Sarebbero saliti a 10 i casi di trichinosi a San Marco in Lamis. Lo riporta Repubblica. L’ipotesi più accreditata dagli igienisti dell’Asl Foggia è che dietro quel parassita ci sia il consumo di carne di cinghiale non controllata. Che sarebbe arrivata sulla tavola delle persone positive dopo una battuta di caccia sui Monti Dauni.
Secondo un’altra ipotesi, ma il condizionale è d’obbligo, tutto sarebbe scaturito dall’acquisto di salsicce di maiale in una nota macelleria del posto che, forse inconsapevolmente, avrebbe venduto carne di suino mista a quella di cinghiale.
Alcuni sammarchesi sono stati costretti al ricovero all’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza e al Policlinico Riuniti di Foggia mentre campioni del loro sangue, delle loro urine e delle loro feci sarebbero stati analizzati presso l’Istituto Zooprofilattico del Capoluogo Dauno e presso l’Istituto Spallanzani di Roma.
Tra i sintomi astenia, mal di testa, allergie improvvise, diarrea, vomito e febbricola, edema palpebrale e dolori muscolari. Gli esperti chiariscono come la trichinellosi, una zoonosi causata da vermi cilindrici appartenenti al genere trichinella, non si contagia fra persone.
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