Aggressione Policlinico Riuniti Foggia, le minacce dei parenti nella ricostruzione: “Vi ammazzo”

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Sono sei i reati contestati dal pm ai cinque componenti della famiglia Pugliese indagati per la presunta aggressione al personale medico del Policlinico Riuniti di Foggia. 

Nella ricostruzione accusatoria basata su video, testimonianze, relazione della Polizia intervenuta in ospedale, Luigi Pugliese (padre della ragazza morta, ndr) “accusò il dottor… d’aver ucciso la figlia Natasha e lo minacciò reiteratamente di morte; il figlio Vittorio Pugliese colpì con un pugno il dottor... che aveva eseguito l’intervento chirurgico nel quale era morta la paziente, poi una volta caduto a terra lo colpì con calci insieme allo zio Giuseppe Pugliese e a un altro soggetto”. 

Vittorio e Mario Pugliese (fratelli della vittima) “colpirono ripetutamente con calci e pugni il dottor” (il medico minacciato dal padre della giovane) “che riportò ferite guaribili in 20 giorni. Giuseppe Pugliese istigò e rafforzò il proposito criminoso, incitando i presenti e brandendo una bombola d’ossigeno, oltre a colpire con calci il chirurgo quand’era a terra. Tatiana Pugliese istigò i presenti, accusando i medici presenti d’aver ucciso la sorella; e colpì con un pugno il dottor …”. 

Ad avere la peggio nell’aggressione fu un terzo medico, una dottoressa che riportò la frattura di una mano e 30 giorni di prognosi: “Ciò in quanto per effetto della spinta esercitata dagli aggressori” prosegue l’atto d’accusa della Procura “sulla porta d’accesso alla stanza in cui il personale sanitario aveva cercato riparo, la mano della dottoressa… rimase incastrata tra montante e porta”.

Nella concitazione dell’aggressione, furono rivolte minacce di morte ai medici: “Vi ammazzo, voi due l’avete uccisa; uccidiamo te e la tua famiglia; tu sei morto; se hai figli, ti faremo provare la stessa cosa; il dolore che noi proviamo adesso tu che sei un uomo di m.. lo proverai anche tu; noi siamo morti, non temiamo più nulla da perdere; tu vali 10mila euro; hai beccato la famiglia sbagliata; l’avete uccisa, faccio del male alla tua famiglia”. 

Tra le parti offese la Procura ha individuato anche uno degli agenti intervenuti: da qui l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale ai danni del poliziotto, “che si frappose tra gli aggressori e il chirurgo caduto a terra”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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