Miramare torna sotto i riflettori, Riccardi e PD attaccano Rotice. Rischio iscrizione, tifosi contro tutti

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Silenzi prolungati, mezze verità, impegni disattesi e conflitti intestini, sono alcuni degli ingredienti della saga che sta andando in scena a Manfredonia contestualmente alle dimissioni rassegnate dal presidente del Manfredonia Calcio, Giuseppe Di Benedetto. A nulla sono valse le rassicurazioni fornite dal Sindaco Gianni Rotice, come si era evinto tra le righe quando i due erano usciti dal portone di Palazzo San Domenico, dopo l’ennesimo incontro infruttuoso. L’anello della discordia è lo stadio Miramare, l’impianto sportivo comunale affidato in gestione al Manfredonia Calcio e da questo trasmesso alla società Manfredonia Miramare.

“Il Comune ha delegato tutte le attività al concessionario – rileva Angelo Riccardi -, andando in palese contrasto con il regolamento comunale sull’utilizzo dell’impianto sportivo”. E ancora. “Sembra che il contratto sottoscritto abbia disatteso clamorosamente il progetto di valorizzazione, che prevedeva l’omologazione del campo – prosegue l’ex Sindaco - per ospitare competizioni dalla FIGC fino alla Lega Pro. Sembra che abbiano fatto tutto il contrario, compromettendo la possibilità di ottenere l’omologazione persino per la Serie D”.

Secondo lo stesso, recentemente, sarebbero arrivate notizie secondo le quali “il campo non ha ottenuto la prevista omologazione, ma dal Comune di Manfredonia non arrivano comunicazioni in merito. Se queste informazioni dovessero rivelarsi vere e siamo di fronte a un ulteriore tentativo di nascondere la verità, qualcuno dovrà prendere la decisione immediata di revocare la concessione”.

Anche il Partito Democratico di Manfredonia è intervenuto con una nota in cui pone “poche semplici” domande. 

“A chi è affidata e per quanti anni la gestione dell’impianto sportivo Miramare di proprietà del Comune di Manfredonia? Nella società che si è aggiudicata la gestione dell’impianto – il secondo quesito - chi sono le persone che detengono le quote? Ci sono lavori di adeguamento da effettuare, propedeutici all'agibilità dell'impianto? Se la risposta fosse affermativa – terminano dal PD sipontino -, a chi spetterebbero questi lavori?”.

Nemmeno le dichiarazioni allusive di Di Benedetto - quando ha lasciato intendere di conoscere cose che se fossero rivelate farebbero rumore – hanno suscitato risposte. Dall’Amministrazione comunale, al momento, non arriva voce sul futuro prossimo del calcio sipontino.

C’è tempo fino al 14 luglio prossimo per iscrivere la squadra alla Serie D, con una spesa di circa 50.000 euro. Poi, si dovrà pensare ad allestire una rosa di calciatori e uno staff tecnico che partiranno quasi da zero. E in ritardo, visto che siamo già a luglio inoltrato. Chi potrà mai assumersi l’onere della presidenza, alle stesse condizioni che hanno fatto scappare Di Benedetto verso Andria?

Prima di arrivare a tanto, bisognerà pensare all’immediato. Alla formalizzazione di un presidente che iscriva la squadra. A quest’ultimo proposito, si è espresso Iraldo Collicelli, presidente di Manfredonia Miramare e socio del Manfredonia Calcio insieme a Aida Hoxha, cioè la consorte di Di Benedetto. 

“Vista la PEC del 7 luglio scorso, ritengo che le tempistiche indicate (alle ore 21 del 10 luglio in 1^ convocazione ed alle ore 10 dell’11 luglio in 2^ convocazione) non siano affatto confacenti – il rilievo di Collicelli - all’estrema urgenza di ottemperare agli adempimenti amministrativi per l’iscrizione al prossimo campionato di Serie D”. Si è reso quindi disponibile da subito, ma non è dato sapere che riscontro abbia ottenuto la sua richiesta.

In città, la trepidazione è forte. Come la sensazione della beffa dietro l’angolo, dopo il desiderato ritorno in Serie D. I sostenitori biancoceleste hanno dovuto trascorrere un’intera stagione in giro a causa dell’indisponibilità dell’impianto casalingo, e la tifoseria organizzata della Gradinata Est è certamente esente da qualsivoglia responsabilità, a differenza di tutti i precedenti protagonisti della vicenda.

“Lamentate gli orari di convocazione delle riunioni per decidere le sorti del Manfredonia Calcio – la loro dura presa di posizione -, invece di pascolare nei pressi di Palazzo San Domenico, questa mattina potevate dirigervi di corsa verso il distributore di Giuseppe Di Benedetto e chiedere una riunione totalitaria, riunione che non necessita nessuna convocazione anticipata e accelerare le tempistiche per l’iscrizione. Sempre se volete iscriverla la squadra al campionato! A quanto pare oltre che a scrivere comunicati e trovare il "singolo" colpevole della non iscrizione non riuscite a fare altro. Adesso Gianni e Pinotto (Rotice e Collicelli, ndr) mettetevi in macchina e raggiungete Di Benedetto”.

Ex presidente che, comunque, si è tirato fuori a ridosso del termine per le iscrizioni, quasi a voler fare un dispetto ai rappresentanti istituzionali e che, invece, è a danno di chi vive il calcio e il tifo per la squadra della propria città come una passione. Una fiamma che non si può spegnere, nemmeno quando il vento soffia forte.

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 



Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet