La città di San Severo ha appena terminato di celebrare le proprie Feste patronali in onore della Madonna del Soccorso, ma quest’anno c’è stata una speciale appendice allestita nella piccola e particolare comunità che vive comunque all’interno della cinta urbana: la casa circondariale.
Niente batterie e fuochi di artificio, ovviamente, niente giostre e bancarelle, ma dietro il portone di Via Dotoli la musica non è mancata, con un concerto che poi è diventato molto altro. Martedì pomeriggio, davanti all’ottantina di detenuti attualmente presenti, si è esibita Roberta Palumbo,
cantautrice di Apricena che nella sua carriera ha messo al centro la ricerca e la valorizzazione delle tradizioni popolari, attraverso tutte le espressioni artistiche possibili, ballo compreso. Con chitarra e tamburelli a cornice, ha raccontato la sua storia di donna e di musicista,
aneddoti di situazioni divertenti e proposto alcuni brani più rilevanti del suo repertorio composto soprattutto da canzone d’autore, sulle orme di Matteo Salvatore con il quale condivide la stessa provenienza apricenese. I pezzi proposti sono stati soprattutto “Gargano Mio”,
il cui video è quello ufficiale del Parco Nazionale del Gargano, e “SónAncórë”, con quest’ultimo che dà anche il titolo all’album pubblicato nel 2017, su testi di Nazario Tartaglione. Gli applausi non sono mancati, specie quando la performer ha praticamente urlato: “Quando uscite di qua, andate a fare cose belle”.
“E’ stato un pomeriggio bellissimo – ha aggiunto la direttrice del carcere, Patrizia Andrianello che ha competenza anche su quello di Lucera – e devo dire molto apprezzato da tutti, tanto che ho visto il coinvolgimento di molti di loro che hanno interagito con l’artista. Maggiori approfondimenti nell’edizione del giornale di domani.
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