Strigliata della Corte dei conti, Comune inottemperante e ritardatario sul Piano

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Nel 2017 sia il Comune di Manfredonia che quello di Vieste approvarono i rispettivi piani di rientro.

Ma se da allora il risanamento finanziario, monitorato costantemente dalla Corte dei conti, è stato realizzato con successo nella città del Pizzomunno (e del sindaco e candidato presidente della Provincia, Giuseppe Nobiletti), in riva al Golfo la situazione è molto più complicato. Del resto le cifre sono nettamente superiori.

Lo conferma l’ultima strigliata, in ordine di tempo, della magistratura contabile, che si è espressa sullo stato di attuazione, al 30 giugno 2022, del piano di riequilibrio finanziario pluriennale del Comune di Manfredonia, a seguito della camera di consiglio del 13 dicembre scorso. Il piano, relativo agli esercizi 2017-2019, prevede l’integrale pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili, la completa restituzione della anticipazione di tesoreria e la ricostituzione dei fondi vincolati eventualmente utilizzati.

Già nel 2018 la Corte dei conti accertò il mancato rispetto da parte dell'ente degli obiettivi previsti dal piano con riferimento al secondo semestre 2017 e al primo semestre 2018, invitando il Comune di Manfredonia ad avviare e realizzare le misure correttive necessarie. Fu proprio il pre-dissesto di Palazzo San Domenico una delle concause della fine del governo piddino nella città sipontina, durato oltre 25 anni.

A fine 2018 l’amministrazione Riccardi, preso atto di una situazione di forte criticità finanziaria e squilibrio strutturale non fronteggiabile con gli ordinari strumenti previsti dalla legge, decise di fare ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale, con contestuale richiesta di accesso al “Fondo di rotazione per assicurare la stabilità finanziaria degli enti locali”.

Come avvenuto anche nel caso di Foggia, nel 2019 il consiglio comunale di Manfredonia approvò il piano di riequilibrio finanziario pluriennale della durata di 10 anni (2018-2027). Poi la caduta dell’amministrazione Riccardi, il commissariamento per mafia e l’insediamento a novembre 2021 del centrodestra del sindaco Gianni Rotice.

Ebbene, nel 2021 la Corte dei conti approvò con diverse prescrizioni e poi, a ottobre 2022, sollecitò i revisori dei conti a trasmettere la relazione sullo stato di attuazione del piano di riequilibrio finanziario per il primo semestre 2022, la cui scadenza era prevista per il 15 luglio scorso. Soltanto il 14 novembre scorso i revisori hanno ottemperato a quanto richiesto dai giudici contabili baresi.

Nel dettaglio, la massa passiva oggetto di ripiano è stata quantificata dal Comune di Manfredonia in 14.892.984,93 euro, di cui 12.503.321,60 euro quale maggiore disavanzo registrato in sede di preconsuntivo 2018, rispetto al dato registrato nel consuntivo 2017, altri 590.030,79 euro quale quota annuale di disavanzo da riaccertamento straordinario non recuperata nel 2018, e 1.799.632,44 euro quale quota da piano di rientro non recuperata nel 2018 (1.946.043,33 euro), al netto di 146.410,89 euro quale maggior recupero registrato sulla rata del 2017.

Nel 2021 la Sezione regionale rilevava alcune criticità in ordine alla determinazione della massa passiva e alla compilazione del cronoprogramma di recupero del disavanzo, seppur di entità tali da non incidere sul complessivo obiettivo di risanamento dell’ente e sulla conseguente approvazione del piano. 

Da qui la richiesta, al Comune di Manfredonia, di rideterminare l’importo della massa passiva indicata nel piano di durata decennale e di ricompilare il cronoprogramma di ripiano del disavanzo secondo le indicazioni fornite dalla stessa Corte dei conti, nonché di trasmettere la tabella sullo stato del raggiungimento degli obiettivi intermedi nel corso dei primi tre anni di attuazione del piano (esercizi 2019, 2020 e 2021), che tenesse conto, tra l’altro, della sottostima del Fondo società partecipate riscontrata con riferimento all’esercizio 2019.

Nella recente deliberazione la Corte afferma che “il Comune, in occasione della trasmissione della relazione sul primo monitoraggio semestrale, al 30.06.2022 (pervenuta solo in data 14.11.2022, a seguito di sollecito di questa Sezione del 10.10.2022), non si atteneva alle prescrizioni impartite”. Si sottolinea che “appare imprescindibile l’esatta individuazione della massa passiva da ripianare, in uno con l’esatta determinazione delle quote di disavanzo che vengono e verranno ad insistere su ciascun esercizio finanziario del piano di rientro decennale”.

Per tali ragione la Corte dei conti ha disposto che entro il 15 gennaio prossimo “il Comune di Manfredonia, in ottemperanza alle prescrizioni impartite, provveda a: ricalcolare l’importo complessivo della massa passiva oggetto di ripiano decennale, secondo le indicazioni fornite (decurtando dall’importo di 14.892.984,93 euro la quota da riaccertamento straordinario di 590.030,79 euro;

aggiungendo l’importo di 146.410,89 euro e tenendo conto delle ricadute, sul risultato di amministrazione 2018, parte disponibile, della sottostima del FAL riscontrata nell’esercizio 2017); inserire nell’obiettivo del primo anno del piano (2019), l’intero importo della quota da riaccertamento straordinario di 590.030,79 euro non recuperata nell’esercizio 2018; ricompilare, conseguentemente, il cronoprogramma di recupero dell’intero disavanzo a decorrere dal 2019 (anno di approvazione del piano di riequilibrio)”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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