Due interrogazioni parlamentari al ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste Francesco Lollobrigida sulla questione del prezzo del grano.
Una è della senatrice torremaggiorese del Movimento 5 Stelle Gisella Naturale: intende sapere se il ministero reputi necessario adottare ogni misura volta a valorizzare la produzione di grano nazionale, favorendo la stabilizzazione dei redditi delle imprese agricole, la competitività del sistema produttivo interessato e conciliando, nel contempo, la sostenibilità ambientale e sociale con quella economica.
“Il prezzo del grano duro fino alla Borsa Merci di Foggia, la provincia maggiore produttrice di questo cereale in Italia - ha detto Naturale - è crollato di ben 30 euro sulla precedente seduta del 15 marzo scorso, pervenendo a 390 euro alla tonnellata sui minimi e a 395 euro sui massimi. Inoltre le associazioni di categoria in campo agricolo hanno evidenziato che, in assenza di opportuni interventi, gli agricoltori dovranno vendere in perdita, senza ricavare nemmeno i costi di produzione - ha aggiunto la parlamentare pentastellata - e a questo si aggiunga un’altra nefasta eventualità, che potrebbe essere quella di abbandonare la produzione stessa per mancanza di redditività”.
La seconda è del parlamentare Giandonato La Salandra (Fratelli d'Italia): “Ho chiesto tramite interrogazione al Ministero dell'Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste di avviare una preliminare indagine conoscitiva, al fine di escludere speculazioni a danno dei produttori di grano duro”.
“Tra le soluzioni più immediate, sicuramente potrebbe esserci l’istituzione di una Commissione unica nazionale e di un registro di carico e scarico della merce, che entri ed esca dai mulini. Intanto, per la prossima settimana è previsto un tavolo tecnico nazionale”, ha concluso La Salandra.
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