima, tra metà settembre e i primi di ottobre. L’aerostazione è più facile, ma serve di più il piazzale. La fine dei lavori del piazzale potrebbe essere entro l’estate 2027, l’aerostazione entro fine 2027. Foggia ha avuto la sfortuna del fallimento di Lumiwings, se non fosse stata attrattiva non avremmo trovato nessuno. Aeroitalia nel frattempo ha comprato altri aerei, è possibile che arrivino altri sorprese positive. Sulla ipotesi di più compagnie, è ovvio che le compagnie arrivano quando vedono business.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).