Wine, sharing and beauty: ecco il vitigno delle Cantine San Marzano. “Portiamo il vino pugliese nel mondo”

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E’ una terra rossa, quella dei vigneti a San Marzano di San Giuseppe. E’ la terra della Dop Primitivo di Manduria. Qui, lo chiamano primiticcio, perché quest’uva matura prima delle altre. E’ un vitigno che conosce la fatica, che lotta per la sopravvivenza. Ed è un po’ questo il segreto di questa terra rossa a tessitura fine, fatta di un generoso substrato calcareo e radi affioramenti rocciosi, con un’intensa presenza di ossidi di ferro.

Queste, sono piante che sopportano vite longeve, alberelli che a volte hanno più di sessant’anni, proprio come dei patriarchi. Faticano, ma poi regalano un vino fresco e robusto, che al palato è immediato, che ti prende subito. Un momento che ha il colore della ciliegia, che in un attimo ti fa pensare alle more di rovo, in quelle giornate calde, vicino ai muretti a secco, in cui l’aria odora di menta e di mirto e la macchia mediterranea ti rapisce.

Cantine San Marzano è l’immagine della Puglia nel mondo e in Puglia stessa. E’ quel Pumo che dai balconi bianchi invoca fortuna per i passanti. E’ Edda, la femmina… quando torna accaldata dal mare attraverso gli uliveti, avida dell’ombra di palazzi barocchi, desiderosa di lenzuola fresche e trine fra cui riposare. E’ la Naca, quel dolce cullare che sussurra al sonno, mentre fuori la brezza marina si rincorre tra i filari dei vigneti.

Qui al tramonto la luce e il vento dell’estate, fanno danzare fiori selvatici, fino all’arrivo della sera, quando l’aria sa di pesca, sambuco e salvia. Ed è l’ora de li boll…

Il segreto di un successo così grande è stato, oltre che nel prodotto, anche nel marketing, in quella capacità assoluta che Cantine San marzano ha avuto e ha di cavalcare il successo della Puglia, il suo grandissimo appeal. Hanno saputo salire su questo treno e spiccare davvero il volo. Le loro bottiglie sono evocative, così nomi e racconti delle etichette in commercio e sempre più spesso si vedono sulle tavole di influencer e appassionati del settore. La provincia di Taranto, oltre che sulle ceramiche, vince sul vino. 

Cantine San Marzano nasce nel 1962 quando diciannove vignaioli di San Marzano di San Giuseppe, di famiglie legate da generazioni alla terra, si unirono per valorizzare il proprio lavoro. Oggi è una realtà che conta circa 1.200 viticultori per oltre 1.500 ettari di vigneto. Presidente è Francesco Cavallo, che ha saputo interpretare e rendersi protagonista del cambiamento del settore vitivinicolo pugliese.

Francesco Cavallo, Presidente dal 1982, anima e guida dell’azienda, come sono nate Cantine San Marzano e cosa ricorda del passato?

Mio padre è tra i soci fondatori della cantina che nasce come cooperativa negli anni ‘60 per volontà politica, sotto lo scudo crociato della Democrazia Cristiana. Ma come ben si sa, il matrimonio politica e impresa spesso non funziona e con la mia presidenza, negli anni ‘80, la cantina decide di cambiare corso, mantenendo i valori di partecipazione e condivisione, ma comportandosi da impresa privata. Le prime attenzioni sono state rivolte al risanamento, anche finanziario, dell’attività, coinvolgendo anche in solido gli associati. Successivamente abbiamo iniziato a crescere, ad affacciarci ai mercati internazionali ed affermarci con i nostri vini.

Cos’è cambiato da 19 a oltre mille coltivatori? E’ stato difficile nel corso degli anni far dialogare oltre mille coltivatori?

Si è rivoluzionato tutto, al pari della nostra vita. Siamo stati protagonisti di una crescita importante, collettiva e sociale che ha condizionato ogni aspetto della cantina, ma anche l’intera filiera del settore vinicolo. Da produttori di vino da taglio, siamo diventati produttori di vino imbottigliato, riuscendo a conquistare mercati in tutto il mondo.

Cosa la rende orgoglioso dei vini San Marzano?  Cosa rende unici i vini San Marzano?

Sono orgoglioso dei viticultori San Marzano che hanno manifestato in tutti questi anni un attaccamento unico, sposando totalmente il progetto aziendale e rinunciando alla propria individualità ed aderendo ad una coscienza collettiva. L'azienda ora è interamente nostra. E nonostante ci sia periodicamente la richiesta di aumenti di capitale, la base è prudente e non vengono attuati.

Oggi il mondo del vino in Puglia è molto vivace e lo sono diventati anche I consumatori, sempre più attenti ed esigenti…

Oggi la maggior parte di vino è imbottigliato, le indicazioni geografiche tipiche hanno elevato la qualità del prodotto e hanno aggredito così con maggior efficacia il consumatore finale. Un fattore importante che ha contribuito a perfezionare le tecniche produttive è il controllo della filiera del freddo e del processo di fermentazione; è stato un momento fondamentale nel nostro territorio per iniziare a produrre vini di qualità elevata con una vinificazione controllata.

Quali sono gli elementi peculiari che hanno permesso alla cooperativa di diventare un riferimento a livello internazionale?

Innanzitutto l'attaccamento al lavoro e alla nostra storia. Uno dei maggiori successi commerciali è infatti Sessantanni, un vino che riscopre la produzione che i nostri nonni facevano nel passato e nasce dagli alberelli che i nostri genitori hanno impiantato: l’esempio di una capacità produttiva antica riattualizzata con tecnologie moderne. Dalla selezione di uve da vigneti ad alberello con una resa limitata per ettaro (circa 40/50 quintali), viene creato un vino con una concentrazione polifenolica elevatissima e una qualità unica, difficile da riprodurre in altre aree e in altri vigneti.

Cosa c’è nel futuro di Cantine San Marzano?

San Marzano in pochi anni è diventato un brand riconosciuto in diversi paesi. Il suo rafforzamento è determinante e deve avvenire in coerenza con la nostra identità. Abbiamo anche la responsabilità di rappresentare al meglio la Puglia vitivinicola, continuando a promuovere un messaggio di alta e altissima qualità. Ce la stiamo mettendo tutta.

Mauro Di Maggio, Direttore di Cantine San Marzano dal 2004, Cantine San Marzano si trova in una regione di forte interesse turistico ed enologico, luogo di attrazione sempre più internazionale. Il brand San Marzano sta guardando anche verso altri settori, linguaggi e pratiche che insieme possono costituire il sistema Puglia?

Si, penso al fortunato progetto #NoMenu, che ha finora coinvolto alcuni creativi chef pugliesi, italiani e internazionali, in un'ottica di gioco e interpretazione delle migliori materie prime locali, che è arrivato fino a Londra. Oggi è molto importante gestire la nostra crescita e operare sul nostro posizionamento, grazie ai nuovi progetti.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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