C’è grandissimo nervosismo negli uffici dell’ente Parco nazionale del Gargano.
Ieri mattina, nel giorno in cui gli animi erano già tesissimi per la rivelazione de l’Attacco sul finanziamento Interreg perso da oltre 3 milioni di euro, c’è stata la visita del NOE dei Carabinieri, ovvero il Nucleo Operativo Ecologico.
Stando alle indiscrezioni trapelate da ambienti investigativi e da Monte Sant'Angelo, i militari hanno ascoltato il presidente Pasquale Pazienza e il funzionario Angelo Perna. Non si conoscono al momento i motivi di tale visita da parte degli uomini del Nucleo Operativo Ecologico ma non si esclude che possa riguardare il caso Oasi Lago Salso, dopo la denuncia di illegittima trasformazione di terreni vincolati in campi coltivati da parte della partecipata in liquidazione.
La denuncia fu fatta dalle associazioni ambientaliste WWF Foggia e Federazione Pro Natura ed è costata la revoca della concessione decisa dal Comune di Manfredonia e la diffida al Parco a ripristinare lo status quo ante. E’ in corso la battaglia giudiziaria davanti al giudice amministrativo.
Non è un bel periodo per l’ente Parco e per Pazienza. La guerra con gli ambientalisti, lo scontro interno alla tecnostruttura e tra l’ex direttrice Carmela Strizzi e il presidente, la vicenda Oasi Lago Salso con la revoca della concessione decisa dal Comune di Manfredonia, un consiglio direttivo ancora monco e un direttore facente funzioni discusso (Vincenzo Totaro). A questo scenario si è aggiunta la decisione del Ministero dell’economia e delle finanze di disporre una verifica amministrativo-contabile all’Ente Parco del Gargano, affidata al dirigente Gianluca Sampaolo e al dottor Marco De Rosa (Servizi ispettivi di vigilanza pubblica del MEF). Un intervento che era stato richiesto dal senatore Marco Pellegrini (M5S).
Ma non è tutto. Il clima di estrema tensione negli uffici è determinato anche dai quattro procedimenti disciplinari avviati da Pazienza nei confronti di altrettanti dipendenti dell’ente: non solo Strizzi, con cui è ormai guerra, ma anche l’ex direttore facente funzioni Luca Soldano, il sipontino Ciro Magno e un’altra funzionaria. Quali siano le contestazioni mosse nei loro riguardi non è dato al momento di saperlo.
Quel che appare evidente è che il presidente non sappia più di chi fidarsi e, temendo fughe di notizie, abbia vietato l’accesso dei dipendenti all’archivio e protocollo con tutta la documentazione relativa al PNG a meno di non esser stati esplicitamente autorizzati in tal senso.
Intanto ha scatenato reazioni la notizia de l’Attacco sui 3.070.000 euro persi. L’ente Parco ha voluto fare precisazioni parlando di un “un progetto non realizzabile per assenza del titolo rispetto alla caserma Murgia e incompatibile con l’allargamento del sito delle faggete vetuste da parte dell’Unesco”. “Questi i fatti: nel 2019 la Regione Puglia, Dipartimento Turismo Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio partecipò, in qualità di partner, ad una proposta progettuale “TheRout Net-Thematic routes and net-works”, nell’ambito del programma Interreg V-A Grecia Italia 2014/2020; l’Ente Parco Nazionale del Gargano, allora presieduto da Claudio Costanzucci e diretto da Carmela Strizzi, deliberò la propria partecipazione al progetto, candidando l’azione di ripristino del tratto dell’antica ferrovia Decauville che da Vieste portava alla Foresta Umbra e la ristrutturazione dell’ immobile Caserma Murgia da destinare a ostello per l’ospitalità diffusa”, afferma il PNG.
“Dopo la sottoscrizione della convenzione, a finanziamento concesso, è emersa una prima criticità connessa alla mancata disponibilità dell’immobile Caserma Murgia, di proprietà del Demanio Regionale. L’Ente Parco si è attivato presso il competente Servizio Demanio della Regione Puglia per la richiesta di concessione dell’immobile, vedendosi opporre, dal medesimo Servizio regionale, formale atto di diniego avverso la richiesta presentata (con nota del 2/2/2021). La seconda criticità è emersa a seguito dell’allargamento del sito delle faggete vetuste da parte dell’Unesco. Purtroppo il rispetto della buffer zone del sito Unesco impedisce l’esecuzione dell’intervento finanziato relativo alla Decauville. Inoltre, durante i vari sopralluoghi effettuati congiuntamente con Regione Puglia, Ente Parco e Carabinieri Forestali è emerso che l’ipotesi di tracciato presentava delle criticità dal punto di vista tecnico sia per le pendenze notevoli che per gli spazi troppo stretti per consentire il passaggio della ferrovia. L’Ente Parco alla luce delle criticità sopra rilevate chiedeva alla Regione Puglia, con nota del 14 settembre 2021, la concessione di una proroga di 18 mesi rispetto al termine fissato nel disciplinare sottoscritto. A tale richiesta la Regione opponeva il diniego. Alla luce di queste considerazioni si evince che nessuna responsabilità può essere imputabile all’Ente Parco in merito alla mancata attuazione delle azioni relative a detto finanziamento”, conclude l’ente guidato da Pazienza.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).