Dal primo ottobre seconde ambulanze a rischio: l’incontro con Pentassuglia non scioglie il nodo

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Una chiamata al 118, un’ambulanza già impegnata, la seconda che non c’è più. È questa la situazione che i Sindaci della Capitanata temono dal primo ottobre. Ieri hanno incontrato l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia per discutere della riorganizzazione del soccorso, ma dalle maestranze di Sanitaservice Foggia arriva un’indicazione che alimenta la preoccupazione: i lavoratori stabilizzati impiegati sulle seconde ambulanze sarebbero destinati ad altre attività. Per Manfredonia, Cerignola e San Severo si profila così il fermo dei mezzi aggiuntivi. Le postazioni coinvolte e i nuovi turni attendono una comunicazione ufficiale dell’Asl. La scadenza è domani. Il 30 settembre terminano i contratti di 108 interinali di Sanitaservice Foggia, fra i quali 40 operatori del 118 e 68 addetti ai servizi ausiliari e di pulizia. Senza quel personale, l’azienda deve riorganizzare le attività. Il timore è che a pagare il prezzo della carenza di equipaggi siano i territori: meno ambulanze pronte a partire proprio dove distanze e tempi di viaggio rendono già complesso ogni intervento. Nei giorni scorsi il sindaco di Manfredonia, Domenico La Marca, aveva espresso ai nostri microfoni una forte preoccupazione. Un mezzo inviato verso Foggia o San Giovanni Rotondo può rimanere fuori sede per ore, mentre la città e le località vicine continuano ad avere bisogno di copertura. La seconda ambulanza serve anche in questi momenti: quando arriva una nuova chiamata e il primo equipaggio non è ancora rientrato. A Manfredonia, nel 2025, i due mezzi hanno effettuato complessivamente quasi cinquemila interventi. Il problema riguarda anche Cerignola, dove il secondo mezzo ha svolto 2.417 interventi nel 2025, secondo i dati emersi nel dibattito di questi giorni.  Dopo l’incontro con Pentassuglia, il punto decisivo è conoscere l’assetto effettivo del servizio dal primo ottobre. I sindaci chiedono che la scelta tenga conto della geografia, delle strade, dei trasferimenti verso gli ospedali e della possibilità che due emergenze si verifichino nello stesso momento. Per gli operatori e per i cittadini, quella risposta non può arrivare quando le ambulanze si saranno già fermate. L’incontro con i sindaci si è tenuto, ma per le seconde ambulanze il tempo è quasi scaduto.

Dal primo ottobre, secondo quanto riferito dalle maestranze di Sanitaservice Foggia, alcuni lavoratori stabilizzati finora impiegati nel servizio di emergenza saranno destinati ad altre attività. Se l’indicazione sarà attuata, si fermerebbero i secondi mezzi di soccorso a Manfredonia, Cerignola e San Severo. È lo scenario che emerge dopo il confronto di oggi tra l’assessore regionale alla Sanità Donato Pentassuglia e i sindaci dei Comuni interessati dalla riorganizzazione del 118. Le singole postazioni coinvolte attendono ancora una comunicazione ufficiale. Tra i sindaci che hanno contestato l’ipotesi c’è Domenico La Marca. “Abbiamo ribadito le ragioni per cui riteniamo questa scelta non idonea in questo momento, viste le necessità del territorio”, spiega il primo cittadino di Manfredonia dopo l’incontro. “Manfredonia ha bisogno della seconda ambulanza. Abbiamo circa cinquemila interventi in un anno”. La Marca richiama anche il ruolo del mezzo nella copertura delle località vicine, tra cui Monte Sant’Angelo, Mattinata e Zapponeta: ridurre la disponibilità di ambulanze a Manfredonia, osserva, avrebbe conseguenze anche per queste comunità. “Penso che non sia il caso di procedere. Mi auguro che possano ripensare la decisione”, conclude. Il nodo è la scadenza, il 30 settembre, dei contratti dei 108 interinali di Sanitaservice Foggia: 40 operatori impiegati nel 118 e 68 addetti ai servizi ausiliari e di pulizia.

La loro uscita impone di ridistribuire il personale disponibile e di rivedere i turni. La conseguenza prospettata dai lavoratori è che, per garantire le altre attività, non ci saranno più equipaggi sufficienti a mantenere in funzione tutte le postazioni aggiuntive. Per i cittadini la differenza è concreta. Quando un’ambulanza è già impegnata in un intervento, la seconda può rispondere a un’altra chiamata senza attendere che il primo mezzo rientri. In territori estesi, attraversati da strade che allungano i tempi di percorrenza, un equipaggio in più incide sulla capacità di raggiungere rapidamente chi ha bisogno di soccorso. È questo il punto portato dai sindaci al tavolo regionale: una riorganizzazione deve misurare anche quanto tempo occorre per arrivare dai pazienti e trasportarli in ospedale. La Marca aveva già espresso nei giorni scorsi ai nostri microfoni forti preoccupazioni per l’eventuale perdita della seconda ambulanza.

Quando un mezzo accompagna un paziente a Foggia o a San Giovanni Rotondo, può restare lontano dalla propria sede per ore. In quel lasso di tempo, una nuova emergenza rischia di trovare una risposta più difficile. Nel 2025 le due ambulanze di Manfredonia hanno effettuato complessivamente quasi cinquemila interventi, circa 2.500 ciascuna. Anche Cerignola ha una vasta area rurale e una rete stradale su cui si concentrano incidenti e richieste di soccorso. La possibile soppressione della postazione “Cerignola 2” era stata segnalata prima dell’incontro odierno. Secondo i dati riportati nei giorni scorsi, le due ambulanze della città hanno svolto 4.919 interventi nel 2025; 2.417 sono stati effettuati dal secondo mezzo. Sono numeri che spiegano perché gli amministratori chiedano di conoscere l’effetto della riduzione sui tempi di risposta, soprattutto quando più chiamate arrivano contemporaneamente.

La prospettiva indicata dalle maestranze riguarda anche San Severo. Su questo punto, come per le altre postazioni, serve che l’Asl renda pubblica l’organizzazione prevista dal primo ottobre: quali mezzi resteranno operativi, con quali equipaggi, su quali turni e con quale copertura dei Comuni vicini. È una risposta dovuta ai sindaci, agli operatori e ai cittadini, chiamati a fare i conti con un sistema che potrebbe cambiare nel giro di poche ore. L’emergenza non nasce oggi. Nelle scorse settimane i sindacati avevano avvertito che la mancata proroga degli interinali avrebbe messo sotto pressione i turni dell’emergenza e i servizi ospedalieri.

L’amministratore unico di Sanitaservice Foggia, Massimo Russo, aveva definito molto improbabile una proroga oltre il 30 settembre, osservando che un rinnovo di uno o tre mesi non avrebbe comunque risolto il problema strutturale. Ora quella scadenza arriva mentre le procedure di assunzione restano ferme e la Regione lavora alla definizione dei piani assunzionali. Il confronto con Pentassuglia avrebbe dovuto chiarire come tenere insieme la riorganizzazione del personale e la continuità del soccorso. Le indicazioni riferite dai lavoratori fanno temere che il primo obiettivo venga raggiunto riducendo i mezzi disponibili. La richiesta di La Marca è che la scelta venga ripensata prima che entri in vigore. Per chi chiama il 118, sapere se una seconda ambulanza sarà ancora pronta a partire è una questione che non può restare sospesa fino al primo ottobre.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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