Inter U23-Foggia non è una primizia assoluta. Quando domenica le due squadre si ritroveranno di fronte nella nuova dimensione della Serie C, il filo della memoria riporterà inevitabilmente a una sfida che, nel calcio italiano, ha assunto quasi il valore di una leggenda. Ma la storia dei confronti tra nerazzurri e rossoneri è assai più ampia: in Serie A le due formazioni si sono affrontate 22 volte, in undici differenti stagioni. Il bilancio racconta la netta prevalenza nerazzurra: 13 vittorie, 8 pareggi e appena una vittoria del Foggia.

Il tempo delle attenuanti non è ancora finito, ma quello delle prime risposte è già arrivato. Il Foggia è una squadra in costruzione, e sarebbe sbagliato pretendere dopo poche giornate un prodotto già compiuto. Ma il pareggio con il Savoia ha confermato una serie di interrogativi che non possono essere ignorati. Soprattutto perché, oltre al risultato, è il modo di stare in campo a sollevare qualche legittimo dubbio. Due gol realizzati sono il dato più immediato: il Foggia ha il peggior attacco del girone al pari dell’Altamura. Ma dietro il numero c’è un problema più profondo. La squadra produce ancora troppo poco negli ultimi trenta metri, fatica a cambiare ritmo e raramente riesce a sorprendere l’avversario. Il possesso, quando c’è, non sempre si traduce in pericolosità. E quando la partita si chiude, mancano quelle giocate individuali capaci di aprire una breccia. Anche perché più di qualche interprete è indietro nella tabella di marcia.

Dimenticare il passato, ripartire dai giovani. È questa la missione del Foggia, che sabato torna in campo nel campionato Primavera 3. Alle spalle c’è una stagione horror, che ha lasciato solo macerie: tutte sconfitte, oltre cento gol subiti e un bilancio difficile persino da raccontare. Davanti, invece, c’è un progetto nuovo, con una squadra profondamente rinnovata e la voglia di restituire dignità e prospettive a un settore che per troppo tempo non ha avuto la considerazione che meritava. 

Ferdinando Del Sole vede finalmente la luce in fondo al tunnel. L’esterno offensivo rossonero sta per concludere il periodo di cure e riabilitazione necessario per lasciarsi alle spalle l’ultimo infortunio e, secondo quanto anticipato dal direttore sportivo Alex Casella in conferenza stampa lunedì scorso, tra una decina di giorni dovrebbe poter raggiungere i nuovi compagni e iniziare il percorso di avvicinamento al gruppo.

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