La rielezione a Lucera di Giuseppe Pitta rappresenta una vittoria certamente non esente da riflessioni per ciò che riguarda l’appeal e il destino di un personaggio chiave della politica lucerina, Antonio Tutolo. L’attuale consigliere regionale fu sindaco per un mandato e mezzo. Oggi la compagine politica costruita nel tempo, e che gli era rimasta accanto, ha espresso un unico consigliere, Francesco Aquilano, oltre allo stesso Tutolo, per il quale è scattato il seggio a Palazzo di città. Fuori, invece, altri due storici sodali - Francesca Niro e Raffaele Lavecchia - rimastigli vicini dopo la spaccatura della coalizione Facciamo Piazza Pulita nel luglio 2020 quando il masaniello lucerino decise di correre per le regionali. Niro con Aquilano ha avuto un peso nella compagine tutoliana sia durante le consiliature rette dal consigliere regionale che durante la prima fase dell’esperienza amministrativa di Pitta. Oggi all’indomani del primo consiglio comunale del Pitta 2, Niro e Aquilano, entrambi candidatisi nella lista facente capo al candidato sindaco e cognato di Tutolo, Vincenzo Checchia, anch’egli in consiglio, sono gli artefici di un ripensamento di quella che è loro posizione entro un perimetro politico evidentemente logoro e diventato improvvisamente stretto. Nuovi equilibri, nuove geometrie e traiettorie politiche sono all’orizzonte, è proprio il caso di dirlo. Necessarie pertanto si pongono le scelte sul ridisegno di nuovi cammini da percorrere anche velocemente, nonostante la stagione estiva. Di tale necessità di creare un percorso alternativo alla città di Lucera è convinto Francesco Aquilano, che di passi ne ha macinati alla scuola di Tutolo e che oggi dopo una gavetta pesante si sente abbastanza pronto per nuovi traguardi. “Dal prossimo consiglio comunale vedremo come si porrà il sindaco, posto che la sua scelta, abbastanza discutibile, di creare una giunta transitoria, è il frutto di un compromesso necessario dopo le tante promesse fatte a moltissime persone”, afferma a l’Attacco.