Casella e dintorni, l’avvento del nuovo direttore sportivo va nella direzione del rinnovamento a tutto tondo
La conferenza stampa di presentazione di Alex Casella si lascia alle spalle diversi spunti di riflessione. Più che gli annunci, a colpire è stato il lessico utilizzato: progetto, mentalità, organizzazione, gestione umana, identità. Sono tutti concetti che sembrano voler marcare una discontinuità con il più recente passato. Basta improvvisazione: è il primo messaggio che si è colto fra le righe nelle parole del dirigente di Borgomanero. Ad emerge un concetto preciso: il Foggia non vuole più essere una società che vive alla giornata. E quando Casella dice che “oggi la difficoltà più grossa non è fare mercato, ma la gestione umana”, insistendo sulla comunicazione interna e sul rispetto dei ruoli, sembra quasi fotografare uno dei problemi storici degli ultimi anni: l’errore non è stato tanto nella scelta dei calciatori, quanto nella mancanza di una struttura capace di sostenerli nel corso della stagione. È un cambio di paradigma che si sta per intraprendere: prima viene l’organizzazione, poi il mercato. Il secondo messaggio: non si costruisce semplicemente per salvarsi. Molto significativa in tal senso è stata la frase: “La proprietà mi ha chiesto una cosa che va al di là dell’obiettivo… bisogna costruire qualcosa per alzare l’asticella, è un modo per dire che il Foggia non vuole programmare una stagione di semplice sopravvivenza”. Anzi, Casella ha evitato volutamente di parlare di piazzamenti, insistendo su un concetto più difficile da fare proprio: creare una cultura vincente.
Interessante anche ciò che Casella ha detto di Gaetano Auteri.
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