Sei giornate di campionato sono poche per emettere sentenze, ma bastano per mettere a fuoco alcune criticità. Anche se le attenuanti non mancano. La prima è strutturale: Auteri non ha avuto una squadra vera e propria sulla quale lavorare fin dall’inizio. La riammissione in Serie C, arrivata a fine luglio, ha inevitabilmente condizionato mercato e preparazione.

La spia è accesa e il Foggia non può più ignorarla. Un solo punto nelle ultime quattro partite è un campanello d’allarme che va oltre la classifica: racconta di una squadra che fatica ad alzare il livello di attenzione, che alterna buone prestazioni a blackout troppo pesanti, e che continua a pagare a caro prezzo gli errori nei momenti decisivi. Contro l’Inter U23 è arrivata un’altra conferma: il Foggia costruisce, propone, a tratti convince, ma non riesce ancora a mantenere quella concentrazione necessaria per trasformare le prestazioni in risultati. Ed è proprio qui che si apre il bivio della stagione. 

Ci sono pareggi che lasciano l’amaro in bocca e altri che, invece, restituiscono una sensazione diversa: quella di una squadra che sta crescendo, che sta prendendo consapevolezza delle proprie possibilità e che, soprattutto, comincia a riconoscersi nel lavoro del proprio allenatore. Il punto conquistato dal Cerignola contro la Casertana appartiene alla seconda categoria. Non è il risultato che riempie la classifica come una vittoria, ma è un risultato che racconta molto del momento che stanno vivendo gli ofantini. Quello contro la Casertana è il primo pareggio stagionale dell’Audace e arriva al cospetto dell’unica formazione ancora imbattuta del girone. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, perché dà ulteriore valore alla prestazione della squadra di Catalano. Dopo il ko di Casarano, c’era soprattutto da verificare la capacità di reazione degli ofantini. Una sconfitta, soprattutto quando arriva dopo una serie di risultati positivi, può lasciare qualche dubbio, incrinare certezze, spostare l’attenzione dagli aspetti positivi a quelli da correggere. L’Audace ha scelto un’altra strada: ripartire dalle proprie convinzioni. E questa è probabilmente la notizia più importante che arriva dalla sfida con la Casertana. La squadra non ha smarrito la propria fisionomia. Non si è fatta condizionare dal risultato precedente e non ha affrontato l’impegno con la paura di concedere qualcosa. Al contrario, ha giocato con personalità, mantenendo quell’equilibrio che rappresenta uno degli elementi sui quali Catalano sta insistendo maggiormente. Il tecnico sta progressivamente dando un’identità agli ofantini. Un’identità che non coincide soltanto con il modulo o con la scelta degli uomini, ma con un insieme di principi che la squadra sta assimilando partita dopo partita.

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