Importante riconoscimento ricevuto qualche giorno fa dal medico lucerino Giuseppe Di Gioia, al quale è stato assegnato l’European Award per il settore della Medicina sportiva. Cardiologo già da otto anni, lo specialista ha ricevuto il premio a Parigi, durante un gala celebrato al famoso hotel Ritz dove si sono ritrovati i migliori esponenti del continente in vari settori professionali. L’iniziativa è giunta al quarto anno, a opera dell’Istituto di Eccellenza Professionale e Imprenditoriale fondato da Antonio Queijeiro e Pablo Suñer, con l’intento di voler esaltare talento ed eccellenza professionale e il buon lavoro di aziende ed enti dei più svariati settori, consentendo loro di riunirsi in un punto geografico comune dove lo scambio di idee, progetti e riferimenti diventa più importante. Viene così riconosciuto a personalità in carriera a livello internazionale il loro miglioramento e successo, attraverso impegno, determinazione e creatività, anche tra imprenditori, scienziati, artisti o atleti, ai quali restituire gratitudine per la loro attività, ritenuta in grado di infondere speranza per il futuro, anche assicurando maggiore visibilità sui media.
“Quello della branca specifica è stato creato con lo scopo principale di consentire ai partecipanti di condividere una giornata con altri colleghi sanitari – hanno spiegato dalla sede spagnola de La Coruna - promuovendo capacità e conoscenze attraverso l’insegnamento, la ricerca e il networking proattivo. I professionisti premiati coprono gli ambiti più diversi, operando quotidianamente con grande dedizione in un settore in continua evoluzione, dove l'aggiornamento ha effetti immediati”.
Giuseppe Di Gioia, 38 anni, figlio d’arte del padre Michele del quale ha seguito le sue stesse specializzazioni, è un cardiologo pure in Medicina dello Sport e dal 2016 collabora con l’Istituto di Medicina e Scienza dello Sport del Coni, operando a stretto contatto con atleti italiani di livello olimpico e internazionale, sui quali svolge controlli prima della partenza per i Giochi e per altri appuntamenti a carattere europeo e mondiale, in relazione alla gestione della loro salute cardiovascolare. Negli ultimi anni questo argomento ha assunto grandissima importanza non solo sanitaria ma anche mediatica, maggiorata anche da alcuni casi eclatanti che purtroppo non sempre si sono conclusi positivamente. Le tragedie del pallavolista Vigor Bovolenta e del calciatore Piermario Morosini sono ancora presenti nella memoria collettiva nazionale anche oltre il settore sportivo, compensate dalle situazioni certamente più felici che hanno dovuto affrontare il calciatore Christian Eriksen o il ciclista Sonny Colbrelli, tutte legate a problemi cardiovascolari che Di Gioia ha analizzato per decine di atleti italiani di vertice assoluto, tra i quali Gianmarco Tamberi, Paola Egonu, Danilo Gallinari o Massimiliano Rosolino.
Inoltre, sempre da sette anni lavora all’ospedale universitario Fondazione Campus Bio-Medico di Roma, rinomato presidio di riferimento del settore. Proprio nell’istituto capitolino ha iniziato la sia formazione ormai venti anni fa, per poi laurearsi nel 2010 con il massimo dei voti, con successiva specializzazione in Malattie Cardiovascolari ed esperienza nelle prestazioni di ecocardiografia e diagnosi cardiologiche invasive e non invasive, ma anche trattamenti di malattia coronarica, infarto del miocardio, aterosclerosi, aritmie, cardiopatie congenite e cardiomiopatia, oltre a malattie vascolari degli arti inferiori e dell'arteria carotidea.
Per il settore sportivo, conduce studi su temi come l'adattamento del cuore dell'atleta all'allenamento, la cardiomiopatia ipertrofica, le malattie aritmiche, i disordini lipidici e la prevenzione della morte cardiaca improvvisa. È autore di oltre 30 pubblicazioni scientifiche su riviste internazionali nel campo della cardiologia e della cardiologia sportiva e detentore di numerose certificazioni nazionali ed internazionali in Ecografia Cardiologica e Vascolare.
E’ detentore di un Master di II Livello in Cardiologia dello Sport all’Università di Padova e attualmente sta tenendo un dottorato di ricerca in "Scienze del Movimento Umano e dello Sport" all’Ateneo del Foro Italico di Roma. “E’ stato un grande onore ricevere questo prestigioso premio in un contesto meraviglioso – ha commentato Di Gioia al suo rientro in Italia – ed essere selezionato come vincitore tra tante figure eccellenti in tutta Europa mi rende orgoglioso del lavoro svolto e dei risultati raggiunti in ambito medico-scientifico. Questo riconoscimento servirà da stimolo per proseguire con ancora maggior dedizione e passione per il mio lavoro, a servizio dei pazienti”. L’anno scorso a Chennai, in India, aveva ricevuto lo Sport Cardiology Award come Young Resercher.
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