Da un lato una “peculiare vicenda personale e abitativa, caratterizzata da profili di fragilità sociale e sanitaria documentati in atti”, come sottolineato dalla giudice del Tribunale di Foggia Giulia Varriale. Dall’altro un ordine di rilascio dell’immobile ERP di Arca Capitanata abitato da anni senza titolo. E’ la vicenda del 38enne foggiano Francesco Mucelli, che dal 2008 risiede in una casa popolare di via Mazzini 36, ospitato dagli assegnatari, a poca distanza dall’ospedale D’Avanzo di viale Ofanto. Un caso che la giunta comunale Episcopo ha dovuto affrontare lo scorso 10 settembre perché ieri era prevista l’udienza a Palazzo di giustizia. La giudice però, sin da luglio, aveva invitato le parti a valutare la definizione conciliativa della controversia con abbandono del giudizio e integrale compensazione delle spese tra le parti.
Un modo per aiutare l’uomo, proposta cui l’amministrazione comunale ha aderito dopo la relazione fatta dalla dirigente dell’Avvocatura Maria Antonucci. Mucelli, assistito dall’avvocato Sergio Sereno, a febbraio si oppose formalmente al rilascio dell’immobile, notificatogli a febbraio dopo il rigetto comunale dell’istanza di regolarizzazione. Lo stesso Tribunale a marzo rigettò dapprima l’istanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del provvedimento di rilascio e poi il reclamo proposto da Mucelli.
Dopo la proposta conciliativa fatta da Varriale, l’avvocato Sereno a fine agosto trasmise una distinta proposta contenente ulteriori misure, tra cui un periodo transitorio di accompagnamento, il coinvolgimento dei Servizi sociali e la gestione graduale del rilascio dell’immobile. L’Avvocatura comunale è stata netta al riguardo: impossibile aderire ad ogni soluzione che vada oltre quanto suggerito dalla giudice in considerazione della condizione dell’uomo. Da qui la delibera di giunta che precisa comunque come ciò non comporti riconoscimento di alcun diritto di permanenza nell’alloggio e non determini sanatoria dell’occupazione, né assegnazione, né subentro, né novazione di alcun rapporto. Insomma, resta fermo e impregiudicato il provvedimento di rilascio già adottato, nonché il correlato ordine di restituzione dell’immobile.
Mucelli, che occupa stabilmente l’alloggio ERP sin dal 2011 con radicamento abitativo risalente però al 2008, nel 2014 presentò al Comune invano istanza di regolarizzazione. A novembre 2025 il Comune dispose il rilascio, seguito da Arca Capitanata a febbraio 2026 intimando lo sgombero entro 15 giorni. In giudizio il legale di Mucelli ha sottolineato che “la sua presenza nell’immobile non trae origine da un’occupazione arbitraria o speculativa, bensì da una grave e protratta situazione di disagio familiare, che lo ha costretto, sin dal 2008, ad allontanarsi dal proprio nucleo di origine e a trovare ospitalità presso i signori Mario Biccari, assegnatario dell’alloggio ERP, e Alfredo Biccari”.
“In una prima fase, dal 2008 al 2011, tale ospitalità era prestata in maniera saltuaria, in ragione della situazione di instabilità personale del signor Mucelli; successivamente, a decorrere dal 2011, l'ospitalità divenne stabile e continuativa, consolidandosi quale unica soluzione abitativa concretamente disponibile per l’opponente”, ha aggiunto l’avvocato Sereno, evidenziando che “il rapporto tra Mucelli e i signori Biccari si è sempre caratterizzato per finalità solidaristiche e di reciproco sostegno”. Per il legale “la permanenza nell’alloggio non è mai stata connotata da intenti elusivi della disciplina ERP ma è stata determinata da una condizione di oggettiva e documentata necessità abitativa, protrattasi nel tempo e progressivamente aggravata da una situazione economica sempre più precaria”.
Peraltro, a marzo 2025 l’uomo perse il lavoro a tempo determinato che aveva presso una srl locale. Ad aggravare ulteriormente la situazione il “significativo peggioramento dello stato psico-fisico”, con ansia e depressione conseguenti all’ordine di rilascio dell’appartamento. Comune e Arca, dal canto loro, hanno sempre difeso la correttezza del proprio operato, affermando che Mucelli avrebbe dovuto rivolgersi per tempo al TAR, non lasciando che il provvedimento si cristallizzasse, e sottolineando come non abbia mai avuto un titolo per abitare nell’alloggio ERP.
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