Ci sono pareggi che lasciano l’amaro in bocca e altri che, invece, restituiscono una sensazione diversa: quella di una squadra che sta crescendo, che sta prendendo consapevolezza delle proprie possibilità e che, soprattutto, comincia a riconoscersi nel lavoro del proprio allenatore. Il punto conquistato dal Cerignola contro la Casertana appartiene alla seconda categoria. Non è il risultato che riempie la classifica come una vittoria, ma è un risultato che racconta molto del momento che stanno vivendo gli ofantini. Quello contro la Casertana è il primo pareggio stagionale dell’Audace e arriva al cospetto dell’unica formazione ancora imbattuta del girone. Un dettaglio tutt’altro che trascurabile, perché dà ulteriore valore alla prestazione della squadra di Catalano. Dopo il ko di Casarano, c’era soprattutto da verificare la capacità di reazione degli ofantini. Una sconfitta, soprattutto quando arriva dopo una serie di risultati positivi, può lasciare qualche dubbio, incrinare certezze, spostare l’attenzione dagli aspetti positivi a quelli da correggere. L’Audace ha scelto un’altra strada: ripartire dalle proprie convinzioni. E questa è probabilmente la notizia più importante che arriva dalla sfida con la Casertana. La squadra non ha smarrito la propria fisionomia. Non si è fatta condizionare dal risultato precedente e non ha affrontato l’impegno con la paura di concedere qualcosa. Al contrario, ha giocato con personalità, mantenendo quell’equilibrio che rappresenta uno degli elementi sui quali Catalano sta insistendo maggiormente. Il tecnico sta progressivamente dando un’identità agli ofantini. Un’identità che non coincide soltanto con il modulo o con la scelta degli uomini, ma con un insieme di principi che la squadra sta assimilando partita dopo partita.