Resta un campo minato, denso di contrapposizioni e ostilità, il campo largo di Foggia, atteso l’8 giugno prossimo dalla seduta di consiglio comunale per l’approvazione del consuntivo 2025. La convocazione, che di norma è fatta pochi giorni prima dalla presidente Lia Azzarone, stavolta è avvenuta mercoledì scorso, con netto anticipo rispetto alla seduta. Non è casuale né sorprendente, vista la spada di Damocle rappresentata dalla diffida del prefetto Paolo Giovanni Grieco in caso di mancato via libera al rendiconto della gestione, diffida dopo la quale ci sarebbero altri 21 giorni pena lo scioglimento dell’assise con nomina di un commissario ad acta. Come anticipato su queste colonne, la sindaca Marida Episcopo ha garantito di svelare il 2 giugno i nomi dei due nuovi assessori, ma le sue sono ormai considerate promesse da marinaio dai big ed eletti della coalizione, dove in tanti (Pd, M5S, socialisti, decariani legati al presidente della Provincia Giuseppe Nobiletti) minacciano di non votare il consuntivo in caso di mancata chiusura dell’infinita verifica di maggioranza, iniziata lo scorso anno. Mentre i più scommettono che anche stavolta Episcopo non farà alcun cambiamento, in seno al campo largo gli animi sono esasperati e l’un contro l’altro armati. Non si contano, ormai, più gli scontri verbali sui social tra consiglieri e i botta e risposta a distanza tra sindaca ed eletti. “Governare o comandare? C'è una differenza sottile ma fondamentale che troppo spesso viene ignorata”, ha rimarcato il contiano Giovanni Quarato, presidente della commissione ambiente e territorio.
“Chi comanda parla, chi governa ascolta. Chi comanda dà ordini e aspetta esecuzione. Chi governa costruisce consenso, spiega, convince. Chi comanda misura il successo nel potere che accumula, chi governa lo misura nei problemi che risolve. Chi comanda vede i cittadini come sudditi da gestire, chi governa li vede come persone da servire. Chi comanda ha paura del dissenso e lo zittisce, chi governa sa che il dissenso è la democrazia che respira. Chi comanda parla di nemici, invasioni, crisi permanenti, perché la paura è lo strumento più antico del controllo. Chi governa parla di soluzioni, progetti, futuro. Ogni volta che un leader confonde il mandato ricevuto dai cittadini con un diritto personale al potere smette di governare. E comincia a comandare”, ha concluso Quarato.
La sempre più irritata sindaca ha replicato ieri mattina: “Chi non ha ancora avuto la possibilità di addebitarmi azioni amministrative altamente negligenti (perché tutte le pratiche sono comunque portate a buon fine) o comportamenti delinquenziali tali da imporre l'intervento delle varie autorità di controllo o pubbliche, andandosene a spasso nell'iperuranio, dice: fa la dirigente scolastica, ma ormai ho smesso di farla da circa 10 anni; vuole comandare (si fornisca pure qualche esempio di questo presunto stile di comando nella mia maggioranza); si litiga, io non litigo per naturale inclinazione d'animo, sia chiaro; non ascolta, questo l'errore più grave, ma io ascolto tutti e cerco di mediare, anche silenziosamente, pure azzerando i miei convincimenti, richieste impossibili ovviamente sono inascoltate; amo essere esibitiva. Detto questo: posso non piacere, posso non avere stile, il mio posto può essere giustamente appetito, posso essere considerata una outsider rispetto a chi è di lungo corso, posso risultare troppo intransigente o moralmente troppo rigorosa, posso fare poche deroghe, posso avere un linguaggio talora distante, posso avere idee politiche non condivisibili, andrebbe meglio un uomo come sindaco. Posso più semplicemente non essere gradita ed è normale che si cerchi di darmi spallate! Ma non diciamo altre amenità senza uno straccio di evidenza”.
Né sfuggono i continui battibecchi social - oltre che in aula consiliare - tra i 5Stelle, da un lato, e chi in questo momento è più legato ad Episcopo e al mantenimento dello status quo, ovvero i civici emilianisti di CON e l’ex pentastellato Nicola Formica. “Aprire una crisi politica in questo momento, paralizzando la macchina amministrativa di Foggia, serve davvero a risolvere i problemi dei cittadini o serve a risolvere geometrie interne?”, è stata la provocazione di Achille Capozzi (CON) in risposta a Quarato. Molteplici, invece, gli scontri con Formica, che collaborò con Episcopo a lungo già ai tempi in cui lavoravano assieme presso l’Ufficio scolastico provinciale. Quando nei giorni scorsi Quarato - alla luce della scoperta archeologica, sotto l’ex Distretto militare, del convento di San Francesco e, forse, dei resti del Beato Giacomo - ha ricordato l’intervento fatto a dicembre 2025 sulla necessità di rinviare l’accapo sulla destinazione d’uso del bene e attendere l’esito degli scavi, pregiudiziale che venne bocciata, Formica ha tentato di difendersi.
“Hai votato contro, eri contrario agli approfondimenti delle indagini. Non cercare di mistificare la realtà”, ha tuonato l’ingegnere. “Chi mistifica non sono io”, ha concluso Formica. Con questo clima tanto avvelenato ci sono molti dubbi rispetto alla possibilità di riuscire a ricompattare la maggioranza prima dell’8 giugno. Chi, tra la sindaca e i pezzi di coalizione spazientiti, cederà prima di quella data?
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