La nuova stagione del CUS Foggia di calcio a 5 di C sta per partire: fischio d'inizio oggi alle ore 16 al Pala Marcone, il tempio dei cussini, per l'esordio contro il Futsal Ostuni di mister Monopoli. La squadra allenata dal confermatissimo Natale Coccia si accosta alla nuova stagione con ambizioni rinnovate, il roster ha completato il rodaggio precampionato partecipando al quadrangolare Memorial Maurizio Granchelli, andato in scena una settimana fa, seguito dal test contro il Barletta di serie B. Si è trattato di occasioni utili per saggiare condizione atletica, meccanismi tattici e amalgama dopo gli ultimi innesti che dovrebbero garantire un salto di qualità all’organico. 
Alle conferme di capitan Alberto Laccetti, Mauro Tatulli, Raffaele Lupoli, Michele Murgo, Lorenzo Gesualdi, Manzella, Ferrara e Paolantonio, si sono aggiunto gli arrivi di Ferdinando Termine, Giuseppe Colangelo, Samuele Cobuzzi, del portiere Francesco Forastiero, oltre alla riconferma di Gabriel Mendola e Daniele Perri e quello dello spagnolo di origini marocchine Yawad Laarbi, già peraltro in maglia rossonera lo scorso anno. Nel quadrangolare il CUS Foggia ha mostrato di essere già a buon punto: ha superato in semifinale il Lucera (C2) per 2-1, imponendosi poi in finale sul Monte Sant'Angelo, anch'esso di C2, con un netto 4-0 che non ammette repliche. 
Al termine Laccetti ha fatto il punto sullo stato di salute del gruppo: “Era importante partire bene, ma soprattutto con il piede giusto. Queste partite ci aiutano a capire come stiamo lavorando, dove dobbiamo migliorare, ma soprattutto servono a mettere minuti nelle gambe e fiato nei polmoni: il risultato conta relativamente, però vincere aiuta a lavorare sereni e ad amalgamare il gruppo tra vecchi e nuovi”. 
Il capitano ha poi sottolineato la qualità della preparazione svolta nella fase pre-campionato: “La squadra si è allenata forte, la nostra è una rosa compatta e affiatata. Dal punto di vista fisico stiamo benissimo: con il preparatore, professor Tosques, stiamo facendo un grande lavoro, ha portato l'esperienza maturata in categorie superiori e ne stiamo beneficiando tutti. Le due gare giocate sono state soddisfacenti, ma adesso dobbiamo migliorare nei dettagli, che in questo sport sono fondamentali. Guai infatti ad accontentarsi...”.

Alla vigilia della trasferta contro l’Inter U23, Gaetano Auteri difende il lavoro svolto dal Foggia nelle prime 5 giornate, e respinge l’idea di una squadra in cui difetta la coralità. Il tecnico rossonero parte dai numeri per spiegare la propria posizione: “Il Foggia è secondo nel girone per tiri effettuati, terzo per minuti di possesso palla e secondo per intensità di pressing - ha detto ieri in conferenza -. Soprattutto la produzione offensiva avrebbe meritato circa 6,6 gol in più rispetto a quelli effettivamente realizzati. Il problema, quindi, non è la capacità di costruire gioco, ma la finalizzazione. Siamo squadra - ha ribadito l’allenatore di Floridia -, sottolineando come la coralità si rifletta proprio nella quantità di occasioni e nella pressione esercitata sugli avversari. ”La delusione, semmai, nasce dai punti raccolti, inferiori a quelli che il Foggia avrebbe meritato per quanto prodotto sul campo”. Il messaggio è quindi quello della perseveranza. “Nel calcio - spiega Auteri -, può capitare di creare molto e non segnare, così come di trovare il gol dopo aver costruito una sola situazione. Sul lungo periodo, però, i numeri tenderanno a restituire un quadro più attendibile”. Per questo la strada indicata alla squadra è continuare a creare occasioni, concedere poco agli avversari e migliorare quei dettagli che ancora impediscono di trasformare la mole di gioco in risultati. Anche sul modulo Auteri invita a non concentrarsi eccessivamente sui numeri. “Dopo cinque partite - dice -, il compito dell’allenatore è scegliere i giocatori più pronti, adatti e in condizione. Più importante dello schieramento, quindi, è l’idea di gioco: il Foggia deve continuare a proporre la propria filosofia indipendentemente dal sistema utilizzato”. Dall’infermeria arrivano notizie positive: Di Pasquale ha completato il percorso di riabilitazione e si è riaggregato al gruppo, anche se gli ultimi due allenamenti serviranno a stabilire le sue condizioni in vista della gara. Luciani ha lavorato per quattro giorni, mentre Ravasio è utilizzabile. Ancora out Oviszach.

Ci sono trasferte che appartengono alla normale geografia di un campionato. E altre che, invece, diventano una fotografia dell’identità di una tifoseria. Quella di domani a Sesto San Giovanni, per Inter U23-Foggia, appartiene alla seconda categoria. Il dato più significativo non è soltanto quello numerico, pur imponente: al Breda sono attesi oltre 3mila sostenitori rossoneri, su una capienza complessiva di circa 3.500 posti. Mancheranno i club organizzati per protesta, ma la prospettiva è quella di trasformare lo stadio lombardo in una sorta di succursale dello Zaccheria. La sfida avrà peraltro una vetrina particolare: sarà trasmessa in diretta e in chiaro su Rai 2, nell’ambito della nuova presenza della Serie C sul secondo canale Rai. La Lega Pro ha infatti indicato proprio Inter U23-Foggia come seconda gara del campionato destinata alla diretta nazionale dopo l’esordio con Ravenna-Perugia. Ma la tv in questo caso, rischia quasi di essere un elemento secondario rispetto allo spettacolo sugli spalti. Perché il movimento dei tifosi foggiani verso Sesto San Giovanni non sarà alimentato soltanto dalla Capitanata. Una parte consistente dell’esodo arriverà infatti dal Nord Italia, dove da decenni esiste una presenza stabile della comunità foggiana e dove i club rossoneri rappresentano un punto di riferimento per chi vive lontano dalla propria città.La corsa al biglietto ha assunto dimensioni ancora più significative dopo la decisione di riaprire la trasferta anche ai residenti in provincia di Foggia. Biglietti praticamente sold-out con un giorno di anticipo: numeri che spiegano bene la particolarità dell’appuntamento. Il Foggia torna a Sesto San Giovanni a distanza di 19 anni dalla sfida con la Pro Sesto, il 16 settembre ‘07 finì 2-0 e per i rossoneri di Salvatore Campilongo fu un pomeriggio da incubo sotto gli occhi dei loro sostenitori anche quel giorni accorsi numerosissimi. Oggi la distanza geografica continua a non rappresentare un ostacolo per una tifoseria abituata a seguire la propria squadra in ogni angolo d’Italia.E proprio la trasferta diventa la chiave per comprendere il fenomeno. Il capitolo più importante della storia degli esodi rossoneri coincide inevitabilmente con il Foggia di Zdeněk Zeman.

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