Doveva essere il confronto pubblico sul futuro della superstrada del Gargano. È diventato invece un lungo faccia a faccia politico, a tratti nervoso, con assenze pesanti, accuse reciproche e cittadini intervenuti direttamente dalla sala. L’assemblea convocata dal Comitato territoriale pro superstrada del Gargano nella sala consiliare di Vieste si è chiusa oltre le 20:00, dopo più di due ore di interventi e una bagarre finale che ha fotografato bene il clima attorno all’opera. A pesare soprattutto sono state le assenze. Non si sono presentati i vertici Anas invitati dal comitato già il 6 marzo. La società ha inviato una nota soltanto il giorno prima dell’incontro, facendo saltare la partecipazione. Assenti anche i sindaci di Rodi Garganico, Vico del Gargano e Mattinata, così come l’assessore regionale Raffaele Piemontese, la consigliera Rossella Falcone e gran parte dei rappresentanti politici indicati nell’invito.

“Insoddisfacente”. È il giudizio della senatrice del Movimento 5 Stelle, Gisella Naturale, rispetto alla risposta arrivata nelle scorse ore dal sottosegretario al Masaf, Patrizio La Pietra, sull’interrogazione a tema Xylella che la senatrice aveva presentato per chiedere, tra le altre cose, al ministro Lollobrigida quali iniziative urgenti intendesse adottare al fine di garantire un adeguato sostegno economico alle aziende olivicole colpite dalla Xylella fastidiosa; nonché se il ministro intendesse chiarire gli elementi istruttori e documentali posti a fondamento delle valutazioni espresse in merito alla gestione delle risorse destinate al contrasto della Xylella fastidiosa, e se risultino effettivamente accertate eventuali irregolarità da parte delle autorità preposte (precedentemente, infatti, il ministro Lollobrigida aveva dichiarato a mezzo stampa “sono stati buttati tanti soldi su queste vicende” e che i conti “non tornano affatto rispetto alle spese e agli impianti in particolare”, specificando che si trattava di “soldi che servivano a sostituire le piante che, invece, sono stati dati senza che questa sostituzione sia avvenuta”).

Un hub del Politecnico di Bari nei Monti Dauni per mettere in connessione ricerca, amministrazioni locali, imprese e associazioni del territorio. È la prospettiva emersa a Pietramontecorvino durante la conferenza ospitata nel Palazzo Ducale. Appuntamento che ha riunito docenti universitari, rappresentanti istituzionali, tecnici ed esperti di sviluppo locale attorno a un progetto pensato per rafforzare le aree interne attraverso innovazione, sostenibilità e inclusione sociale. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Comune di Pietramontecorvino, Politecnico di Bari e Anci Puglia, nell’ambito delle attività di Polinterne. L’obiettivo è trasformare i Monti Dauni in un laboratorio territoriale capace di valorizzare risorse ambientali, culturali ed economiche di una delle aree più ricche di biodiversità della Puglia, tra boschi, sorgenti, aree archeologiche, centri storici medievali e produzioni agroalimentari. Ad aprire i lavori sono stati il Sindaco Domenico Zuppa e il vicepresidente di Anci Puglia Noè Andreano, delegato alle Aree interne. Nella prima sessione Federica Cotecchia, Daniela Frisullo e Nicola Martinelli hanno illustrato il progetto dell’hub per il Politecnico di Bari, insieme a Vincenzo Lasorella della Sezione Tutela e Valorizzazione del Paesaggio della Regione Puglia. La geologa Michela De Salvia ha introdotto i temi ambientali e territoriali. Una parte centrale del confronto, coordinata da Nicola Potenza di Anci Puglia, ha riguardato criticità e prospettive dei Monti Dauni. I Sindaci del territorio hanno discusso di infrastrutture, spopolamento, servizi e opportunità legate a una programmazione condivisa. Nella sessione successiva si è parlato di cooperazione, formazione e sviluppo locale con Valeria Monno del Politecnico, Giacomo Pisani di Euricse e gli esperti Arturo Trotta e Pasquale Piacquadio. Spazio anche alla fragilità ambientale e alla difesa del territorio con gli interventi di Federica Cotecchia, Michele Montemurro e Dora Foti. Rino Lamarucciola, già Sindaco di Pietramontecorvino, ha richiamato la necessità di coniugare tutela e sviluppo. Nel pomeriggio il focus si è spostato su turismo, beni culturali e paesaggi energetici. Nicola Martinelli, direttore della Scuola di Specializzazione in Beni architettonici, archeologici e paesaggio, ha aperto la seconda sessione seguita dagli interventi di Rosa Pagliarulo, Michele Montemurro e Maria Francesca Sabbà. Alla discussione hanno partecipato anche Gianfilippo Mignogna e Mario De Angelis. La parte conclusiva sui paesaggi energetici ha visto gli interventi di Alessandro Cannavale, Maria Dicorato, Alessandro Bonifazi e Nino Silvestre. L’incontro si è svolto nell’ambito della Settimana Identitaria di Pietramontecorvino, rassegna che fino al 31 maggio propone undici appuntamenti dedicati alla valorizzazione culturale e sociale del territorio.

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