Il sindacato Nursind ha dichiarato lo stato di agitazione del personale del comparto di Casa Sollievo della Sofferenza dopo l’assemblea sindacale del 5 ottobre. Nel comunicato, firmato dal segretario aziendale del Nursind a Casa Sollievo, Nicola Formica, il segretario chiede a direzione e Commissione di indirizzo e vigilanza un impegno scritto con un calendario certo su contratto, orari e incentivi. Al momento non risulta una replica della direzione o della Commissione. È l’ultimo capitolo di una crisi che l’ospedale di Padre Pio si porta dietro da anni. Casa Sollievo ha festeggiato a maggio i settant’anni, ma secondo alcune ricostruzioni i debiti si sono accumulati a partire dal lontano 2004. Il 17 marzo 2023, rispondendo a un’interpellanza dell’onorevole Annarita Patriarca sulla “grave crisi economico-finanziaria” della Fondazione, il governo ha detto, a nome del Ministero della Salute, che la materia era di competenza della Regione Puglia. Il 27 maggio 2026 Leone XIV ha firmato un chirografo, l’atto con cui il Papa interviene personalmente, che istituisce una Commissione di indirizzo e vigilanza, con la facoltà di compiere atti di ordinaria e straordinaria amministrazione, anche in sostituzione degli organi statutari. La Commissione è presieduta da Maximino Caballero Ledo, prefetto della Segreteria per l’Economia e procuratore speciale della Fondazione. Il compito è analizzare la situazione economica, patrimoniale, operativa e gestionale. La Commissione sarà sciolta quando avrà esaurito il suo compito, per disposizione del Papa. Il 30 luglio è stata annunciata l’uscita dell’arcivescovo Franco Moscone dalla presidenza. Il 27 agosto è arrivato il nuovo Consiglio di amministrazione: don Lorenzo Simonelli presidente, Pietro Grasso vicepresidente, con Mauro Goletti, Antonio Perno e Marcello Mustilli, mentre Gino Gumirato resta direttore generale con la rappresentanza legale. Il giorno dopo FP Cgil e FP Cisl hanno chiesto un incontro urgente alla Commissione, spiegando di aver saputo del nuovo assetto solo da stampa e social e ricordando che lo stato di agitazione del personale “resta formalmente aperto su tutti i punti principali della vertenza”. Quanto debba l’ospedale è la domanda a cui oggi non c’è una risposta unica: i bilanci non sono pubblici. Molte cifre che circolano sono ricostruzioni e stime, non dati ufficiali. Si va dagli 80 milioni di debito verso i fornitori, che secondo le ricostruzioni la direzione indica come esposizione attuale, a una stima di circa 170 milioni di debito complessivo attribuita a fonti interne. Il disavanzo a fine 2024 viene stimato in oltre 220 milioni, tra crediti verso la Regione e debiti con fornitori e lavoratori, mentre altre ricostruzioni, riprese senza indicare la fonte anche da agenzie e testate cattoliche internazionali come “The Pillar”, parlano di una forbice tra 250 e 300 milioni. La cifra più alta, oltre 421 milioni, viene invece riferita al periodo dal 2004: un dato storico, non il debito di oggi. Non si possono sommare né confrontare: misurano cose diverse, e nessuna compare nel chirografo del Papa.
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La crisi, stato di agitazione all’ospedale di San Giovanni Rotondo: la città di San Pio rallenta
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