Ennesima strigliata da parte del Ministero della Transizione ecologica nei confronti di quanto avviene nell’ente Parco nazionale del Gargano.
Il MITE ha segnalato alla Comunità dei sindaci del PNG che “non si è tenuto conto della necessità di rispettare il criterio della parità di genere” nell’indicare i nomi per il prossimo consiglio direttivo.
Lo scorso 28 ottobre la Comunità si era riunita per confermare la precedente designazione di Michele Sementino e Luigi Di Fiore, sindaci rispettivamente di Vico del Gargano e Rignano Garganico, in seno al consiglio direttivo, non essendo stati interessati dalle elezioni amministrative di ottobre. Gli altri due designati sono stati il riconfermato primo cittadino di San Marco in Lamis, Michele Merla, e Rossella Falcone, vicesindaca delegata del sindaco di Vieste. Entrambi sono stati votati da 11 componenti della Comunità.
Ora bisogna provvedere però a nuove designazioni.
“Si fa presente che la normativa di riferimento”, afferma in una nota la Direzione generale per il Patrimonio naturalistico, “non prevede la necessità che le amministrazioni e altri organismi titolati designino i propri rappresentanti tra soggetti appartenenti al proprio organico, o comunque facenti parte dell’organismo designante. L’unico requisito indicato è che i componenti del consiglio direttivo sono individuati tra esperti particolarmente qualificati in materia di aree protette e biodiversità”. Un duro affondo. Dunque “si rende necessario che siano designati due rappresentanti di genere femminile e due rappresentanti di genere maschile”.
Perciò, il Ministero chiede alla Comunità del Parco “di procedere alla designazione dei propri rappresentanti in seno al consiglio direttivo del Parco Nazionale del Gargano, conformemente alle prescrizioni normative sopraindicate”.
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