Cambio profilo, l’esposto: “Ottanta tra infermieri e Oss trasferiti in ufficio con gli ospedali in affanno”

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Un esposto che solleva interrogativi sulla gestione del personale dell'Asl Foggia e che arriva nel momento in cui la sanità pugliese sta vivendo una fase di profondo rinnovamento dopo l'avvicendamento ai vertici deciso dal presidente della Regione Puglia Antonio Decaro. La segnalazione, trasmessa nei giorni scorsi e indirizzata agli organi competenti, richiama una serie di atti adottati durante la gestione dell'ex direttore generale e attuale commissario straordinario Antonio Nigri e chiede verifiche amministrative, contabili e disciplinari su alcune procedure che avrebbero riguardato il personale sanitario dell'azienda. Al centro dell'esposto vi è il cambio di profilo professionale di numerosi dipendenti. Secondo quanto riportato nel documento, circa ottanta lavoratori tra infermieri e operatori socio-sanitari sarebbero transitati verso incarichi amministrativi attraverso una procedura interna avviata nel 2025. Una scelta che, secondo l'estensore della segnalazione, meriterebbe approfondimenti soprattutto alla luce della cronica carenza di personale sanitario che da anni interessa ospedali, pronto soccorso, servizi territoriali e sistema dell'emergenza-urgenza. Tra i casi richiamati compare quello di Giuseppe Mangiacotti, già dipendente di Casa Sollievo della Sofferenza e segretario territoriale della Cisl. Nell'esposto si evidenzia il suo trasferimento presso l'Asl Foggia e il successivo passaggio dal profilo di infermiere a quello di collaboratore amministrativo, con assegnazione all'ufficio Controllo di Gestione. L'autore della segnalazione chiede che vengano accertate la correttezza della procedura di mobilità, la legittimità della modifica del profilo professionale e l'effettiva sussistenza dell'interesse pubblico perseguito dall'amministrazione. Nello stesso documento viene citato anche il caso di Davide Nardella, indicato come infermiere e sindacalista in servizio presso la segreteria della Direzione generale. L'esposto non formula accuse definitive né individua responsabilità accertate, ma pone una domanda di fondo che riguarda l'opportunità di aver sottratto personale sanitario alle attività assistenziali in una fase caratterizzata da difficoltà diffuse nel reperimento di infermieri e operatori specializzati. Secondo la ricostruzione contenuta nella segnalazione, tali scelte organizzative avrebbero potuto incidere sulla capacità del sistema di rispondere alle esigenze dei cittadini. La vicenda si inserisce in un contesto particolarmente delicato per l'azienda sanitaria foggiana.

Lo stesso esposto richiama infatti il pesante disavanzo registrato dall'Asl, quantificato in circa 78 milioni di euro, sostenendo che in una situazione di forte sofferenza finanziaria sarebbe stato necessario privilegiare politiche di razionalizzazione e rafforzamento dei servizi essenziali. Sul piano politico, la gestione Nigri è stata a lungo considerata espressione della stagione amministrativa che ha caratterizzato la sanità pugliese negli anni del governo regionale guidato da Michele Emiliano. Nigri era ritenuto vicino all'allora assessore regionale foggiano alla Sanità e dominus del Pd di Capitanata Raffaele Piemontese, oggi componente della giunta Decaro con delega alle Infrastrutture, e il suo operato è stato spesso letto dagli osservatori come parte di un sistema di relazioni consolidato all'interno della sanità pugliese. Alcuni dei nomi richiamati nell'esposto, infatti, non rappresentano soltanto figure sindacali.

Nel caso di Mangiacotti, ad esempio, il peso politico riconosciutogli nella realtà di San Giovanni Rotondo contribuisce ad alimentare interrogativi che vanno oltre il semplice aspetto amministrativo. Si tratta tuttavia di valutazioni che appartengono al dibattito pubblico e che non costituiscono elementi di responsabilità. L'arrivo della nuova direttrice generale Tiziana Di Matteo, nominata da Decaro nell'ambito del riassetto complessivo dei vertici sanitari pugliesi, segna comunque una discontinuità rispetto alla gestione precedente. La nuova stagione avviata dalla Regione punta infatti a imprimere un cambio di passo nella governance delle aziende sanitarie e a sottoporre l'attività manageriale a criteri di valutazione più stringenti.

Un tema che si intreccia con la decisione del presidente Decaro di sospendere le procedure di mobilità nella sanità pugliese, misura motivata anche dall'esigenza di verificare situazioni e procedure ancora oggetto di approfondimento. Resta ora da capire se le questioni sollevate nell'esposto daranno luogo ad accertamenti formali e quali saranno gli esiti delle eventuali verifiche. Al momento le circostanze riportate rappresentano esclusivamente il contenuto di una segnalazione e richiedono, proprio per la loro natura, ogni necessario approfondimento da parte delle autorità competenti e degli uffici chiamati a valutare la correttezza delle procedure richiamate.

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