Le aperture a singhiozzo della Continuità Assistenziale (ex Guardia medica) è questione che sta riguardando pesantemente sia Lucera che diversi centri dei Monti dauni. E le proteste e sollecitazioni delle ultime settimane arrivate dai Sindaci (quello della città più grande, Giuseppe Pitta, per esempio ha ipotizzato una denuncia per interruzione di pubblico servizio) ha provocato una reazione da parte della Asl Foggia che è venuta allo scoperto con una nota in cui sono state fatte ammissioni ma pure pure annunci, riferendo sostanzialmente che per Lucera le criticità sono sorte a partire dal 1° aprile scorso, mentre è stato garantito il 100% del servizio per tutto il 2025 e il primo trimestre 2026. “Durante questo mese la copertura dei turni è stata del 65% - è stato scritto – e la riduzione è stata determinata dalla sospensione del vicariamento, l’istituto che consentiva ai medici in servizio di coprire, in maniera aggiuntiva, i turni vacanti, assicurando la regolare presenza nella fascia oraria notturna dalle 20 alle 8, attraverso un compenso maggiorato. Il venir meno di questo strumento ha inciso in maniera significativa sulla possibilità di garantire la copertura integrale dei turni. Nei giorni scorsi, abbiamo trasmesso alla Regione la richiesta del suo ripristino, così da rispondere meglio ai bisogni di salute della popolazione”. In Viale Lastaria sono operativi un medico a tempo indeterminato, un altro con “Ruolo Unico di Assistenza Primaria” per 12 ore settimanali e un altro ancora dello stesso tipo ma per 6 ore settimanali. Il Ruap rappresenta la nuova figura professionale prevista dal riordino dell’assistenza territoriale delineato dal Decreto del Ministero della Salute 77/2022 e integra le funzioni dell’assistenza primaria (ex medico di famiglia) e della continuità assistenziale (ex guardia medica), con l’obiettivo di garantire una presa in carico più strutturata, continuativa e integrata, anche in vista della piena operatività delle Case di Comunità. All’inizio del mese di aprile sono stati conferiti incarichi temporanei a due medici, fino alla fine di maggio, per un impegno complessivo di 96 ore mensili ciascuno.
“Siamo consapevoli delle difficoltà che interessano Lucera e per questo ci siamo attivati in maniera tempestiva interloquendo con la Regione – ha dichiarato il commissario straordinario Antonio Nigri – e continueremo a lavorare in stretto raccordo anche con le Amministrazioni comunali per ottimizzare le risorse disponibili, rafforzare la rete territoriale e assicurare ai cittadini una risposta sanitaria puntuale. Il nostro obiettivo resta chiaro: difendere e consolidare la sanità territoriale, rendendo effettivo il diritto alla salute in ogni comunità della provincia, senza lasciare indietro nessuno”.
Tutti contenti, allora? Nemmeno per sogno, perché nei piccoli Comuni sono arrabbiatissimi.
“Passano i mesi, ma i problemi restano, anzi, peggiorano – ha riferito Antonio Beatrice, Sindaco di Biccari, mostrando il planning dei turni di maggio con diversi turni vuoti, anche notturni – perché già a dicembre avevamo denunciato ampia scopertura. Oggi, a distanza di tutto questo tempo, la situazione si sta aggravando ulteriormente, senza segnali di miglioramento, così come accade ormai in tanti comuni della provincia. Territori sempre più lasciati soli, dove il diritto alla salute rischia di diventare un’eccezione, di questo passo, per farci ascoltare, dovremo rivolgerci a Chi l’ha visto”.
“Apprendiamo con soddisfazione che la Asl ha finalmente avviato i primi interventi per rafforzare la continuità assistenziale a Lucera - ha aggiunto la Sindaca di Volturino, Giovanna Santacroce - quindi l'attenzione mediatica in qualche modo ha prodotto un risultato. Però non possiamo tacere che per i Monti dauni non viene esplicitamente comunicato ancora nulla, quindi questo è il trattamento riservato alle Aree interne. Il nostro Comune, insieme agli altri, ha formalmente sollecitato Asl e Regione per convocare un tavolo tecnico, perché praticamente ci viene detto che non esistono alternative a portata di mano, ma quando manca la guardia medica in un paese manca tutto. Quelle di Nigri sono belle parole, abbastanza chiare, ma noi attendiamo i fatti anche sui Monti dauni, perché il diritto alla salute vale uguale sia in montagna come in città, per queste cose non c’è geografia”.
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