Comune di Orta Nova: dopo lo scioglimento arriva la sospensione dal servizio per tre dipendenti comunali

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Dopo lo scioglimento per “accertate forme di ingerenza da parte della criminalità organizzata”, il Viminale sarebbe nuovamente intervenuto sul Comune di Orta Nova disponendo la sospensione dal servizio di tre dipendenti comunali. E’ quanto trapela dal paese dei cinque Reali Siti, che il 17 luglio scorso è diventato il sesto caso di consiglio comunale sciolto per infiltrazioni mafiose in Capitanata tra il 2015 ed oggi, dopo Monte Sant'Angelo, Mattinata, Manfredonia, Cerignola e Foggia. Com’è noto, il Consiglio dei ministri su proposta del ministro dell'interno Matteo Piantedosi ha deliberato l'affidamento a una commissione straordinaria per la durata di 18 mesi la gestione del Comune, affidandolo alla viceprefetta a riposo Maria Rita Iaculli, al viceprefetto Angelo Caccavone (già presente da maggio come commissario, a seguito delle dimissioni del sindaco Domenico Lasorsa, e che aveva lavorato con l’attuale prefetto di Foggia Maurizio Valiante già alla BAT) e del dirigente di II fascia - Area 1 Francesco Fasano.

Stando ai beninformati, che hanno appreso la notizia da fonti interne a Palazzo di città, nei giorni scorsi alla segretaria generale dell’ente sarebbe stato notificato un decreto del Viminale riferito a tre funzionari, di cui uno di livello dirigenziale. 

La fattispecie è prevista dall’articolo 143 del TUEL, la legge di riferimento sugli scioglimenti per mafia, che al comma 5 afferma: “Anche nei casi in cui non sia disposto lo scioglimento, qualora la relazione prefettizia rilevi la sussistenza degli elementi di cui al comma 1 con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti o ai dipendenti a qualunque titolo dell'ente locale, con decreto del Ministro dell'interno, su proposta del prefetto, è adottato ogni provvedimento utile a far cessare immediatamente il pregiudizio in atto e ricondurre alla normalità la vita amministrativa dell'ente, inclusa la sospensione dall'impiego del dipendente, ovvero la sua destinazione ad altro ufficio o altra mansione con obbligo di avvio del procedimento disciplinare da parte dell'autorità competente”. 

La relazione che ha determinato lo scioglimento dell’ente è ad oggi ignota perché si attende la pubblicazione del DPR in Gazzetta Ufficiale e potrebbero volerci ancora alcune settimane. Ma, secondo le fonti interne agli uffici, si tratterebbe di una sospensione per sei mesi riferita a fatti citati nella relazione riguardanti tre dipendenti: la dirigente del settore economico-finanziario, la 50enne Immacolata Gaeta; la vicecomandante dei vigili urbani, Fiorenza Mastasi; il funzionario del settore urbanistica Silvio Specchio. 

I primi due nomi sono stati fatti da l’Attacco la scorsa settimana, dopo l’audizione che il procuratore capo della DDA di Bari Roberto Rossi ha tenuto a Roma davanti alla Commissione parlamentare antimafia, durante la quale sono emersi due particolari importanti relativi allo scioglimento del consiglio comunale di Orta Nova. Rossi ha evidenziato, in un passaggio della propria lunga relazione, come non solo l’azione della Procura ma anche quella della Prefettura sia stata determinante negli ultimi anni.

“Ha sciolto sei Comuni, tra cui il capoluogo, con dimostrazione di una infiltrazione molto forte all’interno non solo – e direi non tanto – del mondo politico, bensì del mondo che conta negli enti comunali, cioè le strutture burocratiche. Come sappiamo bene, un sindaco può cambiare mentre la tecnostruttura, se è in mano alla criminalità organizzata, rappresenta un problema”, ha detto il procuratore capo della DDA. 

“Questo ha comportato un problema per le commissioni straordinarie intervenute, rispetto al dover modificare le strutture burocratiche intersecate anche a livello familiare e personale. Abbiamo Polizia locale che è imparentata in modo stretto con ambienti del clan, o dirigenti amministrativi totalmente nelle mani dei clan, come avvenuto di recente a Orta Nova”. 

La dirigente Immacolata Gaeta è cugina del boss locale, Franco Gaeta. Un nome diventato noto alle cronache italiane di recente, quando a settembre 2022 il figlio Andrea Gaeta fu assassinato a colpi di pistola mentre era in auto dal 26enne Mirko Tammaro. 

Il lutto cittadino proclamato dall’amministrazione comunale – che ha spiegato di averlo fatto come avvenuto anche in altre occasioni – è stato considerato una delle cause per cui la Prefettura decise di accendere i riflettori sull’ente e di inviarvi la commissione di accesso agli atti, avviando l’iter che nelle scorse settimane ha infine portato allo scioglimento. La dirigente lavora in Comune da decenni ed è stata di recente confermata nel proprio incarico proprio dal commissario Caccavone, con decreto prefettizio dello scorso 24 maggio. 

A gennaio 2020 l’Attacco riportò i rumors e i dubbi sul ruolo di responsabile del settore economico-finanziario, rimasto vacante da ottobre 2019 a dicembre 2019, quando fu indicata provvisoriamente Gaeta, di categoria C anziché D. 

“Un ruolo molto chiacchierato sul quale forse ci sarebbero state attenzioni particolari”, si scrisse su queste colonne. Poi la funzionaria vinse il concorso interno e ci fu la progressione verticale. 

Gli ex amministratori considerano chiaramente riferita a Orta Nova anche la frase di Rossi sui rapporti tra pezzi di Polizia locale e criminalità organizzata. Il pensiero è corso, infatti, a Mastasi, considerata dagli inquirenti legata da rapporti di frequentazione con persone del clan. Nel 2007 la donna, già dipendente del Comune, finì tra le 50 persone legate al clan Gaeta che furono arrestate nell’ambito dell’operazione chiamata Veleno, salvo poi esser assolta e tornare al proprio lavoro. 

I 50 arresti colpirono “gruppi criminali che agivano in tutte le direzioni dal 1995 fino al 2003” e che si erano “modernizzati nel settore del traffico dei rifiuti, anche tossici, per oltre 100.000 tonnellate, provenienti anche dal Nord, realizzando affari notevolissimi e non inferiori a quelli realizzati con le truffe all'Inps”, come disse l’allora procuratore della DDA di Bari, Emilio Marzano, commentando l'operazione contro il clan mafioso Gaeta che gestiva traffici illeciti di rifiuti (stimato in 5 milioni di euro) e metteva a segno truffe ai danni dell'Inps (per 4 milioni). 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet