Mettere un'impresa in liquidazione significa che i beni dell'attività sono messi in vendita (liquidati) e l'impresa viene chiusa. Ma non è così per la società Oasi Lago Salso spa, in liquidazione da 3 anni ormai, che anziché pagare i creditori e chiudere i battenti incassa soldi dal socio unico, l’ente Parco nazionale del Gargano, e realizza lavori. E’ l’ultima vicenda di una storia surreale, che va avanti da anni intorno a una delle più importanti zone umide del Sud Italia.
Dopo l’illegittima trasformazione di aree vincolate in aree coltivate - fatto sempre smentito dal presidente del Parco Pasquale Pazienza e dal commissario liquidatore della spa, l’amico Gianfranco Ursitti, ma costato la condanna al ripristino dello stato dei luoghi da UE, Ministero e Regione – nel 2021 il Comune di Manfredonia revocò, coi commissari straordinari, la concessione in favore dell’ente Parco. Una decisione cui il TAR ha dato ragione, confermando la restituzione al Comune dei terreni agricoli e beni aziendali rientranti nel compendio immobiliare dell’Oasi.
Un’altra vicenda attiene, invece, ai crediti vantati dal Centro Studi Naturalistici onlus, che era socio del PNG nella spa e che non riesce a farsi pagare quanto dovuto: 50mila euro da procedure esecutive passate in giudicato, col CSN che aveva pignorato i titoli PAC ottenendo in cambio la richiesta al giudice di pagamento rateale, oltre a 130mila euro anticipati dalla onlus sul progetto Life avifauna. Vien da chiedersi quanto sia stato finora speso, in compenso, dall’ente Parco per pagare Ursitti, avvocati e consulenti.
Due fatti di cui sembra non interessi nulla al PNG e alla spa in liquidazione, i cui referenti un mese fa hanno incontrato l’amministrazione Rotice a Manfredonia per parlare della “necessità di ridefinire la gestione del sito”. “L’idea congiunta con l’Ente Parco, con il quale stiamo proficuamente dialogando e collaborando”, ha detto Rotice, “è quella di seguire un percorso di recupero, di valorizzazione ambientale e socio-economica dell’area anche attraverso la creazione di una Fondazione dedicata allo sviluppo e gestione di attività di didattica ambientale e ludico-ricreative con eventuale ricettività, utili ad aprire il sito a una vera e responsabile fruizione, con costante attività di gestione e di controllo”. Nel frattempo è accaduto qualcosa che ha sollevato interrogativi sia all’interno che all’esterno dell’ente con sede a Monte Sant’Angelo. Il riferimento è al progetto di “funzionalizzazione a fini naturalistici delle aree nell'Oasi Lago Salso”, approvato il 15 dicembre 2022 con nomina del funzionario PNG Urbano quale direttore dei lavori. Risale invece al 14 febbraio scorso la concessione alla spa in liquidazione di un anticipo sul finanziamento.
Nella determina si spiega che “è stato condiviso con il Comune di Manfredonia, il Servizio Ecologia della Regione Puglia e il Servizio ambiente dell’Amministrazione Provinciale di Foggia, la realizzazione di un progetto di valorizzazione naturalistica dell’area che prevede la reintroduzione del pascolamento turnato delle superfici a pascolo derivanti dalla conversione degli ex seminativi, la realizzazione di colture a perdere sui terreni dell’Oasi destinati ancora a seminativi, la realizzazione di un’area, ricompresa nei terreni a pascolo, da inibire al pascolamento e destinare all’evoluzione naturale, la realizzazione annualmente di attività di monitoraggio volte a valutare lo stato di conservazione e l’evoluzione degli habitat interessati”. Un progetto complessivo da 229.681,04 euro, per il quale “la società Oasi Lago Salso spa in liquidazione è stata individuata quale soggetto attuatore degli interventi”. Il 29 dicembre scorso fu disposta dall’ente Parco la concessione alla spa in liquidazione del finanziamento di 174.836,24 euro, relativo alla esecuzione degli interventi di cui al I lotto di progetto, “anche in considerazione dell’urgenza che l’intervento richiedeva, come sollecitato dal Ministero vigilante, ed è stato previsto che, nell’esecuzione degli interventi la società Oasi Lago Salso spa in liquidazione operasse, in nome e per conto dell’ente Parco, quale organismo in house”.
A gennaio scorso fu sottoscritto tra le parti il contratto di concessione del finanziamento relativo ai lavori del I lotto, prevedendo “espressamente l’erogazione del 30% del finanziamento, pari a complessivi 52.450,80 euro, in anticipazione, in seguito alla ricezione della dichiarazione di avvio delle attività, firmata digitalmente dal legale rappresentante del soggetto beneficiario del finanziamento”. Il 3 febbraio scorso Ursitti ha comunicato l’avvio delle attività e ha chiesto, contestualmente, l’erogazione dell’anticipazione del 30% del finanziamento. Ma i beninformati sollevano alcune perplessità.
“Come è possibile che una società in liquidazione, anziché occuparsi delle attività che le competono, incassa soldi e svolge lavori? A quanto pare, peraltro, la procedura VINCA attivata presso la Provincia di Foggia per la necessaria autorizzazione ambientale non è ancora completata, ovvero il parere dell’ente di Palazzo Dogana non è arrivato. E’ normale che si sia dato, ciononostante, il via alle attività?”.
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