Deve ancora esser firmato il contratto che legherà per i prossimi 9 anni il Comune di Foggia al colosso Edison spa per la gestione e l’efficientamento energetico degli impianti di pubblica illuminazione, ma già fa discutere gli addetti ai lavori.
Le imprese che gravitano in questo comparto sono corse rapidamente, nei giorni scorsi, a studiare il capitolato tecnico sulla base del quale verrà sottoscritto il contratto con la più antica impresa energetica europea, tra le principali in Italia e nel continente. Le opinioni al riguardo sono opposte.
A Palazzo di città si respira aria di entusiasmo, sia da parte dei commissari straordinari che da parte della tecnostruttura, per l’esito di tale operazione. Se la commissaria Marilisa Magno, venerdì scorso, ha parlato con soddisfazione di “un regalo di Natale per la città”, anche negli uffici comunali che hanno curato la pratica – ovvero l’Area tecnica guidata dall’ingegnere Paolo Affatato e i Servizi Finanziari guidati da Carlo Dicesare, si sottolinea che si tratta di tutt’altra cosa, in termini di garanzie per l’ente, rispetto alla strada del project financing percorsa senza risultato anni fa, che la gara è gestita direttamente dallo Stato tramite Consip, società in house avente come azionista unico il MEF (Ministero dell’economia e finanze), e che l’ente avrà un risparmio di spesa.
Oggi il Comune capoluogo spende infatti circa 4 milioni di euro l’anno, mentre con la convenzione Servizio Luce 4 saranno circa 30 milioni di euro per 9 anni, vale a dire poco più di 3,3 milioni di euro l’anno. Il progetto di finanza su cui lavorava l’ex sindaco Landella valeva invece oltre 53 milioni di euro per 20 anni, pari a circa 2,65 milioni annui.
Alcuni imprenditori del settore sono però di avviso opposto, vale a dire nel senso di un contratto economicamente svantaggioso per l’ente. Si fa, ad esempio, rilevare come dal capitolato tecnico emergano diversi costi ulteriori.
“Tutti gli interventi che comportano la sostituzione integrale di pali, sbracci, funi di sospensione, il disfacimento e la realizzazione di plinti di fondazione e pozzetti di derivazione sono considerati interventi di manutenzione straordinaria”.
Un’altra perplessità è correlata al numero di punti luce, circa 16mila, e alla adeguatezza di una simile gara per una città come Foggia.
“C’è una serie di servizi aggiuntivi accessori che fa apparire questo come un mero contratto di manutenzione ordinaria”, commenta un addetto ai lavori a l’Attacco.
“Edison garantisce la manutenzione ordinaria, ma non fa null’altro. Bisognerebbe capire in primis quale sia oggi la situazione della pubblica illuminazione a Foggia. Questo studio, che è competenza dell’Ufficio tecnico, non è stato realizzato. Visto che non è stata efficientata il Comune dovrà chiedere spesso e volentieri interventi straordinaria per rendere funzionale il servizio. Serve vedere quale sia il progetto tecnico, ovvero Edison dovrà dire cosa è compreso nell’ordinativo di fornitura avanzato dal Comune”.
Anche rispetto ai circa 4 milioni che ora l’ente sostiene gli interrogativi sono molteplici: “Come sono spesi? Per la fornitura di energia elettrica? Per la manutenzione?”. C’è chi ricorda che nella limitrofa Manfredonia i punti luce sono circa 8mila e la proposta di progetto di finanza avanzata da Engie prevede 1.891.000 euro quale somma che il Comune dovrebbe versare annualmente al concessionario, pari al canone di 1.550.000 più l’IVA pari a 341mila euro. Si tratta della metà dei punti luce di Foggia, dunque per alcuni il canone annuo del capoluogo dovrebbe essere il doppio di quello di Engie nel Golfo.
“Sarebbe utile conoscere il PTE approvato dal Comune, vale a dire il Piano tecnico economico”, commenta un altro addetto ai lavori. “Questo perché la procedura di ordinativo di fornitura Consip prevede, a seguito della presentazione della richiesta preliminare di fornitura trasmessa dall’amministrazione comunale, che il fornitore, nel rispetto dei disposti della convenzione, si impegna nella elaborazione del PTE. Il PTE è il documento redatto dal fornitore a seguito dell’audit preliminare di fornitura, necessario per la definizione tecnica, economica e gestionale dei servizi offerti. Il PTE, suddiviso in apposite sezioni, descrive i servizi ordinati compresivi degli interventi proposti per la riqualificazione energetica e cosa è escluso. Completa il processo di verifica preliminare, formalizza il preventivo di spesa che contiene le principali informazioni tecniche e operative di gestione dei servizi che saranno eventualmente richiesti dall’amministrazione”, conclude l’operatore economico.
Palazzo di città ha aderito alla piattaforma Consip (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici), ovvero alla centrale degli acquisti nazionali delle pubbliche amministrazioni italiane. Una delle convenzioni gestite da Consip per conto degli enti locali è Servizio luce 4, che riguarda la prestazione del servizio di gestione degli impianti di illuminazione pubblica e semaforica e di efficientamento energetico degli stessi. La durata dei contratti attuativi può essere di 6 anni (contratto standard) o 9 anni (contratto esteso). Il lotto 9 – che scadrà il 31 maggio 2023 - riguarda Puglia 1 (provincia di Foggia) e Campania 2 (province di Avellino, Napoli e Salerno) e ha un massimale di 105 milioni di euro. Il fornitore per tale lotto è, per l’appunto, Edison Next Government srl.
A Edison, stando a fonti comunali, sono state spuntate somme più rilevanti rispetto agli investimenti da compiere nell’ambito di tale appalto. Nei prossimi giorni sarà firmato il contratto tra le parti e la partita verrà chiusa.
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