Il procuratore aggiunto di Foggia Antonio Laronga ha parlato a Reggio Emilia durante l’incontro del festival ‘Noicontrolemafie’, che si è tenuto venerdì nella sede di Confocooperative davanti a una platea di studenti.
Il magistrato è autore del ‘Quarta mafia’: ha spiegato le caratteristiche della Società foggiana, mafia garganica e quella cerignolana.
“Dei pugliesi in Emilia-Romagna nessuno parla, ma a oggi ci sono due segnali molto inquietanti”. La recente operazione ‘Grande carro’ “ha accertato che a Modena ha sede una società al centro di riciclaggio: tra i soci vi è Donato Delli Carri, killer della Società foggiana, che uccise nel 1992 Giovanni Panunzio, imprenditore che si ribellò al pizzo: fu condannato per mafia, ora è fuori e fa l’imprenditore. È uno dei soci che ha comprato ristoranti e sale giochi lungo la costa romagnola. Ma la società - rimarca - ha sede a Modena, a un passo da Reggio. Un immobile da 600mila euro è stato comprato anche a Praga. Queste organizzazioni vedono il territorio nazionale ed europeo come un grande scacchiere su cui riciclare i soldi da attività illecite in quelle legali. Ecco perché dobbiamo preoccuparci. Ed ecco perché sono venuto a segnalare”.
Altra spia viene dall’indagine ‘Bacchus’ in ambito agricolo: “La Società foggiana crea una società cartiera: da Foggia partivano auto con 80mila euro, provenienti da droga ed estorsioni, e fatture per operazioni inesistenti. A Ravenna un imprenditore prendeva i soldi e faceva un bonifico di 80mila più 20mila per saldare. Il ravennate usava le fatture per chiedere aiuti comunitari e poi vendeva il proprio mosto a prezzi stracciati”.
Il procuratore ha rivolto un appello ai ragazzi a non spendere neppure 5 euro in marijuana: “La droga arriva dall’Albania, sbarca sul Gargano e poi la mafia locale rifornisce ‘ndrangheta e Cosa nostra”.
(Fonte: Resto del Carlino)
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