E’ stato respinto dal TAR Puglia il ricorso presentato lo scorso anno dal consorzio bolognese Fenix e Conpat (avente come consorziata locale Favellato Claudio spa di Isernia) contro Rete Ferroviaria Italiana spa e nei confronti dell’aggiudicataria Doronzo Infrastrutture srl. Col ricorso era stato chiesto l'annullamento degli atti e delle operazioni concernenti la procedura di gara aperta indetta da RFI sull’affidamento della progettazione esecutiva ed esecuzione dei lavori relativi alla realizzazione della nuova fermata Alta Velocità di Foggia-Cervaro nel quadrante sud-orientale di Foggia, ubicata al km 4+000 della linea Foggia-Potenza/Napoli, comprensivo di armamento ferroviario, degli impianti di trazione elettrica, delle altre tecnologie ferroviarie e degli impianti di fermata. L’aggiudicazione era avvenuta il 30 luglio 2024. Fenix e Conpat, componenti del raggruppamento temporaneo di imprese, avevano chiesto di subentrare nel contratto o almeno il risarcimento per equivalente del pregiudizio correlato alla mancata esecuzione dell’appalto. La maxi gara fu indetta a dicembre 2023 per l’importo complessivo pari a 32.042.411,26 euro, da aggiudicarsi con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa. Le due imprese parteciparono alla gara come RTI non assumendo in proprio l’esecuzione dell’appalto: Fenix Consorzio Stabile designò quale consorziata esecutrice Upgrading Service spa, mentre Conpat Claudio Favellato spa. Secondo le ricorrenti, ai fini dell’attribuzione del punteggio si sarebbe dovuto considerare il rating della consorziata esecutrice della mandataria (Upgrading Service spa) e dunque il raggruppamento avrebbe dovuto conseguire un punteggio pari a sei. Invece la commissione attribuì il punteggio pari a quattro, considerando il rating di Fenix Consorzio Stabile. Da qui il secondo posto in graduatoria con 81,1182 punti, preceduta da Doronzo con 81,6418 punti e, quindi, con uno scarto di appena 0,5236 punti tra le due offerte. Per l’RTI secondo classificato “la commissione, verificato il possesso di un rating da parte di tutti i soggetti (associati e consorziati) costituenti il raggruppamento, ai fini dell’attribuzione del punteggio, avrebbe dovuto isolare la posizione della mandataria e, considerata la natura di consorzio stabile della stessa, “prendere atto della avvenuta designazione in gara di un’unica consorziata quale esecutrice, accordando rilievo al rating CSR di quest’ultima”. Così operando, Fenix-Conpat avrebbero conseguito un punteggio totale pari a 83,1182 anziché di 81,1182, aggiudicandosi l’appalto. Contestazioni infondate a detta del TAR.
Dapprima, a settembre 2024, fu respinta dal giudice amministrativo di primo grado la domanda cautelare, ordinanza confermata dal Consiglio di Stato. Poi, ad aprile scorso, c’è stata infine la trattazione di merito. “Diversamente da quanto ritenuto dalle ricorrenti, le disposizioni tacciate di non essere rispondenti ai criteri di logica, ragionevolezza e proporzionalità, non si ravvisano essere penalizzanti in sé per i consorzi facenti parte di un RTI”, si legge nella sentenza.
“Il punteggio inferiore conseguito dal raggruppamento concorrente discende da un mero fatto soggettivo e occasionale costituito da un determinato indice di rating della mandataria che, nel caso di specie, non si rendeva sufficiente al conseguimento di un valore utile ai fini dell’aggiudicazione. Le disposizioni del disciplinare di gara non si presentano affette da vizi di legittimità. Non può essere accolta l’istanza di subentro, atteso che l’attribuzione dei punteggi risulta conforme ai criteri di gara e che la società controinteressata risulta legittimamente collocata in posizione utile e sovraordinata rispetto al raggruppamento ricorrente”.
Infine “va respinta l’istanza risarcitoria”. “L’azione amministrativa non risulta affetta dai denunciati vizi di legittimità”, la conclusione del TAR, che ha dunque respinto il ricorso va respinto “in quanto infondato nel merito”, condannando Fenix Consorzio Stabile e Conpat, in solido fra loro, al pagamento delle spese di lite in favore di Rete Ferroviaria Italiana spa, per 5mila euro, e altrettanti per Doronzo Infrastrutture.
La fermata AV sorgerà a circa 4 km dal centro cittadino, alle spalle del quartiere Cep e all’interno della nuova Orbitale. L'accesso alla fermata avverrà tramite una nuova viabilità di progetto che si collegherà al tessuto viario esistente, tramite raccordi con la rete stradale urbana ed extraurbana, il collegamento con il sistema di TPL urbano e l'integrazione con i servizi ferroviari regionali verso le principali destinazioni della provincia di Foggia (Lucera, San Severo) e della Basilicata (Potenza, Melfi).
La nuova fermata, inserita nel Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) della città di Foggia, sarà dotata, inoltre, di un parcheggio di interscambio ferro-gomma per un totale di 306 posti auto, di cui 6 per persone a mobilità ridotta, un'area park&ride, 16 posti bici, 16 posti moto, due stalli per fermata bus/BRT e un terminal bus per lo stazionamento.
L'intervento relativo alla nuova fermata Foggia AV prevede la realizzazione di banchine laterali ai due binari, dotate di pensiline, un fabbricato viaggiatori e un sottopasso ciclopedonale. L'investimento complessivo è di circa 47,2 milioni di euro.
L'attivazione della nuova fermata è slittata dal 2026 al primo trimestre del 2027.
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