Nessuna nuova, buone nuove? Difficile a dirsi, meno che mai se si è nel limbo delle incertezze dei 67 lavoratori dello stabilimento Dopla di Manfredonia in presidio all’esterno dello stabilimento che era il proprio luogo di lavoro fino a marzo scorso. È da allora che l’Attacco sta seguendo le sorti incerte di un gruppo di persone che continuano a preferire la dignità del lavoro a qualsiasi ammortizzatore sociale e/o buonuscita compensatoria.
Oggi ci ha provato Carlo Levada, CEO di Dopla, che ha percorso 800km per riferire ai lavoratori ciò che era loro già noto. Se scelgono di rinunciare alla tutela dell'articolo 411 che garantisce loro di andare a lavorare nello stabilimento ‘gemello’ di Casale sul Sile, riceverebbero circa 10.000 euro a testa e l’impegno verbale a proseguire la ricerca di compratori per lo stabilimento sipontino. Se rifiutano, il fondo Muzinich che ha presentato la proposta di acquisto per la sede trevigiana invece rinuncia – non ha nessuna intenzione di sommare ai 114 dipendenti trevigiani anche i 67 sipontini -, allora si va verso la liquidazione vera e propria e, a suo dire, non si salverebbe nessuno.
I lavoratori non si smuovono dalle proprie posizioni e hanno rispedito al mittente i ‘consigli’ di Levada. “Vogliamo lavorare, tutti”, continuano a ripetere.
Ai microfoni de l’Attacco, Carlo Levada e la risposta di Luigi Li Bergolis, rsu Dopla di Manfredonia.
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