Si prospetta un girone grandi firme, quello meridionale della prossima Serie C. Se nella stagione che sta per concludersi  è stato etichettato da molti come una sorta di "Serie B2" per il numero di club dalle tradizioni storiche che vi hanno partecipato, lo stesso potrebbe valere anche per la stagione ‘26/27. Per un Benevento che ha salutato la terza serie, infatti, - rispunta il Bari nel novero delle big, assieme a Salernitana, Catania, Cosenza, Crotone e Casertana. Ad esse si aggiungono le società che si sono confermate in categoria: Latina, Audace Cerignola, Monopoli, Giugliano, Team Altamura, Cavese, Picerno, Sorrento, Potenza, Casarano e una delle tre Under (forse l’Inter per la teoria dell’alternanza, ndr).

A Foggia il tempo sembra essersi fermato. Dopo la ormai prossima rentrée di Gianni Francavilla, operativo dall’1 luglio, ecco che le porte del club rossonero si spalancano nuovamente anche per Peppino Pavone. L’ideologo di Zemanlandia per ora smentisce ogni contatto, aspetta che sia il club a fare il primo passo e ad ufficializzare quello che assume tutti i contorni di un vero e proprio reintegro. Già, perché già a gennaio scorso il dirigente di origini barlettana per un breve periodo (sino all’esonero di Cangelosi) gravitò nell’orbita della nuova governance del Foggia. Prima che gli eventi lo portassero a defilarsi in un momento di caos generalizzato. Ma adesso la sua candidatura torna prepotente e per il ds che è reduce dall’avventura con il Trapani non proprio indimenticabile, è pronta la poltrona di direttore tecnico. Pavone è pronto a rituffarsi nell’ambiente che più gli è familiare, pronto ad accettare la nuova sfida: dopo 7 anni vissuti da calciatore e 13 da dirigente non aspettava altro. Ed il duo Casillo-De Vitto è pronto a gratificarlo per la sua fedeltà alla maglia mostrata nel corso della sua lunga carriera. 

Ora che Elio Di Toro è andato ed ha scelto di restare lì dov’era, cioè a Cerignola, qualche opportuna riflessione si impone. La scelta di misurarsi ancora in un ambiente che conosce ormai a fondo, ma che adesso dovrà superare indenne l’impasse del cambio al vertice, ha il sapore della riconoscenza nei riguardi di una piazza che lo ha accolto a braccia aperte fin dal primo momento. E di converso sa di chiusura di ogni prospettiva con il Foggia, un imprevedibile dietrofront che forse potrebbe spiegarsi più con una combinazione di stabilità e timing che con un vero e proprio strappo coi vertici rossoneri, dopo le tante voci (spesso infondate) che si sono inseguite da gennaio in poi.

Stavolta è finita veramente. Con tanto di ‘comunicazioni ufficiali’ che stanno vorticosamente girando via whatsapp. Sta per calare definitivamente il sipario sulla Ternana, ormai è questione di ore, forse di giorni. Che si vada inesorabilmente verso l’epilogo lo confermano gli ultimi aggiornamenti che arrivano dal fronte umbro: sospese le attività sportive e quelle fisioterapiche, si apprende da Umbria On. Non è più possibile accedere ai tre impianti in uso alla prima squadra e al settore giovanile: ‘Libero Liberati’, antistadio ‘Taddei’ e ‘Sabotino’ off limits, riconsegnate tutte le chiavi. Sgomberata anche la foresteria e la sede di via della Bardesca. Contestualmente sono terminate tutte le attività ancora in essere, con l’U17 e l’U15 che non potranno continuare a giocare i play off. Ad horas attesa anche la decisione della curatela fallimentare, coordinata dal giudice del tribunale di Terni Tordo Caprioli, di terminare l’esercizio provvisorio. Dunque la Ternana Calcio 1925 sta per scomparire dalla mappa calcistica nazionale. Inutili tutti i tentativi di salvare il club che aveva festeggiato proprio lo scorso 2 ottobre i 100 di storia. Deserte le due aste che la curatela fallimentare aveva messo in piedi per l’aggiudicazione del ramo sportivo. Resta il marchio, valutato nella perizia dell’esperto sportivo nominato dal tribunale 126.866 euro e registrato in data 17 maggio ‘22: insieme ad esso i diritti connessi (profili social, sito internet, Instagram etc.).

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