Sostegno Editoria, ok dalla commissione al piano da 500mila euro: ma chi potrà davvero goderne?

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Non è stato il merito del provvedimento a dividere la politica pugliese, quanto il metodo con cui è arrivato all’esame delle Commissioni consiliari. Il Programma annuale 2026 per il sostegno al pluralismo e all’innovazione dell’informazione regionale, che mette a disposizione 500mila euro per televisioni, radio, testate cartacee e online, ha ottenuto il via libera a maggioranza delle Commissioni IV e VI, ma il confronto si è rapidamente spostato dal contenuto della delibera alle modalità con cui il Consiglio regionale è stato chiamato a esprimersi. Le opposizioni, pur ribadendo la condivisione degli obiettivi del provvedimento e la necessità di sostenere il sistema dell’informazione locale, hanno contestato l’assenza di un confronto preventivo con la Giunta e con la struttura tecnica responsabile della misura. Da Fratelli d’Italia a Forza Italia, passando per il Gruppo Misto, è emersa una critica comune: la Commissione sarebbe stata chiamata a esprimere un parere su un atto già definito, senza la possibilità di contribuire alla costruzione dei criteri che disciplineranno l’assegnazione delle risorse. Una contestazione che va oltre la vicenda specifica e che investe il rapporto tra esecutivo e Consiglio regionale. Per le minoranze il parere richiesto alle Commissioni rischia infatti di trasformarsi in un mero passaggio formale se i consiglieri non vengono messi nelle condizioni di incidere sulle scelte prima della pubblicazione dei bandi. Da qui le proteste per l’assenza del dirigente competente durante la seduta e per la mancata condivisione preventiva del testo. Sul piano sostanziale, il Programma 2026 concentra le risorse sulla formazione professionale di giornalisti e tecnici, con particolare attenzione alle politiche di parità di genere, e sul sostegno alle spese correnti delle imprese editoriali. Ma il dibattito ha riportato al centro anche una questione che da anni accompagna le politiche pubbliche per il settore: chi deve essere realmente sostenuto dai contributi pubblici? Le grandi realtà editoriali già strutturate o le emittenti e le testate più piccole che garantiscono presidio informativo nei territori ma che spesso faticano a reggere la competizione del mercato? Un interrogativo rimasto sullo sfondo della seduta, ma destinato a riemergere quando il bando entrerà nel vivo e si capirà concretamente quali soggetti riusciranno ad accedere ai finanziamenti regionali e in quale misura.

Parere favorevole a maggioranza delle Commissioni consiliari IV e VI al Programma annuale degli interventi 2026 per il sostegno pubblico al pluralismo e all’innovazione dell’informazione e della comunicazione regionale. Un provvedimento che mette a disposizione del comparto dell’editoria pugliese 500mila euro e che, almeno nelle intenzioni della Giunta regionale, punta a sostenere la formazione professionale, la qualificazione del personale e le attività ordinarie delle imprese dell’informazione. L’approvazione, tuttavia, è stata accompagnata da un acceso confronto politico che ha riguardato soprattutto il metodo seguito dall’esecutivo regionale.

Se sul principio del sostegno all’informazione locale non sono emerse particolari divisioni, le opposizioni hanno contestato la mancata condivisione preventiva del provvedimento e l’impossibilità di contribuire alla definizione dei criteri che saranno inseriti nel successivo avviso pubblico. Il Programma 2026, adottato dalla Giunta regionale, identico a quello della passata edizione cosi come confermato dal Direttore della Struttura Speciale Comunicazione Istituzionale della Regione Puglia, Rocco De Franchi, concentra gli interventi su due principali direttrici: il sostegno al personale e ai lavoratori del settore, con particolare attenzione alla formazione di figure giornalistiche e tecniche e alle misure per la riduzione delle disuguaglianze di genere, e il finanziamento delle spese correnti necessarie alla gestione ordinaria delle attività editoriali, radiotelevisive e giornalistiche. La dotazione finanziaria prevista ammonta a 500mila euro.

Ad esprimere le prime perplessità la consigliera di Fratelli d’Italia Tonia Spina, che ha posto l’attenzione sulla tempistica dell’iter e sull’assenza del dirigente responsabile del procedimento. “Se arriva in Commissione un provvedimento – ha osservato – i consiglieri devono essere messi nelle condizioni di poterlo esaminare”. Per Spina non è in discussione il contenuto della delibera, ma il fatto che il Consiglio regionale sia stato chiamato a esprimersi quando il bando risulterebbe già sostanzialmente definito e prossimo alla pubblicazione. Una situazione che, a suo giudizio, ha impedito ai commissari di fornire con tributi utili alla stesura dei criteri. Sulla stessa linea Luigi Lobuono del Gruppo Misto, che ha definito una “scortesia istituzionale” l’assenza dei funzionari competenti. “Un provvedimento che vedeva tutti favore voli diventa un problema perché manca la possibilità di porre domande e avanzare proposte”, ha dichiarato, chiedendo una maggiore presenza della struttura amministrativa nelle sedute dedicate a provvedimenti di questo tipo.

Critiche analoghe sono arrivate anche da Carmela Minuto di Forza Italia. La consigliera ha sottolineato come l’intero Consiglio regionale condivida la necessità di sostenere il sistema dell’informazione locale, ma ha lamentato il mancato coinvolgimento preventivo delle Commissioni. “Con qualche giorno in più e con la presenza del dirigente avremmo votato tutti favorevolmente”, ha affermato. Una posizione ribadita anche dai consiglieri regionali di Forza Italia Marcello Lanotte e Paolo Dell’Erba che, hanno parlato di un “parere richiesto a giochi fatti e a scatola chiusa”. Secondo gli esponenti azzurri, il Consiglio regionale avrebbe dovuto essere coinvolto nella definizione del contenuto, del metodo e dei criteri del provvedimento, anche per valutare la possibilità di incrementare le risorse a disposizione del comparto. Accanto alle contestazioni sul metodo è emersa anche una riflessione più ampia sui criteri di distribuzione delle risorse.

Giampaolo Vietri, di Fratelli d’Italia, ha espresso preoccupazione per il meccanismo individuato dalla delibera, secondo cui il riparto delle risorse tra i diversi comparti dell’editoria avverrà in maniera proporzionale al numero delle domande presentate nei singoli settori. Secondo Vietri il rischio è che il sostegno pubblico si trasformi in un intervento generalizzato, privo di una reale selezione basata sulla qualità dei progetti, sull’innovazione tecnologica o sul valore editoriale delle iniziative. Per il consigliere meloniano, l’obiettivo dovrebbe essere quello di sostenere prioritariamente le realtà più piccole e vulnerabili del territorio, in particolare quelle emittenti radiofoniche e televisive che garantiscono pluralismo informativo ma che faticano a competere con operatori più strutturati.

A difesa della proposta sono intervenuti i consiglieri regionali del PD Tommaso Minerva e Ubaldo Pagano, che hanno evidenziato come i criteri della Dgr siano innanzitutto conformi alla legge nazionale e per questo inoppugnabile, e per rendere più veloci le fasi di valutazione delle istanze, per l’attuazione del Programma Annuale degli Interventi 2026, è stata prevista l’attivazione della procedura di concessione delle agevolazioni in un’unica fase di “Avviso pubblico per l’acquisizione delle istanze da ammette re a finanziamento”.

Il riparto delle risorse tra le categorie verrà effettuato in maniera proporzionale al numero delle domande per settore che perverranno a seguito dell’Avviso. Sarà anche previsto un meccanismo di flessibilità che consentirà la re-distribuzione delle risorse tra le categorie. Un intervento che ha riportato il dibattito sul tema centrale della seduta: chi beneficerà realmente delle risorse regionali? Regola vuole siano le realtà editoriali minori, spesso escluse dai principali circuiti di finanziamento, il rischio è che invece si privilegino criteri legati alla consistenza aziendale, al fatturato e all’organizzazione delle imprese, o peggio ancora alla stampa ‘amica’, illazioni che la maggioranza ha categoricamente smentito.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet