Tariffe ferme al 2020, costi in crescita e bilanci sotto pressione. Nella III Commissione Sanità del Consiglio regionale pugliese, il confronto del 5 ottobre su RSA e centri diurni ha riportato al centro la sostenibilità dell’assistenza alle persone non autosufficienti. AIOP, Welfare a Levante, Legacoop e Confcooperative Sanità Puglia chiedono interventi concreti, mentre la Regione richiama i vincoli finanziari e il lavoro sui fabbisogni.
Il fondo 2026 ammonta a 224,8 milioni di euro. AIOP evidenzia che l’incremento effettivo, a parità di perimetro contabile, è di circa 2,19 milioni: insufficiente, secondo l’associazione, rispetto ai rincari e ai rinnovi contrattuali. Il presidente Fabio Margilio, soddisfatto dell’ascolto ricevuto, ribadisce: “Con queste tariffe diventa insostenibile garantire prestazioni all’altezza”. Chiede aggiornamento delle remunerazioni e contestuale aumento dei budget, nuovi contratti per le RSA già accreditate e copertura annuale nel 2027. Aumentare le tariffe senza adeguare i tetti di spesa, avverte, farebbe esaurire prima le risorse per gli ospiti già assistiti.
Antonio Perruggini, presidente di Welfare a Levante, rivendica il riferimento ai 265 milioni indicati negli atti del 2022 e annuncia vigilanza sulla loro applicazione. Valuta positivamente anche l’attenzione alla digitalizzazione, indispensabile per rendere più efficiente il sistema.
La dirigente Elena Memeo precisa però che i 265 milioni erano una stima per coprire l’intero fabbisogno, comprendendo posti non ancora realizzati o accreditati: non una disponibilità aggiuntiva immediatamente spendibile. Ricorda la crescita del fondo da circa 60 milioni di dieci anni fa agli attuali 224,8 e spiega che le risorse per i nuovi accreditamenti nell’ultimo trimestre dovranno essere annualizzate nel 2027. Da aggiornare anche i fabbisogni dei centri diurni, soprattutto per l’Alzheimer.
Per Confcooperative Sanità Puglia, Raffaele De Nittis sollecita un sostegno immediato: i maggiori costi del lavoro pesano su bilanci già in sofferenza. Dopo l’audizione si dice abbastanza soddisfatto della disponibilità al confronto sulle tariffe, richiamando anche cure domiciliari, trasporto delle persone con disabilità e applicazione dell’IVA.
Pasquale Ferrante, vicepresidente vicario di Legacoop Puglia, denuncia invece una cooperazione sociale trattata come il ‘Calimero’ del sociosanitario. Chiede tariffe adeguate al nuovo contratto, chiarezza sulle decurtazioni legate all’IVA e tutela delle piccole strutture nelle aree interne. Sollecita inoltre una modifica della compartecipazione affinché il costo del lavoro non ricada sugli utenti.
L’assessore Donato Pentassuglia conferma il confronto nei tavoli tecnici, la revisione dei fabbisogni e il lavoro sulla digitalizzazione. Lega però la programmazione alle risorse del Fondo sanitario nazionale. L’apertura resta, ma dall’audizione non emergono nuove tariffe approvate né una scadenza certa per applicarle.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).