Gio Festival, pienone anche a Manfredonia con l’opera Il Re versione Lalli e con la soprano di casa Granatiero

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Dopo il migliaio di persone che domenica sera, a Foggia in piazza Nigri, avevano assistito alla prima messa in scena, anche lunedì sera a Manfredonia è stato pienone per la rappresentazione de Il Re, l’ultimo lavoro del compositore foggiano Umberto Giordano. Il bellissimo castello svevo è stato lo scenario d’eccezione dello spettacolo, introdotto dai saluti del presidente di Camera di commercio Pino Di Carlo, cui si deve l’idea di dar vita al Gio Festival, la rassegna dedicata a Giordano, che nella sua prima edizione ha portato sul palco tre opere: la giovanile Marina, Il Re e il capolavoro Andrea Chénier. Per la prima volta una delle celebri produzioni della regista fiorentina Manu Lalli, nota per il suo teatro di strada e per il progetto Opera Camion di Opera di Roma, è giunta in Capitanata. Il Re ebbe subito grande successo sin dalla prima alla Scala di Milano nel 1929. Il libretto del celebre Giovacchino Forzano presenta una favola settecentesca perfetta per tornare in vita nel mondo colorato e festoso di Manu Lalli ed affascinare non solo i grandi amanti dell’opera. Per Il Re l’Orchestra Suoni del Sud è stata diretta da Benedetto Montebello, mentre l’ampio cast ha visto il baritono barese di ottima carriera Marcello Rosiello nel ruolo del titolo, l’eccellente soprano di Manfredonia Veronica Granatiero, ben conosciuta dal pubblico del Petruzzelli e con esperienze trasversali tra pop e jazz, come Rosalina, protagonista femminile dell’opera; quindi il solido tenore Matteo Mezzaro come Colombello, il giovane innamorato che contende Rosalinda al Re. Rappresentata per la prima volta al Teatro alla Scala di Milano il 12 gennaio 1929 con la soprano Toti Dal Monte nel ruolo di Rosalina, si discosta dai drammi veristi del passato per abbracciare uno stile più fiabesco, ironico e moderno. La storia, settecentesca, è incentrata su una ragazza capricciosa, di nome Rosalina. Alla vigilia delle nozze, la giovane pianta in asso il fidanzato Colombello perché si è infatuata di un re. Il sovrano, venuto a conoscenza dell'infatuazione, decide di darle una lezione: acconsente al desiderio della ragazza e la invita nelle sue sfarzose stanze. Ma quando il re si spoglia dei propri abiti sontuosi si mostra alla giovane in tutta la sua reale vecchiaia e bruttezza. Delusa e spaventata da questa visione, Rosalina rinsavisce immediatamente e fugge via per tornare dal suo Colombello. Dopo i grandi trionfi veristi come Andrea Chénier e Fedora, Il Re rappresenta l'ultimo lavoro teatrale di Giordano, che sperimenta qui un'armonia politonale e moderna, evolvendo ulteriormente la sua scrittura orchestrale.

“Questa del Gio Festival è un’esperienza unica per noi: anche se noi come associazione avevamo prodotto tantissime opere, è la prima volta rispetto a un’opera di Giordano”, ha commentato a l’Attacco il maestro Gianni Cuciniello dell’Orchestra Suoni del Sud. “Il Re ha una scrittura musicale davvero molto moderna, nel racconto di una favola. Siamo onorati di partecipare a questo magnifico festival, con la direzione artistica di Dino De Palma e Gianna Fratta. L’organizzazione è stata molto impegnativa, con tre opere rappresentate in quindici giorni. Siamo partiti con la prima assoluta mondiale di Marina, poi Il Re e sabato ci sarà l’Andrea Chenier. Le aspettative sono altissime, non nascondiamo la tensione anche per via delle collaborazioni con Teatro alla Scala e Teatro Petruzzelli”.

Manu Lalli, drammaturga e regista d’opera e teatrale, è stata nel 1993 a Firenze la fondatrice della compagnia Venti Lucenti, che avvicina i giovani alla lirica e porta l’opera fuori dal teatro, come sta facendo a Roma in queste settimane con l’Opera camion de Il Barbiere di Siviglia, capolavoro di Rossini. “E’ una fiaba in musica, uno spettacolo delizioso”, ha spiegato Lalli a l’Attacco. “Abbiamo pensato di coinvolgere anche attori e performer, oltre agli straordinari cantanti e all’orchestra, che tutti insieme cercano di raccontare questa favola della giovane mugnaia che cerca di diventare regina. Lo spettacolo è pensato per arrivare in posti diversi e per contagiare con la musica più luoghi possibili di questa terra straordinaria che è la Puglia”.

La prima edizione della rassegna, iniziata lo scorso 5 giugno, terminerà sabato a Foggia, dopo aver fatto tappa anche a Biccari, Manfredonia, Peschici, Roseto Valfortore, Torremaggiore e Vieste. Una iniziativa della Camera di commercio di Foggia con Comune capoluogo, Provincia di Foggia e con il sostegno di Regione Puglia e Puglia Culture. Il festival gode del supporto tecnico-progettuale di ISNART – Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Culturali ed è organizzato in collaborazione con Università di Foggia, Conservatorio Giordano di Foggia, Orchestra Suoni del Sud di Foggia, Fondazione dei Monti Uniti e Fondazione Apulia Felix, col patrocinio della Rai.

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