Il virus corre tra i banchi e tra under 20. Linea dura dei Sindaci per controllare la diffusione

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Sono gli under 20 che oggi assorbono il 23% dei nuovi contagi: “E oltre a prendere il virus, lo portano a casa”, lo riferisce il sottosegretario alla salute Pierpaolo Sileri il quale auspica di avere “al più presto” il vaccino per questa fascia d’età, appena approvato dalla Fda americana ma non ancora dall’agenzia europea del farmaco.

L’andamento dei contagi non è però “neppure lontanamente paragonabile a quello del Regno Unito”, spiega. E’ comunque necessario spingere per le terze dosi in via prioritaria ai docenti, i quali sono a contatto con i giovani che sotto i 12 anni non sono immunizzati.

Non ci saranno ancora i numeri che si registrano in altri Paesi ma è lo stesso assessore regionale alla sanità Pier Luigi Lopalco che avverte: “Vaccinatevi: la circolazione virale sta aumentando. Non fatelo per gli altri ma per voi stessi. Tutte le stupidaggini che qualcuno racconta sulla possibilità di curare il Covid-19 con questa o quell'altra terapia miracolosa sono, appunto, stupidaggini. Affrontare il contagio da Sars-CoV-2 senza vaccinazione è un po' come giocare alla roulette russa: man mano che passa il tempo la probabilità che vada a finire male, aumenta”. Gli ultimi dati riportano che circa 300 mila pugliesi under 12 ancora non si sottopongono all’immunizzazione.

Anche secondo Agenas, l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, in Puglia i contagi sono in aumento ma di contro l'occupazione dei posti letto negli ospedali resta bassa e, anzi, diminuiscono i pazienti ricoverati nelle terapie intensive. In queste ultime il tasso di occupazione è calato dal 4 al 3%, sotto la media del resto d'Italia; mentre nei reparti di medicina Covid (malattie infettive e pneumologia) la situazione resta stabile, con l'occupazione dei posti letto al 5%, in linea con la media nazionale.

Insomma, non ci sarebbe da preoccuparsi eppure sempre più sindaci stanno iniziando ad assumere decisioni a tutela della salute pubblica volte a prevenire il proliferare dei contagi. E’ quello che nelle ultime ore è successo anche in Capitanata, nei Comuni di Torremaggiore e San Giovanni Rotondo. E prima ancora a San Nicandro Garganico.

“Siamo intervenuti dopo aver ricevuto la segnalazione della responsabile Asl che ci ha informati del diffondersi del Covid nelle scuole elementari e medie della città”, è così che il Sindaco di Torremaggiore, Emilio Di Pumpo, motiva a l’Attacco l’iniziativa assunta domenica allo scopo di fermare il moltiplicarsi dei casi tra i più piccoli.

E’ stata infatti emanata un’ordinanza attraverso la quale sono state sospese per quattordici giorni tutte le attività extrascolastiche psicomotorie, associative, educative, culturali e similari (dal catechismo alla palestra, dagli scout al calcetto e così via, in poche parole) presso qualsiasi luogo di aggregazione per gli alunni dai sei ai tredici anni, dalla prima elementare alla terza media.

“La referente Covid della Asl per le scuole ci ha chiesto di alzare il livello di guardia perché all'interno delle scuole elementari soprattutto sono presenti diversi focolai – ha spiegato il primo cittadino - e infatti alcune classi sono già in Dad, come da decreto, i dirigenti hanno proceduto. Ci hanno chiesto di fare qualcosa per limitare i contagi e siccome l'ultima cosa che vogliamo chiudere è la scuola, abbiamo pensato di darci questi 14 giorni di tempo. Nel frattempo si concluderà la attività di screening dopo la quale avremo un quadro della situazione più delineato. Per ora fermiamo le attività extrascolastiche, dopo un incontro con gli interessati, abbiamo ridotto al minimo le restrizioni, circoscrivendo la fascia d'età e senza incidere sui locali commerciali o altri, non vogliamo creare problemi a nessuno ma allo stesso modo dobbiamo salvaguardare, per quello che possiamo, il diritto alla salute e il diritto allo studio2.

Se il provvedimento si rivelerà utile lo si saprà nelle prossime settimane, intanto Di Pumpo in questo momento pensa che questa sia la cosa migliore da fare. “È stato acceso un piccolo alert, dobbiamo evitare le situazioni a rischio. Guardiamo cosa è accaduto a San Nicandro Garganico, Matteo Vocale si è trovato appena insediato in una situazione difficile da gestire, oggi si è riusciti a controllarla imponendo poche limitazioni laddove servivano. Purtroppo non siamo ancora fuori dalla pandemia e possiamo ipotizzare che andrà così ancora per un po' di tempo, almeno fino a quando verrà estesa la campagna vaccinale anche alle fasce d'età più giovani. Oggi mettiamo in campo una forma di prevenzione, anche i miei figli del resto non parteciperanno più alle loro attività extrascolastiche ma in 15 giorni si parla di poche lezioni, bisogna avere un po' di pazienza”, ha concluso il Sindaco.

Diverse le reazioni in città tra i genitori dei ragazzi a cui verrà limitata la propria vita sociale, di nuovo dopo i tanti mesi di chiusure.

Da un lato c’è chi accetta, seppure a malincuore, le decisioni dell’amministrazione comunale, viste come necessarie per salvaguardare la salute collettiva.

Dall’altro c’è chi non manda giù l’imposizione e punta il dito su tutte le altre attività che mettono, a suo dire, a rischio le persone e aumentano i casi.

C’è poi chi dà degli irresponsabili a quei genitori che avrebbero deciso di non tamponare i propri figli nonostante abbiano frequentato classi in cui si sono sviluppati dei focolai. “Noi facciamo tutto quello che serve per l’incolumità dei nostri figli e degli altri bambini – hanno spiegato alcuni a l’Attacco -, spieghiamo loro quanto è importante tenere la mascherina tutto il giorno, sanificare le mani in ogni occasione, non avere contatti ravvicinati. Ci preoccupiamo di sottoporli a più di un tampone ogni volta che serve ma tutto viene vanificato da chi se ne infischia e manda a scuola i bambini anche se ammalati e non fanno fare loro il test per il timore che possa poi risultare positivo: questo non è giusto e non è responsabile”.

E poi ci sono i casi di quelle famiglie in cui ci sono più bambini e per le quali il costo del tampone non è sostenibile. “Ci sono situazioni in cui la scuola dovrebbe fornire i test gratuiti, per una maggiore sicurezza di tutti”, hanno commentato altri genitori.

Intanto si va verso nuove regole per la gestione dei contagi in classe: niente quarantena con un solo positivo in classe, tutti a casa dai tre contagi in su. Lo dice un documento stilato dall’Istituto Superiore di Sanità, Regioni e Ministeri della Salute e Istruzione, che ha avuto un iter piuttosto complesso.

Deve essere il dirigente scolastico “in via eccezionale e urgente” a sospendere temporaneamente le attività didattiche, qualora la Asl di competenza non possa intervenire. Così il dirigente deve attuare le misure previste dal protocollo, facendole rispettare a insegnanti e famiglie degli alunni entrati a contatto con il positivo nelle 48 ore precedenti alla comparsa dei sintomi o nelle 48 ore prima del test (se il soggetto è asintomatico).

A quel punto l’Asl si occupa dell’individuazione dei contatti stretti e non. Due le tipologie di tamponi: il T0 da fare appena c’è un caso positivo, il T5 dopo cinque giorni. Quarantena prevista anche per educatori e insegnanti. Pesa se si è vaccinati o meno. Se il positivo, invece, è l’insegnante, allora tutti i colleghi che hanno svolto l’attività in compresenza con lui restano a lavoro ma devono sottoporsi al test e devono essere vaccinati. Se tra gli insegnanti c’è un secondo caso, tutti a casa.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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