Denuncia un caso di stupro, i possibili colpevoli? Due giovani campioni di scherma di Milano e San Severo

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Sta facendo discutere l’Italia intera il caso della giovane schermitrice di nazionalità uzbeka, all’epoca dei fatti minorenne, che sarebbe stata vittima di uno stupro di gruppo tra i il 4 e il 5 agosto scorsi, in un albergo di Chianciano Terme. Accusati dell’episodio sono due giovani componenti della nazionale italiana juniores di scherma. Uno di Milano, l’altro, invece, sanseverese. “Rispetto alla vicenda stiamo ancora gli inizi, alla fase delle indagini preliminari – dichiara a l’Attacco Matteo Starace, legale di fiducia dei giovani e Dirigente sportivo – preciso inoltre che il Collegio difensivo è fiducioso rispetto all’operato della Procura senese che, siamo certi, si è attivata al meglio onde pervenire all’accertamento della verità. Entrambi i ragazzi – aggiunge l’avvocato - si dichiarano comunque innocenti ed estranei ai fatti”. Secondo una prima ricostruzione dei fatti lasciata dalla giovane, la stessa una volta svegliata si è ritrovata in una stanza con i ragazzi: uno le dormiva vicino, un altro si stava rivestendo. 

Lei, ancora intontita, è riuscita ad ascoltarli mentre le rivolgevano frasi di scherno. Così dopo un primo momento di intontimento e con forti dolori avvertiti su tutto il corpo, è alla fine riuscita ad alzarsi e a tornare nella camera condivisa con un’amica, sua compagna di squadra a cui poi ha raccontato l’accaduto. Una versione che non sembrerebbe coincidere con quelle rilasciate dai giovani e da diversi soggetti attinti dalle indagini. Qualcuno, secondo i beninformati, avrebbe anche fatto notare che i ragazzi, per prestanza fisica e clamore mediatico, sarebbero sempre stati molto appetibili al gentil sesso e che non avrebbero dunque avuto motivo alcuno di costringere e forzare una donna ad un atto sessuale. Comunque la si pensi, sarà la magistratura a dire la sua sull’ingarbugliata vicenda.   

I giovani, infatti, come specificato dal legale, “sono oggi sottoposti alle indagini preliminari, dunque ad una posizione giuridica assolutamente iniziale. In buona sostanza – confida Starace - non sappiamo ancora se il caso verrà archiviato o se saranno invece rinviati a giudizio. Una cosa vorrei però precisarla: mi onoro di appartenere alla Federscherma che si è sempre dimostrata adeguata ai tempi che corrono e che tra le sue principali mission vi è quella di tutelare e invogliare gli atleti ad essere anzitutto bravi studenti. Ricordo che siamo doping free, il nostro ambiente è assolutamente pulito”. “La Procura della Repubblica, nel corso di tutte le indagini sino ad ora effettuate, ha valutato di non procedere con richiesta di applicazione di misura cautelare nei confronti degli indagati non ravvisandone i presupposti, decisione della quale se ne assume ogni responsabilità ed in relazione alla quale è pronta a dare ogni e qualsiasi spiegazione nelle opportune sedi”. 

È quanto sottolinea in una nota la Procura di Siena in merito alla denuncia di una schermitrice di aver subito violenza durante un ritiro a Chianciano. Nel corso delle indagini preliminari, chiarisce inoltre la Procura in una dettagliata nota stampa “il titolare del procedimento ha avuto plurimi contatti con la Federazione Italiana Scherma alla quale è stata rappresentata più volte l’impossibilità di comunicazioni formali in pendenza di indagini preliminari. Analoga impossibilità di comunicazione, in considerazione dell’esistenza del segreto istruttorio, è stata rappresentata per iscritto alla Procura Generale dello Sport del CONI”. La Procura infine “respinge fermamente le accuse di inerzia pubblicamente mosse ed in particolare di inosservanza delle norme in maniera di cosiddetto codice rosso”. 

A tal proposito il Presidente federale Paolo Azzi, nel leggere la nota diffusa dalla Procura ha poi aggiunto che “tale ricostruzione, fornita dalla magistratura inquirente, conferma in piena la correttezza dell’operato della Federazione Italiana Scherma e l’attenzione prestata al caso nel rigoroso rispetto dei ruoli e del profondo senso di responsabilità che una vicenda così delicata impone”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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