“Una bussola per navigare tra le emozioni”, alle battute finali il ciclo di incontri sulla salute mentale

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È arrivato a conclusione il ciclo di appuntamenti dal titolo “Una bussola per navigare tra le emozioni e le parole”, organizzato da ASL Foggia nelle scuole secondarie di secondo grado della provincia, per la promozione del benessere psicologico e alla prevenzione del disagio giovanile. L’ultimo incontro del percorso, si è tenuto ieri mattina in un’aula dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato “Antonio Pacinotti” di Foggia ed ha visto la partecipazione di Antonio Lo Conte, educatore e coordinatore del progetto “Una bussola per navigare tra le emozioni e le parole” e referente dell’integrazione scolastica del servizio di neuropsichiatria Asl, di Paola Telesforo, dirigente psicologa, della logopedista Anna Russo  e della docente dell’istituto foggiano, prof.ssa  Anna Paola Lombardi, referente per i rapporti con il territorio. 
Obiettivo del progetto itinerante è quello di sostenere l’importanza di una corretta educazione alla prevenzione dei disturbi mentali, in una fase della vita dei giovani molto particolare. “Dagli incontri è emerso un dato molto importante: i giovani hanno bisogno di essere ascoltati”, ha dichiarato a l’Attacco Lo Conte, “ciò è di assoluta rilevanza, sebbene a volte riscontriamo delle situazioni in cui difficilmente i ragazzi parlano. Essi utilizzano modalità per mezzo delle quali cercano di farsi comprendere, come quella del silenzio. Ciò ha consentito al team scientifico di capire che ci sono tanti che hanno bisogno di chiedere aiuto e il nostro lavoro come servizio di neuropsichiatria infantile adolescenziale è quello di prossimità, di andare incontro e quest’incontro ci sta dando dei risultati importanti”, ha continuato l’educatore, rimarcando la necessità di un approccio teso all’ascolto e al dialogo.

“Nel corso degli incontri tenuti nelle scuole abbiamo visto che i ragazzi e le ragazze chiedono i contatti col nostro servizio. La scuola diventa un contenitore fondamentale che può, attraverso questa rete di servizi, intercedere e poter offrire delle risposte alle problematiche per evitare che i ragazzi cadano nel silenzio. Il percorso itinerante con le scuole si chiuderà ad ottobre, nella settimana dedicata a livello mondiale alla salute mentale; pertanto, il tema sulle questioni che ruotano attorno ai disagi psichici dei ragazzi e delle ragazze ci permette di capire che la salute mentale è la priorità nella nostra società in un contesto oggi di vita, dove ahimè i numeri sono spaventosi e noi come servizi a volte andiamo in difficoltà perché operiamo soprattutto sull’emergenza. Vorremmo, invece, attuare azioni di prevenzione affinché si inverta il paradigma di un sostegno alle situazioni estreme”, ha rimarcato l’esperto, ponendo l’accento sulla difficoltà di vivere di tanti ragazzi, costretti a fare i conti con una società che sposta l’asticella dell’appagamento mentale sempre molto oltre, verso il consumismo e con ambizioni sempre molto alte di genitori e familiari.

“La nostra attenzione si focalizza su quello che è il modello di vita di oggi dominante nella nostra società, rispetto anche all’utilizzo della tecnologia e dei social network. Ansie, paure e altre problematiche da noi attenzionate rientrano nella casistica di ciò che appare durante il nostro lavoro. Il contesto scolastico assume particolare importanza ed è fondamentale, ma la famiglia è altrettanto importante in questi processi, dove noi dobbiamo incidere anche sull’aspetto culturale”, ha concluso.

L’avvio di un percorso di ascolto parte necessariamente dall’abbandono del sentimento di vergogna, occorre pertanto educare i ragazzi a far cadere preconcetti circa l’aiuto e la salute mentale. “Il servizio di neuropsichiatria va da 0 ai 18 anni, attraverso di esso il team di esperti ha la possibilità di sperdersi rispetto ai vostri bisogni, ma dovete abbandonare la vergogna”, ha detto ai ragazzi Antonio Lo  Conte, sostenuto dalla prof.ssa Lombardi che ha portato i saluti della dirigenza scolastica, evidenziando tuttavia la difficoltà per gli istituti scolastici di avviare progettualità speciali ed “altre”, rispetto alla formazione curricolare in momenti particolari dell’anno scolastico, come il periodo coincidente con la fine delle attività annuali. “Crediamo nell’importanza delle agenzie del territorio, sebbene non ci aspettiamo che tutte le problematiche vengano risolte, ma almeno abbiamo la certezza che non siamo soli”, ha detto la docente. Abbiamo la possibilità di collaborare con delle professionalità importanti, cerchiamo di metterli nelle condizioni di riuscire a migliorare il nostro benessere”, ha riferito ai ragazzi. 

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