Oltre le emergenze che connotano spesso il sistema dell’accoglienza, c’è anche qualcosa di molto più stabile che risponde al nome di Capitanata Solidale. Si tratta di un progetto che ha attraversato riforme legislative e stagioni politiche, preservando l’idea di fondo che l’accoglienza non è un evento straordinario, ma un servizio pubblico. E come tale va programmato, monitorato e, eventualmente, rinnovato. Lo spunto che attualizza il progetto rivolto a rifugiati, beneficiari di protezione umanitaria e richiedenti asilo è la recente nomina dei revisori di “Prosecuzione Capitanata Solidale 2026-2028”, individuati nelle persone di Giuseppe Pesino, Vincenzo Vendola e Giovanni Fraccascia. Per capire cosa significhi, però, bisogna tornare indietro di almeno vent’anni, quando il Comune di Manfredonia entrò nella rete SPRAR, l’antenato dell’attuale SAI. La presenza del CARA di Borgo Mezzanone, con le sue criticità storiche, ha spesso oscurato il lavoro dei progetti SAI, che operano in un contesto dove l’accoglienza emergenziale e quella strutturata convivono senza toccarsi davvero. La Puglia, negli ultimi anni, è diventata una delle regioni più attive nella rete, con circa 4.000 posti finanziati e una presenza capillare che va dai piccoli centri dell’entroterra alle città costiere. Manfredonia, in questo quadro, rappresenta uno dei nodi più stabili, con una continuità che pochi territori possono vantare. Era il 2004, infatti, e il modello era già quello dell’accoglienza diffusa: piccoli appartamenti, percorsi individuali, integrazione graduale. Una scelta che andava controcorrente rispetto ai grandi centri collettivi che in quegli anni si moltiplicavano altrove. Da allora, il sistema locale non si è mai interrotto, nemmeno nei momenti più delicati della vita amministrativa cittadina. Il triennio che va dal 2023 al 2025 rappresenta l’ultimo capitolo, finora. Il Ministero dell’Interno aveva riconosciuto a Manfredonia un finanziamento annuo di 447.125 euro per trentacinque posti SAI, affidati al raggruppamento Medtraining e Kaleidos. Il progetto era partito ufficialmente il primo maggio 2023, con un contratto firmato nell’ottobre dello stesso anno, che prevedeva la possibilità di ripetere il servizio in caso di regolare esecuzione. Significa che se il progetto funziona, può continuare senza bisogno di una nuova gara. Il SAI è un sistema che accompagna i beneficiari per mesi - a volte anche anni - attraverso l’apprendimento della lingua, l’orientamento al lavoro, il supporto psicologico, la tutela legale, la ricerca di un’abitazione autonoma. La prosecuzione del servizio, quindi, evita il rischio che si lascino sospesi tirocini, percorsi scolastici, terapie e inserimenti lavorativi. A dicembre 2025, il Servizio Centrale SAI comunica la pubblicazione del decreto ministeriale che autorizza la prosecuzione dei progetti in scadenza. Per Manfredonia, la conferma riguarda nuovamente trentacinque posti, con lo stesso importo annuo.