Il Foggia torna a sorridere e ritrova, uno dopo l’altro, alcuni dei suoi protagonisti più attesi della stagione. È forse questo il segnale più incoraggiante arrivato nelle ultime settimane: in cui oltre ai risultati e alla crescita sul piano del gioco, la squadra di Gaetano Auteri sta recuperando uomini e certezze. Elementi che, messi insieme, possono cambiare il peso specifico di una formazione che ha attraversato momenti complicati e che adesso sembra avere ritrovato una direzione più precisa. Tre nomi su tutti: Di Pasquale, Zuccon e Ravasio. Tre giocatori con caratteristiche differenti, tre ruoli diversi e un comune denominatore: la loro presenza sta dando equilibrio, personalità e concretezza al Foggia.
In difesa, il ritorno di capitan Di Pasquale ha avuto un effetto immediato. Non soltanto per quello che il giocatore riesce a fare individualmente, ma soprattutto per ciò che trasmette all’intero reparto. La sua esperienza, la capacità di leggere le situazioni e la leadership hanno restituito maggiore solidità e compattezza a una linea che in precedenza aveva mostrato qualche incertezza di troppo. Di Pasquale è un punto di riferimento, uno di quei giocatori la cui influenza va oltre il semplice numero di interventi o di duelli vinti. Con lui in campo, il Foggia sembra avere ritrovato una maggiore tranquillità nella gestione delle diverse fasi della partita. La difesa appare più ordinata, i compiti più definiti e anche la squadra nel suo complesso beneficia di una struttura più stabile.
Se dietro il Foggia ha ritrovato una certezza, in mezzo al campo sta emergendo un altro protagonista. Zuccon si è preso progressivamente il centro della scena, diventando un autentico riferimento per la squadra di Auteri. La sua crescita è evidente soprattutto nella personalità con cui interpreta il ruolo: corre, recupera, accompagna l’azione e soprattutto dà equilibrio. Con Gallo forma una coppia che sta assumendo un peso sempre maggiore negli equilibri della squadra. Una diga difficile da scardinare, capace di proteggere la difesa e allo stesso tempo di garantire una prima costruzione più ordinata. Zuccon e Gallo si completano: uno porta dinamismo, intensità e capacità di coprire il campo, l’altro contribuisce alla gestione del possesso e alla lettura delle situazioni. Il risultato è un centrocampo che nelle ultime uscite ha mostrato maggiore consistenza. Per Auteri si tratta di una notizia particolarmente importante. La costruzione di una squadra passa anche dalla possibilità di avere una coppia di riferimento in mezzo al campo, due giocatori sui quali poter contare nei momenti in cui serve tenere insieme i reparti. Zuccon, partita dopo partita, sta dimostrando di poter essere uno di questi uomini.
E poi c’è Ravasio. Il centravanti ha trasformato il gol in una piacevole abitudine, andando a segno per la terza domenica consecutiva. Un dato che dice molto della ritrovata fiducia dell’attaccante e che soprattutto certifica la bontà di una soluzione tattica sulla quale Auteri sta insistendo: il doppio centravanti. La formula sembra funzionare. Ravasio ha ritrovato continuità, presenza dentro l’area e soprattutto la capacità di incidere con regolarità. Gli acciacchi che ne avevano condizionato la disponibilità iniziale e la continuità sono ormai un ricordo, mentre il suo rendimento sta crescendo proprio nel momento in cui il Foggia ha bisogno di certezze offensive. Il doppio centravanti offre inoltre alla squadra una presenza maggiore negli ultimi metri. Non significa soltanto avere due uomini da servire in area, ma poter attaccare meglio gli spazi, avere più soluzioni sulle seconde palle e costringere le difese avversarie a prendere decisioni più complicate. Ravasio, più di Luciani, ha beneficiato in modo particolare di questa impostazione, ritrovando quella centralità che può renderlo uno degli uomini decisivi del finale di stagione.
Di Pasquale, Zuccon e Ravasio sono dunque tre dello stesso Foggia. Il capitano ha restituito ordine e personalità alla difesa, Zuccon ha preso in mano il centrocampo e Ravasio sta garantendo quei gol che possono fare la differenza. Tre uomini-cardine nello scacchiere di Auteri, tre giocatori che stanno tornando ai livelli che l’ambiente rossonero si aspettava. Ma il tecnico non può fermarsi qui. Perché se il Foggia vuole crescere ancora, deve allargare il ventaglio delle proprie soluzioni. E in questo senso diventano importanti anche Oviszach e Del Sole. Entrambi devono progressivamente raggiungere i compagni sul piano della condizione e della continuità, così da permettere ad Auteri di avere a disposizione una varietà di alternative sempre più ampia. È proprio questo il prossimo passo. Ritrovare i protagonisti è fondamentale, ma poterli alternare, gestire e affiancare con giocatori altrettanto pronti può diventare un’arma decisiva. In una stagione lunga, fatta di partite ravvicinate e di momenti in cui gli equilibri possono cambiare rapidamente, avere una rosa capace di offrire soluzioni differenti è un vantaggio tutt’altro che secondario.
Il Foggia, dunque, sta ricomponendo lentamente il proprio puzzle. Alcuni tasselli sono tornati al loro posto e il disegno comincia a essere più chiaro. Di Pasquale dietro, Zuccon in mezzo, Ravasio davanti: tre uomini che stanno restituendo identità, equilibrio e gol. Auteri può tornare a sorridere, ma soprattutto può guardare avanti con una certezza in più: il suo Foggia sta finalmente ritrovando i protagonisti sui quali aveva costruito buona parte delle proprie aspettative.
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