Dall’11 al 16 giugno Celenza Valfortore ospiterà la prima edizione della Scuola di Metodi della Società Italiana di Sociologia Economica (SISEC), una nuova iniziativa nazionale di alta formazione rivolta a dottorandi, assegnisti di ricerca, borsisti, ma anche a studiosi delle scienze sociali, economiche e politiche. Per quasi una settimana il paese diventerà un luogo di incontro, formazione e confronto scientifico, accogliendo partecipanti e docenti provenienti da alcune delle principali università italiane. La Scuola di Metodi nasce quest’anno come nuova proposta formativa della SISEC e avrà una struttura biennale. Questa prima edizione, dedicata ai metodi quantitativi, si intitola “Metodi quantitativi per la sociologia economica”. Le attività si svolgeranno presso l’antico e splendido Convento di San Nicola e saranno incentrate sull’analisi quantitativa dei processi economici e delle dinamiche del mercato del lavoro. Le aree interne rappresentano un importante oggetto di studio delle scienze sociali, e la scelta di Celenza Valfortore assume un significato particolarmente rilevante. Come sottolineato dal responsabile scientifico della Scuola, il prof. Nazareno Panichella, ordinario di Sociologia economica presso l’Università degli Studi di Milano, “con questa iniziativa la scuola intende contribuire alla valorizzazione di questi territori come luoghi di produzione culturale, formazione e ricerca scientifica”. Il prof. Panichella sarà affiancato da una faculty composta da docenti e ricercatori delle principali università italiane: Maurizio Avola (Università degli Studi di Catania); Rossella Bozzon (Università di Bologna); Giovanna Fullin (Università degli Studi di Milano-Bicocca); Hanne Gaukel (Università degli Studi di Milano/Bologna); Emmanuele Pavolini (Università degli Studi di Milano); Marcello Pedaci (Università degli Studi di Teramo); Devi Sacchetto (Università degli Studi di Padova); Francesca Tomatis (Università degli Studi di Catania); Eleonora Trappolini (Università degli Studi di Milano-Bicocca). Per Celenza Valfortore l’evento rappresenta anche un’importante opportunità di promozione culturale e turistica. Durante il soggiorno, i partecipanti saranno ospitati nelle strutture ricettive locali e avranno la possibilità di conoscere il patrimonio storico, ambientale e culturale del territorio. Il programma prevede una giornata dedicata a escursioni e attività culturali, favorendo la scoperta delle eccellenze paesaggistiche e delle tradizioni locali.

“In qualità di responsabile unico del CIS Capitanata e consigliere regionale di Fratelli d’Italia - afferma Nicola Gatta -, ho voluto incontrare l’ingegner Francesco Ruocco, responsabile della Struttura Territoriale ANAS della Puglia per fare il punto sulla situazione delle infrastrutture in provincia di Foggia. È stato un incontro proficuo per la viabilità del territorio dauno, che ha sancito l’avvio di una nuova stagione di pianificazione strategica, capitalizzando il piano di espansione nazionale di ANAS con un pacchetto massiccio di investimenti da circa 900 milioni di euro per le nuove opere, altri 37 milioni per la manutenzione programmata”.

Con l’avvio della stagione estiva aeronautica e l’incremento strutturale dei flussi turistici verso il nord della Puglia, la community di Mondo Gino Lisa ripropone ufficialmente, anche per l’estate 2026, lo strategico motore di ricerca integrato "volo+pullman". Lo strumento, liberamente accessibile sul portale di riferimento www.mondoginolisa.it/aeroporto, nasce con l’obiettivo cardine di semplificare radicalmente l’esperienza di viaggio dei passeggeri, eliminando le storiche barriere logistiche tra lo scalo dauno e le località balneari e culturali del territorio.

Bovino, il Borgo Green dei Monti Dauni. Grazie al progetto pilota di rigenerazione culturale e sociale “Semi nel vento”, finanziato dal Bando Borghi del PNRR (NextGenerationEU) per un milione e 600mila euro, e attuato dal Comune di Bovino in stretta collaborazione con l’APS materana Casa Netural, il borgo dei Monti Dauni si è trasformato in un laboratorio permanente per la transizione ecologica e l’innovazione sociale. L’obiettivo a lungo termine è consolidare Bovino come destinazione d’eccellenza per un nuovo modello di benessere, fondato sulla sostenibilità ambientale, sulla rigenerazione del capitale umano e su una connessione autentica e profonda tra uomo e natura. Come ha infatti dichiarato la Sindaca Stefania Russo, l’evento conclusivo del prossimo 12 giugno presso i Giardini Ducali di Bovino “non vuole celebrare la conclusione di un progetto, ma l’inizio di un nuovo percorso per il nostro Comune”. Il cuore politico e metodologico della giornata sarà la presentazione ufficiale del “Manifesto di Bovino Borgo Green”. Curato da Casa Netural APS e dalla Comunità di Bovino, questo documento è il risultato di un percorso di visioning strategico: una metodologia che ha permesso alla comunità di immaginare collettivamente il futuro desiderato per il proprio territorio a lungo termine, definendo le linee guida concrete per trasformare la transizione ecologica da concetto astratto a motore di rigenerazione sociale ed economica. Il Manifesto nasce quindi “dal basso”, come naturale evoluzione di mesi di incontri partecipativi, tavoli tecnici e percorsi formativi che hanno coinvolto attivamente cittadini, giovani, associazioni e imprese locali. Attraverso questo percorso di facilitazione, la comunità ha mappato le proprie risorse storiche, naturalistiche ed enogastronomiche, traducendo i principi generali della transizione ecologica in linee guida concrete e applicabili per contrastare lo spopolamento e generare nuove opportunità di micro-economia verde. Andrea Paoletti, co-founder e tesoriere di Casa Netural APS, ha aggiunto: “Il nostro lavoro a Bovino si è concentrato sull’attivazione del capitale umano. Attraverso processi metodologici di facilitazione e capacity building, abbiamo supportato la comunità nel connettere le eccezionali realtà già esistenti sul territorio – dai produttori locali alle associazioni outdoor – per metterle a sistema. Il Manifesto è la prova tangibile che quando si forniscono gli strumenti adatti, le comunità interne sanno farsi progettiste del proprio futuro, indicando la strada per un nuovo equilibrio tra impatto ambientale e sviluppo economico civile”.

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