Non si placano le polemiche legate alla gestione di ParcoCittà. Com’è noto, per il contenitore culturale e di eventi di Parco San Felice, il contratto di gestione tra la società e il Comune di Foggia è scaduto. Lo scorso 17 agosto da via Garibaldi è arrivato un comunicato stampa in cui l’ente dava notizia dell’avvenuta pubblicazione sull’Albo Pretorio del sito istituzionale del Comune della determina dirigenziale contenente la graduatoria redatta dall’apposita commissione giudicatrice per la concessione d’uso a titolo oneroso del bene immobile comunale ad Enti del Terzo Settore. A risultare prima con il punteggio di 91,33 è risultata la Comunità sulla strada di Emmaus ETS - ente capofila della costituenda ATS, ma, come si legge nel documento pubblico: “l’aggiudicazione è subordinata alla verifica del rispetto delle normative vigenti in materia di documentazione antimafia e alla costituzione dell’Associazione Temporanea di Scopo (ATS) formata dall’associazione capofila e dalle associazioni mandanti (Fondazione Siniscalco Ceci Emmaus, Aranea Consorzio di Cooperative Sociali, Arcobaleno Società Cooperativa Sociale, APS Sacro Cuore, Arci Comitato Provinciale di Foggia, I.C.A.R.O. s.c.s., Consorzio Opus, Teatro della Polvere, ACLI Provinciale di Foggia, Fondazione ENAC Puglia C. Figliolia ETS, ETS L’Aquilone, GenerAct APS)”. Mentre al secondo posto è risultata la Scaringi Tec con un punteggio di 89,66, retta da Gianluca Scaringi, che dal proprio profilo social da diversi giorni sta richiamando l’attenzione dell’opinione pubblica sul tema della mancata trasparenza per ciò che concerne l’uso degli spazi del contenitore di ParcoCittà. Sentito da l’Attacco, il giovane startupper ed imprenditore foggiano ha espresso il proprio punto di vista sulla questione, raccontando anche di aver inoltrato una Pec agli uffici di Palazzo di città per chiedere lumi sull’atto di concessione del bene comunale. “In questi giorni ho fatto una ricostruzione di ciò che è successo in merito alla gestione di ParcoCittà dal 2020 ad oggi. Credo che chiedere trasparenza sia per ciascun cittadino un diritto. La mia indagine parte dal dubbio inerente all’esistenza di una presunta proroga, mi sono chiesto pertanto se effettivamente esiste una proroga perché mai ParcoCittà sia stato chiuso, sebbene nei fatti così non è stato, vista la presenza di eventi, seppure a spot, unitamente all’ospitalità di attività legate alla scorsa campagna elettorale per le amministrative della città di Foggia – afferma Scaringi-".
"Attraverso dei video post ho posto tali domande alla Sindaca e all’assessore Giulio De Santis, chiedendo dove sia l’atto di concessione in cui sia menzionata la società che ha gestito ParcoCittà in questi anni, ricevendo per tutta risposta dal primo cittadino il numero e l’anno del provvedimento amministrativo: la Delibera 104 del 2020. Non pago della risposta sono andato alla ricerca di tale delibera, ma pur girando e rigirando l’albo pretorio, trovo soltanto una mozione in cui viene approvato questo atto di indirizzo rispetto alla proroga, ma della proroga non vi è traccia. quella la proroga. Nel rileggere il bando di partecipazione leggo che si fa riferimento nelle premesse ad una delibera del 2024 in cui sostanzialmente viene espressamente citata la scadenza della concessione, ma di fatto l’ATS titolare della gestione fino al mese scorso, sta continuando a gestire il contenitore. Siamo di fronte a gravi mancanze da parte del Comune. Nella giornata di lunedì ho inviato una Pec chiedendo all’ente comunale di inviarmi l’atto conseguenziale a queste delibere in cui si dà seguito alla concessione, qualora tale provvedimento non dovesse esistere, saremo dinnanzi ad un’azione abusiva, da parte di chi fino a ieri ha continuato a gestire ParcoCittà, senza dimenticare, come ho fatto notare nei miei post social, la presenza di uno stretto familiare di un noto assessore della giunta Episcopo detentore delle chiavi del cancello di ingresso del contenitore”, ha continuato lo startupper foggiano, rimarcando lo stupore per una vicenda che a tutt’oggi mantiene contorni tutt’altro che limpidi.
“Sono una persona che è abituata a partecipare a bandi pubblici e so bene che le gare si vincono e si perdono, non è il mancato primo posto che mi fa parlare in questi termini, ma la mancanza di chiarezza con cui si dovrebbero fare le cose, specie se si tratta di progettualità di interesse pubblico e non mi sta bene di essere accomunato a questo o a quel gruppo politico, soltanto perché ho evidenziato forti criticità verso questa faccenda. Sono in attesa di risposta e di vederci chiaro e, qualora non esistesse nessun atto di concessione, vorrà dire che siamo difronte ad un problema gravissimo, far mantenere la gestione di un bene pubblico ad un privato senza nessun titolo, per me ha la stessa valenza di un’occupazione”, ha concluso, facendo sapere, inoltre, di aver ricevuto molti feedback da parte di tanti cittadini.
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