Ci eravamo congedati, pochi giorni fa, con le parole di Raphael Rossi, amministratore unico ASE, sulle denunce che erano state fatte da alcuni dipendenti. Aveva vergato di suo pugno che “Se vi è contezza di illeciti all’interno dell'azienda da me amministrata, sarà mio compito prendere gli opportuni provvedimenti per tutelare l’immagine dei lavoratori sani ed integerrimi”.
Proposito di tutto rispetto, anche se pare stridere con quanto accaduto qualche settimana fa ad un lavoratore socialmente utile del Comune di Manfredonia che presta servizio per l’ASE. “La strada per l’inferno è lastricata di buone intenzioni”, esordisce l’avvocata Innocenza Starace.
La legale, che assiste una ventina di LSU in un contenzioso con la maggiore azienda partecipata comunale, ha ricevuto il mandato per assistere uno di loro in un procedimento che lo vede interessato. Rossi, appunto, ha avanzato una contestazione e chiesto al Comune di Manfredonia che costui venga sanzionato, perché si è rifiutato di rispettare le disposizioni impartegli. Ha chiesto all’ente comunale, in quanto i lsu sono assegnati al municipio sipontino, nella persona della segretaria generale Antonella Cambio, “di voler adottare le dovute azioni, ovvero provvedimenti che il caso richiede”.
“Paradossale che Rossi chieda un intervento per punire qualcuno che si è rifiutato di compiere azioni che vanno contro la legge. Eppure – constata Starace - sembra che caschi sempre dalle nuvole e non sappia quello che succede veramente. Proprio come nel caso del vostro articolo sulla denuncia di alcuni lavoratori. Come ha risposto? Che nel migliore dei casi avrebbe fatto verifiche, ma non ne ha attualmente contezza”.
Al lavoratore socialmente utile è stato ordinato dapprima di svolgere servizio davanti alla spazzatrice, per ‘preparare’ la strada al veicolo che raccoglie la spazzatura per strada. E lui non ha ubbidito, dal momento che non si tratta del mero compito di assistenza che gli compete. Il 60enne Luigi Guerra, questo il nome dell’assistito di Starace, si rifiuta.
Alcuni giorni dopo è arrivata la nuova indicazione perentoria: impiego sul mezzo di raccolta differenziata, per svuotare i mastelli. “Ha prodotto un documento medico dove si certifica che le sue braccia non sono perfettamente abili per sostenersi ai maniglioni posti nella parte retrostante dell’automezzo. Poi bisogna tener conto che le normative prevedono l’uso di una cintura di trattenuta a sganciamento rapido, durante gli spostamenti su predellino o pedana”. Dispositivi di cui non risultano dotati i mezzi degli addetti alla differenziata ASE.
Rossi ha chiesto l’intervento del Comune di Manfredonia per le azioni indisciplinate, però “contraddice se stesso”, appunta l’avvocata Starace. Come l’Attacco ha appurato attraverso alcune fonti, il 28 aprile scorso fu affisso un manifesto in azienda dove l’au precisava indicazioni differenti rispetto a quello che poi avviene all’ASE.
Riferendosi ai lsu, mette nero su bianco che i LSU devono “limitarsi esclusivamente al compimento delle operazioni connesse all’espletamento del semplice lavoro in supporto al personale con le medesime mansioni dell’Ase spa, anche con l’ausilio di mezzi meccanici necessari all’espletamento dell'attività progettuale”.
Potrebbe anche succedere, ragiona Starace, “che il controllore invii una contestazione frutto di errore, ma non comprendo come Rossi abbia potuto accettarla, farla sua e assumere un simile atteggiamento dopo che proprio lui aveva prodotto quel documento in cui precisava i compiti dei lsu”.
Negli scorsi giorni, c’è stato un incontro tra l’avvocata Starace e la segretaria generale del Comune, coadiuvata dall’avvocata comunale Teresa Totaro, a cui seguirà una memoria cartacea.
“Immagino che vogliano approfondire i termini della questione - spiega infine l’avvocata Starace -. Attendiamo che decida e poi prenderemo le susseguenti decisioni”.
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