Sfiducia e contrarietà alla multinazionale Seasif da parte del Comune di Manfredonia e del suo primo cittadino Gianni Rotice. Quella che finora era un’indiscrezione è stata confermata – per bocca dello stesso Rotice – a Monte Sant’Angelo.
Dopo aver fatto cenno alla necessità di evitare, come avvenuto in passato, la calata di imprese interessate solo ad intercettare fondi pubblici prima di andar via, come pure di operazioni industriali decise ad altri livelli, Rotice è stato netto rispetto alla Seasif del misterioso milanese Franco Favilla (foto), che tramite una propria partecipata ha chiesto in concessione per ben 25 anni gran parte del Bacino Alti Fondali di Manfredonia e delle aree retroportuali del Consorzio ASI.
Inizialmente Favilla puntava a installare 4 impianti: lavorazione di bentonite e polimetalli, rigassificatore per il GNL (Gas naturale liquefatto) e impianto di depurazione dell’anidride carbonica. Poi, dopo le forti polemiche e i dubbi dello stesso mondo istituzionale, la holding ha rinunciato al rigassificatore. Rispetto a Seasif l’Autorità di sistema portuale del Mar Adriatico meridionale ha spiegato che il piano industriale deve essere necessariamente presentato entro la fine di giugno e che poi l'impresa avrà tempo fino al termine del 2023 per presentare il progetto di manutenzione esecutiva dei nastri.
Ma la posizione critica dell’amministrazione comunale è chiarissima. “C’è un’impresa che voleva venire a investire sul porto, definita capace e solida da altri. In realtà sta emergendo che dietro non c’è nulla. Ho detto di bloccare tutto, di farci capire bene cosa si voglia fare. Perché una volta insediata non la mandi più via per decenni, anche se non dovesse portare risultati al territorio. Vogliamo investimenti seri, non altre logiche”.
“Il porto di Manfredonia, cresciuto del 45% da quando esiste l’AdSP MAM, non sarebbe in grado di giustificare l'investimento di 120 milioni di euro per l'ammodernamento e la messa in sicurezza del Bacino Alti Fondali se non lo calassimo in una grande area moldauna”, aveva detto proprio nel Golfo il presidente dell’ente portuale Ugo Patroni Griffi due settimane prima.
“Questo investimento ha attivato l'interesse di imprese come Seasif. Io il dovere morale di attendere fino all'ultimo momento per vedere se Seasif ci presenterà il piano industriale, ho il dovere di farlo prima di rimuovere e demolire i nastri trasportatori. Lo scenario che percorriamo è sempre nell'interesse pubblico e della crescita del porto, verificandone tutte le possibilità di sviluppo compresa la produzione di bentonite e la pulizia della CO2 proposte da Seasif”.
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