Parchi nazionali, il no di Forza Italia a D’Errico per il Gargano e quello di FdI a Colucci per l’Alta Murgia

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A un anno dalla nomina dell’avvocato foggiano Raffaele di Mauro - consigliere comunale di Forza Italia a Foggia, ex candidato sindaco del centrodestra ed ex coordinatore provinciale del partito azzurro – a commissario straordinario del Parco nazionale del Gargano, avvenuta il 15 luglio 2025 da parte del ministro dell’ambiente Gilberto Pichetto Fratin, la situazione resta di totale stallo rispetto all’iter per la presidenza. Tutta colpa del pasticcio memorabile commesso in Forza Italia lo scorso anno, quando ci si fece beffare dal furbissimo allora presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, che espresse l’intesa col ministro su un altro nome, quello (dai più ritenuto improbabile e inadatto al ruolo) dell’operatore turistico di Rodi Garganico Vincenzo D’Errico, che dopo il M5S aveva seguito l’amico parlamentare Giorgio Lovecchio in Forza Italia, salvo poi tuonare contro il partito quando gli fu chiesto il passo indietro in favore di di Mauro. Com’è noto, la nomina del presidente di un ente Parco è sottoposta a parere parlamentare. 

Ebbene, il fascicolo relativo alla “proposta di nomina del dottor Vincenzo D'Errico a presidente dell'ente Parco nazionale del Gargano” non ha visto ancora né la convocazione dell’audizione dell’operatore turistico davanti alle commissioni ambiente parlamentari né i conseguenti pareri. E’ stato assegnato il 28 aprile scorso alle commissioni ambiente di Camera e Senato dal richiedente ministro Pichetto Fratin, con termine per l’espressione del parere fissato al 18 maggio.

Che l’ingarbugliata matassa fosse difficile da sbrogliare lo si era capito anche a novembre scorso, quando, presente a Foggia per presentare gli eventi per il trentennale del PNG, il ministro si limitò a dire “su D'Errico ci saranno valutazioni giuridiche e incasserò il risultato che la procedura mi darà”.

Oggi da Roma trapela che le commissioni verosimilmente solleveranno eccezioni e si esprimeranno negativamente sull’intesa formatasi sull’indicazione di Emiliano. Stando ai rumors Forza Italia avrebbe espresso eccezioni in merito ad un presunto conflitto di interessi di D’Errico, che nel frattempo continua a mostrare la propria vicinanza ad Emiliano, da ultimo presenziando alla presentazione del suo libro in Capitanata. In compenso, l’imprenditore turistico ha un buon rapporto con la senatrice meloniana Annamaria Fallucchi, che ha casa a Rodi Garganico oltre che comuni amicizie, e c’è chi pensa che possa averle chiesto aiuto per superare l’ostilità degli azzurri nei suoi confronti.

Un tentativo che non è piaciuto a di Mauro, la cui proroga risale al 16 dicembre 2025, a far data dal 16 gennaio scorso per altri sei mesi. Pertanto la scadenza dovrebbe essere già prossimo, trattandosi del 15 luglio. Scontato, dunque, un ulteriore periodo di commissariamento dell’ente di via Sant’Antonio Abate.

Iter al momento bloccato, per quanto in fase più avanzata, anche rispetto alla nomina di Giuseppe Colucci a presidente dell’ente Parco nazionale dell’Alta Murgia. La firma del ministro era attesa per l’ultima settimana di maggio, dopo che Colucci giorni prima era stato ascoltato dalle commissioni ambiente di Camera e Senato. C’è stato il parere favorevole al Senato, ma poi nulla più. In questo caso è stata Fratelli d’Italia ad evidenziare al ministro, al sottosegretario Claudio Barbaro e al presidente della VIII commissione della Camera, Mauro Rotelli, il presunto mancato possesso dei requisiti previsti dalla legge e quindi, a dire dei meloniani, la non conformità della eventuale designazione di Colucci alla presidenza col quadro normativo di riferimento, che richiede una “comprovata esperienza in campo ambientale nelle istituzioni e nelle professioni, oppure di indirizzo o di gestione in strutture pubbliche o private”. Invece, a detta di FdI, Colucci nella propria vita ha svolto mansioni impiegatizie di natura contabile.

I motivi dell’impasse interrogano il territorio del Parco nazionale dell'Alta Murgia. “Ad oggi non è stata ancora rimessa all'ordine del giorno della commissione ambiente della Camera la votazione del parere per la designazione di Colucci a presidente. E’ stato già audito lo scorso 12 maggio e ha avuto i complimenti dei componenti della commissione, come si evince dal resoconto video della Camera. Ha già avuto il parere favorevole dalla commissione ambiente del Senato. Come mai questo ritardo?”, si chiedono alcuni. Anche nel Parco nazionale dell'Alta Murgia manca pure il consiglio direttivo, al pari del PNG, così come un direttore effettivo (e non un facente funzioni, che a Monte Sant’Angelo è da svariati anni l’ex assessore comunale Vincenzo Totaro). Il 5 agosto 2026 scadrà la proroga del commissario straordinario Nicola Loizzo, nominato dal ministro lo scorso 21 gennaio per un semestre a decorrere dal 5 febbraio scorso, dopo un primo incarico nella stessa veste ricevuto il 5 agosto 2025. In precedenza ci sono stati gli anni della presidenza e del commissariamento affidati all’ex numero uno di Legambiente Puglia Francesco Tarantini.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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