Il caso dei molteplici affidamenti a parenti ed affini della vicesindaca contiana di Foggia, Lucia Aprile, ha rischiato di ripresentarsi. Nell’estate 2025 scoppiò un polverone, che finì anche in Parlamento, rispetto ad un episodio, quello dell’affidamento diretto a Servitalia, impresa della sorella gemella di Aprile, da 136mila euro (con IVA 165.920 euro) assegnato dal Comune di Foggia, per il servizio di fornitura e posa in opera di arredo urbano, cui seguirono rinuncia dell’impresa e annullamento in autotutela da parte del Comune per evidenti vizi di legittimità. Ma ce n’erano stati altri precedenti, documentati da l’Attacco: era dicembre 2024 quando scoppiarono le prime polemiche connesse al fratello Gianluigi Aprile, titolare della S.G. Servizi srl, che da anni, precisamente dal 2018 quando era sindaco Franco Landella, riceveva appalti dall’ente capoluogo, ma che dopo l’arrivo di Lucia Aprile a Palazzo di città, numero due della sindaca, si ritrovò al centro di un caso politico, unica impresa invitata a fare un preventivo per il noleggio, montaggio e smontaggio di 12 chioschi in legno per la fiera di Natale 2024-2025; risale, invece, a giugno 2025 il secondo episodio, svelato da l’Attacco, riguardante il cognato di Lucia Aprile, quel Mario Di Bari titolare di F.G.M. Multiservizi srl di, con sede in via Capozzi, attiva nel settore dei trasporti, facchinaggio e logistica. Molteplici gli affidamenti diretti tra 2023 e 2024 a Di Bari, sposato con la gemella di Aprile. Questa vicenda emerse dopo che l’Attacco aveva ricevuto, da imprese mai scelte da Palazzo di città, un report dettagliato sulla scarsa rotazione che, a loro dire, veniva effettuata. Per tali imprenditori erano situazioni che avrebbero potuto configurare pratiche poco trasparenti, meritevoli di approfondimento e attenzione pubblica per il rischio concreto di favoritismi e possibili fenomeni corruttivi. I riferimenti erano a due imprese: la foggiana Daunia Service srls di Alessandro Vito Aprile, con sede in via Telesforo, la quale ha ricevuto vari appalti negli anni, riguardanti prevalentemente l'allestimento e il ripristino delle sezioni elettorali, trasporti e sgomberi; F.G.M. Multiservizi srl. Quest’ultima, nel corso degli ultimi due anni, ha ricevuto numerosi appalti, spesso affidati direttamente, per servizi analoghi e in tempi ravvicinati.
Il dibattito scatenatosi nel 2025 si concluse con l’imbarazzo dell’amministrazione e della maggioranza (compreso il M5S), ma anche con l’ammissione che non si poteva vietare alle molteplici imprese dei parenti e affini della vicesindaca di partecipare o ricevere richieste di preventivo. Al massimo, si disse, avrebbero dovuto rinunciare loro stessi a farsi avanti, proprio per la presenza di Lucia Aprile come amministratrice comunale. Ebbene, ora un’ennesima procedura dominata dalle imprese degli Aprile è stata annullata.
Il 16 febbraio scorso il dirigente Romeo Delle Noci, adottò la determina a contrarre per il servizio di revisione e ripristino del materiale elettorale e successivo trasporto, montaggio e smontaggio del materiale necessario per l’allestimento delle postazioni destinate alla propaganda elettorale e delle sezioni elettorali in occasione del referendum confermativo del 22 e 23 marzo prossimi. Il dirigente individuò come rup il funzionario Carmelo Fredella (lo stesso del caso dell’estate 2025), in servizio al settore lavori pubblici, e impegnò la spesa di 53mila euro, comprensiva di Iva al 22%. La gara, per 43.442,62 euro, con richiesta di offerta telematica, il 2 marzo scorso ha visto Daunia Service srls col ribasso del 44,62%, S.G. Servizi srl col ribasso di 0,85%, A.G.S. Trasporti & Logistica di Pompa Annalisa col ribasso del 3% e Aprile Luigi col ribasso del 9,31%. Insomma, il profluvio di polemiche dello scorso anno non ha fatto desistere in alcun modo i parenti della vicesindaca dal rendersi disponibili e dal creare situazioni di fortissimo disagio in Comune. L’offerta di Daunia Service è risultata anomala ed è stata esclusa; è risultata quale migliore offerta quella di Aprile Luigi per un importo di 37.503,40 euro, per un totale complessivo di 39.592,62 euro.
“A seguito dei controlli effettuati dalla stazione appaltante, è stato riscontrato il legame di parentela tra i tre operatori economici rimasti in gara”, ha sottolineato Fredella. Una situazione ancora una volta inopportuna ed evitabile. “Quanto sopra ha richiesto ulteriori verifiche ai sensi dell’articolo 95, comma 1, lettera D, del decreto legislativo 36/2023 “Cause di esclusione non automatica” recante: “La stazione appaltante esclude dalla partecipazione alla procedura un operatore economico qualora accerti il sussistere di rilevanti indizi tali da far ritenere che le offerte degli operatori economici siano imputabili ad un unico centro decisionale a cagione di accordi intercorsi con altri operatori economici partecipanti alla stessa gara”. Risulta evidente”, ha concluso il rup, “l'incrocio di relazioni familiari e l'esistenza di una situazione di obiettiva comunicabilità tra soggetti pur appartenenti a strutture societarie diverse ma posti in diretta relazione tra loro attraverso vincoli affettivi, familiari, parentali molto stretti, cui deve aggiungersi l'intervallo ristretto all'interno del quale si collocano le offerte presentate”.
Da qui la decisione assunta dal rup, avallata dal dirigente Tullio Daniele Mendolicchio: “Risulta necessario annullare la procedura informale di gara e non aggiudicarla, riservandosi l'esperimento di nuovo affidamento”. Peccato che la stessa situazione si sia verificata negli scorsi anni senza che la norma sul possibile “unico centro decisionale per accordi intercorsi” sia stata richiamata. Oggi è ancora più evidente la posizione delicata di Aprile, che politicamente pare rispondere alla sindaca Episcopo più che al M5S e che non può coesistere con la miriade di imprese familiari a caccia degli appalti comunali.
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