Grande è la confusione sotto il cielo del Golfo. Centrodestra cerca candidato Sindaco e riceve (solo) rifiuti

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Sembrava che le elezioni regionali in Sardegna potessero in qualche modo far avviare le aggregazioni di partiti, liste e movimenti, a Manfredonia. Ma nemmeno le indicazioni che Giuseppe Conte avrebbe fatto arrivare agli attivisti pentastellati sipontini - attraverso l’europarlamentare Mario Furore e l’assessora regionale Rosa Barone – hanno fin qui smosso granché. Come riportato ieri su queste colonne, per quanto manchino ancora i crismi dell’ufficialità, il MoVimento 5 Stelle rifiuta la corte del PD e, più in generale, di buona parte delle liste che andrebbero a comporre il campo largo progressista. I legami con il passato di persone che gravitano intorno alle forze del centrosinistra restano la pregiudiziale che non permetterebbe la prosecuzione delle interlocuzioni per creare un raggruppamento giallorosso. Partito Democratico, Progetto Popolare e Molo 21 rischiano di perdere l’appoggio cinquestelle, con questi ultimi che dovrebbero imbastire – quasi dall’oggi al domani - una propria coalizione. Uno scenario ‘tafazziano’, a detta dello storico attivista pentastellato Vanni Salcuni. “Il MoVimento 5 Stelle si appresterebbe ad andare da solo alle comunali, rinunciando ad altre strade praticabilissime e degne di essere considerate - la sua personale opinione, espressa sui social con questa precisazione –. Da chi ha governato prima con la Lega, poi col PD e infine con Draghi, certe chiusure non appaiono giustificate”. Nemmeno dalle parti del centrodestra va un granché bene. Esautorato ufficialmente Gianni Rotice dalla futura coalizione, non si vedono passi avanti. L’onorevole Giandiego Gatta si tiene ben stretta Forza Italia, per quanto il gruppo abbia subìto più di una defezione con la nascita di Forza Manfredonia, la lista capeggiata dall’ex vicesindaco Giuseppe Basta che anima la coalizione Manfredonia 2024.

Il deputato sipontino - al pari di chiunque altro - sta riscontrando difficoltà per trovare persone che vogliano candidarsi. Figurarsi quanto sia ancora più arduo individuare qualcuno che possa essere il candidato Sindaco e ricevere la sua disponibilità.

Al momento, sono almeno tre i nomi che sono venuti fuori. Innanzitutto c’è Massimo Verderosa. Anzi, c’era. Il segretario particolare dell’arcivescovo Franco Moscone sarebbe stato contattato direttamente dalla senatrice Annamaria Fallucchi, che gli avrebbe per l’appunto chiesto se volesse rendersi disponibile per rappresentare il centrodestra manfredoniano. 

Verderosa non è legato a nessun partito, dal momento che si occupa di ben altro, perciò riferiscono che sia rimasto piuttosto sorpreso. E’ vero che nutrirebbe il desiderio di mettersi prima o poi al servizio della comunità anche in questo ambito, però è altrettanto vero che esordire in politica assumendosi l’onere di guidare una qualsivoglia coalizione è un passo troppo lungo anche per gambe desiderose di correre. Che siano state queste o altre le riflessioni di Verderosa, la sostanza è che avrebbe declinato l’invito, con garbo e fermezza.

Così tanta che di lì a breve è spuntato fuori un altro nome, quale designato aspirante alla fascia tricolore: Lello Castriotta. Un profilo decisamente diverso da quello di Verderosa, dal momento che Castriotta frequenta da tanti anni la politica attiva, nell’alveo del centrodestra. Antesignano locale di Fratelli d’Italia, con rapporti di stretta vicinanza con Raffaele Fitto, l’ex ispettore del lavoro da poco in pensione avrebbe anch’egli ricevuto abboccamenti e sondaggi. Nemmeno nel suo caso, però, è stata trovata la disponibilità necessaria per ragionarci più convintamente. 

Castriotta avrebbe fatto rilevare le contraddizioni e gli apparenti equivoci che caratterizzano i meloniani di Capitanata in questa fase. Non è ben chiaro cosa abbia provocato il suo rifiuto anche se, provando a interpretare le mezze parole che qualche altro meloniano si lascia sfuggire, non è stata accettata di buon grado la nomina - nel coordinamento provinciale FdI - di Libera Maria Dicembrino, che è la consorte dell’ex consigliere comunale Adriano Carbone diventato indipendente dopo essere stato messo alla porta dal suo partito d’elezione, FdI appunto.

Il nome più recente per la candidatura a Sindaco – forse nemmeno l’ultimo della serie - è quello dell’avvocato Vincenzo Di Staso. Ex consigliere comunale eletto con Forza Italia, ne è stato il capogruppo fino a quando ha preferito continuare a restare nella maggioranza di governo cittadino nonostante i forzisti si fossero ritirati sull’Aventino. 

Non è mai stato chiarito del tutto l’equivoco che si era generato circa il suo tesseramento (o meno) con Fratelli d’Italia quando, invece, rappresentava Forza Italia in Consiglio comunale. È sicuro, invece, che non è mai stato espulso da Forza Italia, visto che non ha mai avuto la tessera. È altrettanto certo che bisognerebbe convincere l’onorevole Gatta che, invece, non ci pensa nemmeno lontanamente a sostenere uno dei fuoriusciti dal “suo” partito durante la scorsa consiliatura. 

Ma, prima di questi passaggi, è tutta da verificare l’eventuale disponibilità di Di Staso che, stando a chi lo conosce, non sarebbe affatto scontata.

Ad una quarantina di giorni dal termine ultimo per la presentazione delle liste dei candidati per le amministrative dell’8 e 9 giugno, la confusione regna sovrana. Non propriamente un buon viatico per chiunque le vincerà. Passando per il ballottaggio, sic stantibus rebus.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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