Da luglio 2023 senza stipendi, dimissioni a raffica a Telefoggia. Da Mongiello a Tonti, la storia della storica tv

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Nuovo e duro colpo per il mondo delle tv locali di Capitanata, che negli scorsi anni si è già ridotto drasticamente con la morte di emittenti storiche come Teleradioerre, Teledauna e Teleblu. Paiono del tutto caduti nel vuoto i tentativi di rilancio di Telefoggia, dove venerdì scorso si sono dimesse tre colonne portanti quali il direttore Carmine Troisi e le giornaliste Michela Magnifico e Francesca Valentino. Stando a quanto trapela, hanno gettato la spugna, dopo le dimissioni di altri colleghi, a causa del mancato pagamento degli stipendi da luglio 2023. Significa un anno, ormai, di mensilità arretrate. Troppo per poter continuare ad andare avanti e lavorare quotidianamente come se niente fosse e come se ciò fosse dignitoso. La tv che per tre decenni ha avuto come proprietario l’ex onorevole Gianni Mongiello ha provato a trasformarsi più volte negli anni. 

Nel 2016 sembrò poter rinascere grazie all’ex sindaco di Foggia Gianni Mongelli, che stipulò un accordo con Mongiello per la gestione dell’emittente. Un nuovo progetto, guidato dall’ingegnere e dalla giornalista Giovanna Greco, per rispondere al desiderio di “avere spazi per parlare di politica, attualità, e venire incontro al bisogno della gente”. Dopo appena due anni la fine di quell’esperienza, con le dimissioni di Mongelli e soci, dopo il fallimento del tentativo di acquistare la proprietà di Telefoggia. Poi, nel 2019, Mongiello si decise al passo indietro rispetto alle sue Note politiche quotidiane e alla gestione diretta della tv. “Il tempo passa per tutti. È arrivato il momento di lasciare ma resterò per sempre tifoso di Telefoggia e continuerò a seguirla da semplice spettatore. Resta in buone mani e di questo ne sono consapevole”, disse. Per circa un anno la tv vide come direttrice generale l’intraprendente Francesca Catapano, ex moglie del commercialista Lucio Fares. 

Infine arrivò la famiglia Tonti. L’edile Paolo Tonti, nel 2021 (negli stessi mesi in cui fu coinvolto nell’inchiesta sulle presunte tangenti al Comune di Foggia, amministrazione Landella, e finì agli arresti domiciliari), acquistò la tv da Mongiello. A giugno 2023, a distanza di più di un anno, Telefoggia tornò visibile pienamente in tutto il territorio di Capitanata, oltre che in tutta la Puglia e la Basilicata. Sbarcò sulla rete di 1° livello, gestita da RaiWay, raggiungibile da tutti sul canale 88 del digitale terrestre, come fece sapere con grande soddisfazione l’amministratrice unica Maria Luana Tonti, figlia del costruttore. L'emittente televisiva, in seguito al piano frequenze varato dall'ex Mise, si era vista costretta, per l'esaurimento della capacità trasmissiva, a migrare su una rete di 2° livello che di fatto oscurava quasi del tutto la visibilità nella provincia di Foggia. Ma la situazione non è migliorata dopo di allora, tutt’altro.

Fonti interne alla tv spiegano che nulla sarebbe stato pagato ai dipendenti e collaboratori della tv in quest’ultimo anno, né gli stipendi da agosto 2023 ad oggi né le tredicesime per gli aventi diritto. Due tecnici si erano dimessi mesi prima, quando ancora Troisi e le due giornaliste Magnifico e Valentino provavano a resistere ed attendere. 

Addi di peso: Troisi era a Telefoggia sin dal 2006, direttore da fine 2009; Magnifico era lì dalla prima metà dei Duemila. Altri colleghi ancora erano andati via in precedenza. I beninformati parlano anche di un ragazzo arrivato a lavorare nella tv grazie a un progetto regionale, fatto che avrebbe causato una vertenza inerente alla Regione Puglia. Stando ai beninformati oggi come amministratore unico comparirebbe un ultranoventenne foggiano, Mario Lopolito, ex geometra del Comune capoluogo, mentre nell’impresa proprietaria apparirebbe la signora Cirillo, moglie di Paolo Tonti (che l’Attacco ha tentato ieri, invano, di contattare per un commento). 

I problemi economici, a detta delle fonti interne, si sarebbero riversati anche sulle condizioni igienico-sanitarie della sede di via Manfredonia: priva di allaccio all’acqua, con bagni inutilizzabili, non pulita da tantissimi mesi dopo l’addio dell'impresa di pulizie a causa della mancanza dei pagamenti. C’è chi parla persino di “topi morti trovati negli studi di registrazione”, come pure l’assenza di condizionatori e impianto di riscaldamento. La redazione aveva sperato in una risalita, dopo l’acquisizione da parte di Tonti, che avrebbe incassato l’indennizzo ministeriale per le frequenze perse (c’è chi parla di “circa 300mila euro”) e che nell’accordo con Mongiello si sarebbe fatto carico dell’intera debitoria. Una debitoria, a detta delle fonti interne, consistente, sia verso l’Agenzia delle entrate che con RaiWay, che gestisce le frequenze tv e che secondo alcuni “potrebbe oscurare da un momento all’altro, come avvenuto già per altre emittenti”. 

“Telefoggia rischia di non avere vita lunga”, commenta con sconforto una fonte interna, raccontando che Tonti “è sempre venuto in sede e, di fronte alle richieste, si è limitato a prendere tempo”. “Venti anni distrutti con un colpo di mano che hanno cancellato sogni e futuro”, il post su Fb della giornalista Francesca Valentino. “Ma non la mia speranza. Due decenni di sacrifici, sconfitte ma anche tante vittorie e soddisfazioni. Spazzati via dall'incapacità, dall'arroganza, dalla supponenza pregna di ignoranza e furbizia di chi prova a trovare sempre un escamotage e farla franca. Un progetto nel quale abbiamo sempre creduto. E anche quando sembrava finita ecco che siamo ritornati più forti che mai. O almeno questo credevamo. Nonostante la situazione fosse ancora nebulosa e complicata. Non è che sia cambiata, anzi. È buio pesto! E allora devi provare a salvarti. Perché arriva un momento in cui l'amor proprio e la dignità, umana prima e professionale poi, hanno la precedenza. Non si può vivere di sola gloria e non si lavora per appuntare le stellette. Non si può più perseverare in un percorso finito, ormai ahimè, in un cul de sac. È come se un medico continuasse a cercare e provare cure su un paziente esanime. Non ha più senso, ormai quel paziente è deceduto. Neanche un miracolo potrebbe salvarlo! E allora non hai altre alternative, se non una conclusione il più dignitosa possibile. Ecco perché ho preso la decisione più dolorosa e difficile della mia vita. Ho rassegnato le mie dimissioni. Da oggi non sono più una giornalista di Telefoggia. Ma resto per sempre una giornalista sul campo. Lascio il mio posto di lavoro con la morte nel cuore, perché costretta da una situazione ormai impossibile da tollerare. Va bene la gloria, ma la professionalità va remunerata, altrimenti diventa tutto poco dignitoso”, ha concluso Valentino. 

“Non sapevo nulla di questa situazione. Non posso che esprimere la mia solidarietà ai colleghi, persone che ben conosco e che cominciarono a fare televisione proprio con me, quando ero direttore responsabile di Telefoggia”, afferma a l’Attacco Attilio De Matteis, oggi direttore di Foggia TV e tra i decani del giornalismo televisivo di Capitanata. “La mia esperienza a Telefoggia durò 20 anni, di cui 12 da direttore responsabile. Vi entrai come collaboratore nel 1988 e nel 1996 fui nominato direttore. Il rapporto si chiuse nel 2008. L'odierna situazione è sicuramente mortificante, mi dispiace molto. E’ lo specchio di una situazione più generale e della precarietà dell'emittenza privata, una crisi che si è aggravata ancor di più con la rivoluzione dell'etere. Questa fase è critica come mai d’ora”, continua De Matteis. 

“Ci sono realtà felici che hanno investito e lavorano con grande senso di responsabilità, porto l’esempio della mia tv. Realtà piccole che vanno controcorrente e che mantengono in vita l'informazione locale, che per me è fondamentale per un territorio. Finora le cose sono andate bene nella nostra tv, ma in generale è un'impresa ogni giorno andare avanti, costretti a rispettare le norme imposte dal Ministero. Le tv locali rendono un servizio pubblico, il sostegno finanziario non è garantito. L'informazione è cambiata: oggi più di ieri serve offrire qualità, evidenziare la notizia e approfondirla come intuito da tempo anche dal direttore de l’Attacco Paciello. La tv non è più detentrice della notizia. Servirebbe fare inchieste ma una piccola emittente non può permettersi il lusso di realizzarle il più delle volte perché sarebbero necessari una conoscenza ferrata del territorio e del tema, qualità e risorse. E’ indubbio che la tv oggi debba dare qualcosa in più rispetto alla notizia che circola sul web”. 

Ma c’è di più: il desiderio sempre più malcelato di tanti attori e decisori è bypassare la stampa, autoproducendosi le notizie e facendole circolare direttamente tramite web e social. Del resto a chi piace stare sotto la lente dei giornalisti?  “Sarebbe più comodo, per tanti, un mondo senza giornalisti, in cui la stampa viene scavalcata e superata, per annullarne l’azione critica. Ma noi non dobbiamo arrenderci, dobbiamo fare il nostro mestiere. Prendiamo il caso dell’intervista al presidente Emiliano inviata dall'ufficio stampa della Regione. Noi come tv e giornali dovremmo cestinarla, perché la vera intervista è quella che facciamo noi. Ma in un tg di mezz’ora non riesci a far tutto. Lo ribadisco: non bisogna arrendersi, al telespettatore devo dare quello che propongo io”, conclude.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet